Archivio per la stanza 'Dietro al banco'

September 14, 2005

Si fa presto a dire caffè

Barbara posta i risultati di un sondaggio fatto sul blog riguardo alla bevanda preferita per la colazione.
Io che ho passato un’estate davanti alla macchina del caffè posso confermare che l’espresso è certamente quello più richiesto, ma avete idea di quante possono essere le variazioni?
Tutti conoscono le classiche: ristretto, lungo, macchiato caldo, macchiato freddo, corretto e decaffeinato, ma esistono anche quelli che devono avere delle vere e proprie fissazioni. A me è capitato di fare caffè lunghi con un goccio di grappa, dei caffè lunghi macchiati caldi, macchiati ma senza schiuma, decaffeinato lungo, decaffeinato ristretto, decaffeinato macchiato (caldo e freddo) e normale con un po’ di acqua a parte (che non è il caffè americano che quello va in tazza grande). Che poi non ci sarebbe niente di male, ognuno ha i propri gusti, ma alcuni si comportano come se per loro esistesse solo quel modo di prendere il caffè. Si siedono al tavolo, prendi l’ordinazione, porti i caffè e poi ti senti dire: scusi mi sono dimenticato di dire che lo volevo alto oppure mi porta un po’ di latte (a volte ti guardano male come se te l’avessero già chiesto e tu non l’hai portato). Categoria a parte sono quelli che indicano anche quale zucchero portare (solitamente il dolcificante), ma il mio è un locale serio (parola grossa?) e porto al tavolo tutti i tipi di zucchero più il miele. Ma quelli più pericolosi sono quelli a cui il caffè andrebbe fatto con il metro: si un caffè grazie, ma me lo faccia un po’ più alto di quello di ieri. Certo signora, ieri ho fatto il caffè solo a lei e ho fatto il segno in una tazzina, ora la prendo e lo faccio un po’ più alto, non si preoccupi. Poi ci sono gli indecisi, un signore mi ha chiesto un caffè macchiato, gli ho chiesto se preferiva caldo o freddo e lui ha risposto che non lo sapeva, fai come ti pare, allora io sull’ordinazione ho scritto un caffè macchiato come ti pare e l’ho dato a mio fratello che guardandomi male mi ha chiesto cosa fosse, allora gli ho detto di non guardare me ma il signore seduto al tavolo.
E il cappuccino non fa certo eccezione, chi lo vuole chiaro, chi lo vuole bollente, chi lo vuole senza schiuma e chi lo vuole tiepido che io mi chiedo sempre: ma quanti gradi sono tiepido? Se avessi un termometro sarebbe perfetto. Ma poi perché si chiede un cappuccino tiepido? Perché lo si vuole bere in fretta? Perché si ha paura che il barista lo faccia bollente?

– Salve, cosa prende?
– Un caffè d’orzo
– Tazza piccola o grande?

di admin @ 9:02 pm Commenti (2)

August 23, 2005

Cono o coppetta? /4

Un resoconto semiserio delle varie tipologie di consumatori di gelato da passeggio.

Ci sono infine una serie di tipologie che potrebbero rientrare nelle precedenti ma che possono essere trattate come categoria a parte.

L’imperativo
Questo soggetto se potesse, farebbe tutto da solo, ha bene in mente i gusti che vuole e ti ordina tassativamente l’ordine in cui li devi mettere. Avete presente il cucciolone? Da che parte iniziate a mangiarlo? Ecco.

L’intervistatore
L’intervistatore fa mille domande, di ogni tipo: da quante calorie ci sono, se c’è lo zucchero, cosa si può abbinare con i due gusti che ha scelto, se può assaggiare quel gusto che non ha mai visto da altre parti e se per favore mi può mettere più bacio che cioccolato?

Il rateale
Il rateale è un imperativo nascosto, solo che non si vuole fare scoprire, non ti dice il secondo gusto finchè non hai messo il primo sul cono, e la stessa cosa accade con il terzo. A differenza dell’imperativo però, lascerà il più duro per ultimo e la maggior parte delle volte se il gelato non finisce a terra, finirà nella coppetta che gli hai gentilmente offerto perché sta per crollare tutto.

Il pallinaro
Il pallinaro è quello che si avvicina alla cassa e ti chiede quanto costa una pallina di gelato, solitamente è straniero, ma anche no. Da noi non vale l’equazione 1 pallina = x centesimi di euro 2 palline = 2x centesimi di euro, da noi ci dici quanto vuoi spendere e agiamo di conseguenza. Si signora, sul cono piccolo si possono mettere anche tre gusti!

Il visitatore
Il visitatore è quello che entra, si guarda tutti i gusti che hai in vetrina e poi esce. Se sei fortunato però sentirai dire che si, c’è il puffo, stasera veniamo qui a prenderlo, se sei ancora più fortunato lo prenderà in quel momento. Se sei sfortunato e hai una buona memoria, dopo qualche minuto lo vedrai passare di nuovo con in mano un cono, di un’altra gelateria. Signora mia, è la concorrenza.

di admin @ 7:29 pm Commenti (3)

August 21, 2005

Cono o coppetta? /3

Un resoconto semiserio delle varie tipologie di consumatori di gelato da passeggio.

L’indeciso
L’indeciso ha un pregio, fa formare una lunga fila che, stranamente, attira gente che probabilmente penserà che se tutte quelle persone sono lì, un motivo ci deve essere. I motivi possono essere solo due: o il gelato è buono o c’è un indeciso davanti a tutti.
L’indeciso solitamente arriva quando al banco non c’è nessuno e comincia a passeggiare davanti alla vetrina infinite volte, finchè non ha scelto i suoi gusti, non è chiaro in base a cosa li scelga, se al colore, l’aspetto o alla quantità rimasta nella vaschetta.
Ci sono due tipi di indecisi: quello che annuncia i gusti in una volta sola quando ha deciso e quello che ne annuncia uno alla volta. Questo ovviamente è il più pericoloso, perché non sai se vorrà due o tre gusti e soprattutto se tu aspetti che li indichi tutti per decidere quale mettere sotto come base, impiegherà ancora più tempo a scegliere gli altri.
Solo una cosa è certa con l’indeciso: il gelato non lo finirà, ma ne butterà via un po’ e sarà il primo gusto che ha scelto.

di admin @ 3:25 pm Commenti (4)

August 19, 2005

Cono o coppetta? /2

Un resoconto semiserio delle varie tipologie di consumatori di gelato da passeggio.

Il falso deciso
Il falso deciso è pericoloso, può creare degli ingorghi spaventosi, se si trovasse al casello, sarebbe quello che non trova il biglietto del casello di ingresso. Il falso deciso solitamente si reca prima alla cassa per pagare e prendere lo scontrino, è facile riconoscerlo perché indica al cassiere i gusti del gelato, ed è qui che sta la sua falsa decisione perché se nei gusti ha le idee chiare, per il resto è una tragedia. Se c’è fila il cassiere si limiterà a chiedere se lo vuole piccolo, medio o grande, se invece c’è poca gente, il cassiere si divertirà a chiedere se vuole il cono o la coppetta spiegando che in questo caso oltre a quelle da 1,50, 1,80 e 2 euro come i coni, ci sono anche quelle da 2,30 e 2,50 euro. Il panico prenderà il sopravvento e rischierete si sentirvi dire che vuole un cono da 2,50, che si può fare, ma con il rischio che crolli tutto non appena il cliente lo prende in mano.

di admin @ 2:20 pm Commenti (4)

August 18, 2005

Cono o coppetta? /1

Un resoconto semiserio delle varie tipologie di consumatori di gelato da passeggio.

Il deciso
Il deciso è come il telepass, se fossero tutti così, non ci sarebbe la fila al banco dei gelati. Il deciso ha le idee chiare, non hai bisogno di chiedere nulla, fa tutto lui da solo: un cono medio crema, cioccolato e zuppa inglese. Solitamente non guarda nemmeno quali gusti ci sono, lui ha i suoi tre preferiti con una o due riserve nel caso i titolari siano finiti o disgraziatamente la gelateria non ne è provvista. A proposito, malaga e torroncino, esistono ancora?
Il deciso non proverà mai un gusto nuovo sul suo gelato, ma convincerà l’amico o la partner a scegliere quel gusto nuovo e poi le chiederà di farglielo assaggiare. Solo in questo caso può succedere che la prossima volta ci sia una variante alla sua ordinazione.
Il deciso è facile da riconoscere, è quello che si avvicina al banco con già i soldi in mano e la maggior parte delle volte la cifra sarà esatta e non dovrai dargli il resto. Spesso utilizzerà anche le monete da cinque centesimi per raggiungere la cifra e tu ne sarai contento perché ti servono come il pane per dare il resto per i caffé.

di admin @ 3:35 pm Commenti (5)

August 17, 2005

Un’estate dietro al banco

Il banco non è quello di una scuola, ma quello di un bar, anzi per essere precisi di un bar/gelateria. Quest’estate l’ho passata così, tra caffè, gelati, cocktails, birre, turiste che mostrano (in)volontariamente le proprie grazie e si, anche appassionanti flirt che tengono il lettore attaccato al blog anche ad agosto (so che non è vero, ma lasciatemelo credere).
In tutto questo tempo ho avuto la possibilità di osservare e studiare tutte le tipologie della clientela, dal cliente che vorresti avere tutti i giorni a quello rompic… ehm, grazie, arrivederci, buona giornata.
Ma voi che con il vostro scontrino vi avvicinate alla vetrina dei gelati e aspettate il vostro turno, sapete chi avete di fianco? E vi siete mai chiesti cosa pensa quello dopo di voi, che state bloccando la fila indecisi se completare il vostro cono con nocciola, bacio o nutella?
Ve lo dico io, in questa nuova categoria del blog.
Si comincia un resoconto a puntate della tipologia dei consumatori di gelato, nella prima, il deciso: se sono entrato qui è perché so quello che voglio.
Stay tuned

di admin @ 3:12 pm Commenti (3)
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