Archivio di December 2007

Ho un anello nuovo di zecca!

Sunday 23 December 2007

Eggià, alla fine ce l’abbiamo fatta.

Dopo tanti, calorosi, graditi e gentili auguri , oggi è ormai il giorno dopo. Se volete un resoconto molto personale chiedete ad Alberto; per vedere le foto che io non vorrei mai far circolare in giro, aspettate che Andrea le scarichi; per sapere quant’era buono il pranzo, chiedete a Davide che non s’è perso nemmeno una portata e spesso ha fatto pure il bis. Quanto a me, non ho quasi toccato cibo, ero circondata dai tulipani e dalle persone più care, mi sono divertita come una pazza e dopo aver penato un paio d’ore per fare la sposa perfetta e compita, tiranneggiata da un fotografo, molto carino ma parecchio esigente, che avrà scattato più di mille fotografie, sordo alle mie lamentazioni, per il ristorante sono andata in giro scalza come una selvaggia, e non sono stata seduta al mio posto per di più di tre secondi consecutivi, persino il maitre mi ha richiamato all’ordine più volte, rimproverandomi e ammonendomi come si fa con le bambine discole.

Ah, ho litigato con una dei miei due testimoni: ma come sempre non è stata colpa mia!

 Grazie a chi ci ha scritto, telefonato e pensato. A chi c’era e a chi non c’era, ma ho sentito vicino lo stesso.

Ancora su Anobii. E poi cose più serie

Saturday 15 December 2007

Perché come dice Orazio: io ho ragione anche quando ho torto. O una cosa simile.

Allora, ammetto di essere in un periodo di nervosismo e tendo alla polemica più del solito, e mi spiace che i miei lettori affezionati si lamentino della deriva di questo blog, ma al momento non ho voglia di scrivere di libri o di leggerli, a parte poche eccezioni, e soprattutto non ho voglia di tenermi dentro le cose che mi irritano, che mi devo sposare e non posso essere isterica per sciocchezze.

Dunque, dicevo, su Anobii ho già dato e ho già scatenato il putiferio (stasera mi sento in vena di iperboli). Ora ci torno su perché ho appena ricevuto l’ennesimo invito ad aderire a questi gruppi allinterno dei quali si rinchiudono gli utenti di anobii, per approfondire questioni letterarie, il corsivo è d’obbligo. Io, da sempre poco interessata alle community, ai forum (sono iscritta solo a quello di Sigrid), e ai vari gruppi on line (ma anche nella vita), non aderisco mai e di solito mi limito a ignorarli.

Poco fa mi arriva un messaggio privato di un tipo, che mi preannunciava l’arrivo di un invito a un gruppo su Lansdale e quindi per educazione oltre a ignorare l’invito, stavolta ho risposto spiegandogli che non mi piaceva Lansdale e nemmeno Ammaniti – che lui citava come sponsor di Lansdale. Il tipo mi risponde dicendo: “Anche Niccolò ha scritto cose molto interessanti. comunque il mondo è bello perchè è vario e sei libera di pensarla come vuoi. spero solo che prima di giudicare e sputare sentenze tu abbia letto più di qualche trafiletto. “

A parte la solita ipocrisia di quelli che fingono di essere tolleranti verso le idee degli altri, con la storia del mondo è bello perché è vario (che puttanata!), e oltre all’idea insita in certa gente che se critichi uno dei suoi beniamini, sicuramente non l’hai letto, c’è anche il fatto che, per una volta che mi sono limitata a dire che due scrittori non mi piacciono, senza entrare nel merito, pare che questo comunque non sia lecito.

Adesso io dico, come mai, io non posso dire a lettori sprovveduti – che tranciano giudizi che non sono in grado di dare, mettendoci anche arroganza – che non sono in grado di darli appunto (perché tutti avrebbero il diritto di dire la loro), e quando io dico invece, che uno non mi piace, mi danno della sputasentenze? Non sarà che ho ragione io, quando dico che leggere libri fa male? E che avere la possibilità di vantarsene, parlandone su internet, rende anche peggiori?

E’ un mondo difficile.

Venendo però a questioni più serie: qualcuno mi sa dire se macchiare di sangue l’abito da sposa durante una prova dalla sarta, porti sfiga? No, perché mi sono punta con uno spillo (come nelle favole!) tracciando senza accorgermene, una lunga scia rossa sul corpetto e adesso vivo nel terrore. Non vorrei mai che qualcuno si presentasse in Chiesa e finisse come in Kill Bill.

Ps
Rileggendolo, sembra un post scritto da Gattostanco!

Il condominio è potente!

E poi ditemi che non c’ho ragione quando m’incazzo

Friday 7 December 2007

Ieri ho letto questo, mi ha mandato il sangue al cervello e l’ho ripreso qui.

Il tipo risponde così, (questo è il mio commento, pacato come sempre, eh) lamentando anche l’assenza di contraddittorio sul tumblr e posso anche dargliene atto, sebbene questo blog non si occupi mai di politica, attualità o questioni sociali. 

E infatti siamo qui.

UPDATE

Il tipo di cui sopra è un imbecille (e non perché mi ha fatto sapere che: “spero vivamente che, nemmeno per sbaglio, tu possa ripassare di qua, ritieniti pure persona sgradita”. Me l’hanno riferito, perchè io non ci sono tornata, eh). Ci tenevo a dirlo perché io ho sempre ragione sulla gente, la prima impressione è quella giusta, ed è inutile che poi per accontentare gli altri mi sforzi di essere diplomatica: quando uno se lo merita, se lo merita. Per cui il prossimo che qui, o nella vita vera, mi invita a essere meno diretta, sarà bandito per sempre dalle mie cene mondane.

Mi hanno anche riferito che il tipo, oltre a consigliare alle famiglie meno agiate una politica di controllo delle nascite alla moda cinese, considera pure tutta l’italia al di sotto del Friuli come terronia: un vero democratico, oltre che una “gran testa” (e non aggiungo altro).

Sono a casa con la febbre e molto tempo da spendere, avendo anche già addobbato casa come il mercatino di Hidelberg.

Questo blog si sposa e poi è Natale!

Thursday 6 December 2007

Sebbene gli inconvenienti, gli intoppi, i ritardi, le sorprese sgradite, le sfighe inimmaginabili e gli interminabili preparativi ci stiano provando da un po’ a farmi fuori, sono ancora viva e vegeta. Poi il fatto che io non scriva sul blog non significa che non stia scrivendo nulla. Anzi. Ho iniziato una collaborazione con questo quotidiano per la pagina della cultura curata da Stefania Nardini. Sto preparando una rubrica di consigli per un progetto editoriale che dovrebbe vedere la luce l’anno prossimo. Sto curando interviste e recensioni per una rivista che dovrebbe (ri)nascere a gennaio. Sto buttando giù delle idee per due saggi, uno a quattro mani col futuro consorte, e uno più complesso (anche da piazzare) su un autore italiano poco letto ormai.

Ma soprattutto – ed è l’attività che mi occupa di più e alla quale mi sto dedicando anima e corpo da una settimana, ma è anche quella che mi da più gioia – sto allestendo la nuova casa per il Natale: e sto impazzendo per trovare l’albero perfetto, la collocazione giusta, le luci più luccicose, le decorazioni più belle, il vischio più verde, i ribes più rossi, le pigne più grosse, i pupazzi di neve più simpatici, i Babbi Natale più rubicondi, le renne più veloci, le candele più rosse. E poi ci sono le prove dei dolci più natalizi, scelti dalle ricette di tutto il mondo; e le canzoni da cantare (ho appena scoperto la versione rock di diverse canzoni di natale musicata dalla Tran-Siberian Orchestra e non uscirò mai più dal tunnel); e le vettovaglie da comprare: tutto rosso e poco verde.  Sono sfinita, ma si potrebbe trasferire la centrale operativa del Natale dal Polo Nord a casa mia e nessuno noterebbe la differenza! Son soddisfazioni. 

Naturalmente sto leggendo poco e quasi solo per lavoro, ma ho fatto in tempo a gustarmi Le benevole di Jonhatan Littell e a interrogarmi sul perché un’opera prima statunitense – anche se scritta in francese – possa essere monumentale, scritta da Dio, potente, disturbante, epica, dolorosa, profondamente umana e piena di verità scomode sull’uomo e la sua storia, anche quella più cupa e terribile, mentre in Italia abbiamo esordi scamuffi e loffi, quasi tutti uguali, privi di mordente, di talento, di idee e cose da dire. Passiamo da manifestazioni di egocentrimo esasperato e privo di fondamento, a sterili imitazioni del modernismo con stream of counsciousness esasperati – come se incaponirsi a non voler seguire il filo logico della narrazione fosse manifestazione di genio e sregolatezza – e del post-modernismo, inserendo nella narrazione di tutto e di più fino a strangolare storia e personaggi; a storie insulse di formazione intrise di sesso e misticismo, a scialbi tentativi di noir fino a stucchevoli e minime storie familiari, già lette in altre salse.

 

Facendo delle ricerche per una serie di articoli sullo stato dell’editoria italiana, mi è venuto in mente che forse il problema della nostra letteratura (e dell’editoria al contempo) potrebbe essere l’identificazione tra lettore e scrittore. Ovvero, potrebbe non essere azzardato ipotizzare che a comprare i libri (certi libri) siano in larga parte gli aspiranti scrittori, per lo più affetti da cronica assenza di talento, e che quindi tendano a privilegiare opere di scarso rilievo letterario e poi a riprodurle a loro volta.

Lo stesso vale per i blog. Navigando a vista su centinaia di fucine on line, dove il proprietario del blog si allena postando i suoi capolavori per farsi conoscere e saggiare il terreno, si trovano orde di commenti entusiasti da parte di altra gente con velleità letterarie (Bellissimo! Toccante! Chapeau! Carveriano! Pinchoniano! Bukowskiano! Noriano!), in calce a vere e proprie schifezze quasi sempre autobiografiche o scritte in prima persona, spesso grondanti maledettismo e nichilismo; o, al contrario, ispirate alla più becera retorica buonista (in quest’ultimo caso si tratta soprattutto di donne, quando non ricorrono a immagini intrise di sesso ed erotismo da casalinghe disperate o baldracche ripulite…).

 

Ammettiamolo, non siamo (quasi) più in grado di produrre buona letteratura. E gli esordi, o le prove di esordio, che si leggono in giro non promettono (tranne che in rare occasioni) nulla di buono. Per cui piuttosto che pubblicare oscenità aumentiamo le traduzioni, investiamo sul nuovo solo se vale davvero, pubblichiamo qualche esordiente in meno (la pubblicazione non deve essere per forza accessibile a tutti). L’omologazione non porta lontano, soprattutto in campo culturale. Meglio investire su uno straniero e le sue Benevole, piuttosto che pubblicare dieci italianisssimi Pierantozzi o cinque Moccia.

Non se ne può più.

 

So che chi mi ha chiesto di tornare a scrivere sul blog (direttamente qui e in privato), a questo punto sarà già pentito di averlo fatto, ma tanto ora torno alle mie ambasce e alle mie decorazioni.

Buon Natale, eh.

Ps

Se non ho risposto ad alcune email è perché non mi sono arrivate, ho problemi con la posta, quindi magari riprovate. Oppure perché mi avete mandato delle cose che avrei preferito non leggere, soprattutto se siete esordienti: a volte il silenzio è d’oro.