Archivio di September 2008

Torre di Babele II

Tuesday 30 September 2008

Alè, ritorno ma non garantisco la permanenza.  

In questi mesi, la torre di babele è crollata ed è stata ricostituita diverse volte, i libri si sono succeduti molto lentamente nell’ultimo periodo, e tra luglio e agosto si sono addirittura accumulati senza posa perché non ho letto quasi nulla.

Ai vari volumi poi, si sono mescolati custodie di vecchi giochi per pc, cofanetti di serie televisive, cd masterizzati, giornali e riviste. Al momento per esempio c’è “Grim Fandango” (per giocarci ho passato le pene dell’inferno a causa di bug, incompatibilità col sistema operativo, accelerazioni 3D e velocità di Cpu e ancora non riesco a finirlo perché va costantemente in crash e sarà ben accetto ogni suggerimento che possa aiutarmi a superare l’impasse prima che lo sfracelli contro il muro); il numero di ottobre di Sale&Pepe e un ritaglio del Corriere con un articolo su Rebecca Miller, la figlia di Arthur Miller, che dopo aver bollato il grande romanzo americano come un’idea maschilista – “Secondo me è un termine arcaico, inventato dai critici e senza significato – dichiara – perché legato a un’ altra era e a un concetto maschilista delle lettere, intese come dominio di scrittori uomini del passato: Steinbeck, Fitzgerald ed Hemingway” – paragona, indirettamente, i libri di Steinbeck e Fitzgerald a quelli di Donna Tartt, Rachel Cusk e Jeanette Winterson: “la letteratura è uno dei pochi campi in cui hanno raggiunto l’ eguaglianza. Penso ad alcune delle mie autrici preferite: Donna Tartt, Rachel Cusk e Jeanette Winterson”.

Tutto molto discutibile. E in effetti avevo una mezza idea di discuterlo, ma al momento non mi va.

Abbiamo comprato parte delle librerie necessarie (ma siamo ancora in alto mare) e lentamente stanno scomparendo i mucchi di volumi accatastati in ogni angolo della casa, compreso il bagno e la cucina. Ci sono ancora decine di scatoloni da svuotare, chiusi nella stanza degli orrori (quella che sarà la sala da pranzo, quando riusciremo a smaltire e organizzare tutta la roba che ci abbiamo buttato dentro), ma è stato bello rivedere libri che da un anno non sapevo nemmeno dove fossero finiti.

Per ora, i miei, sono stati alloggiati alla rinfusa sugli scaffali – non ho voglia di mettermi a ricostituire l’ordine con cui li avevo organizzati nella mia vecchia libreria da scapola – così mi ritrovo Eminenti vittoriani di Lytton Strachey accanto a Ferie d’agosto di Pavese, e il manuale di matematica del liceo subito dopo le poesie di David Herbert Lawrence. E la maggior parte dei miei libri sta ancora a casa dei miei.

Accanto al letto ce ne sono una decina che aspettano la lettura, alcuni li ho scelti io (per esempio La sovrana lettrice di Alan Bennett o Il viaggiatore del giorno dei morti di Gorge Simenon), altri me li hanno regalati (Estasi culinarie di Muriel Barbery), la maggior parte vengono da editori e autori (molto bella l’edizione delle Novelle toscane di Contessa Lara, mentre m’incuriosisce parecchio Novalis di Giorgio Fontana), uno invece, Guardrail di Eva Clesis, mi è stato caldeggiato da un suo sostenitore, che non so se voglia essere citato o meno, e ammetto di essere un po’ prevenuta sia nei confronti dell’autrice che della sua casa editrice, ma come sempre supererò il pregiudizio e lo leggerò come se l’avessi scelto io.

Appena mi riprende la voglia di leggere però, inizio Miss mamma Aimee di Erskine Caldwell per una promessa fatta a lui, che me l’ha regalato e so che con Caldwell vado sul sicuro e subito dopo passo a 6 pezzi meno facili di Richard Phillips Feynman – che raccoglie sei lectures sulla teoria della relatività e gli annessi e connessi, tenute dallo scienziato (e premio nobel) al California Institute of Technology, tra il 1961 e il 1962 – e che tra tutti, è il libro che più m’ispira.

Devo anche finire le bozze di un giallo iniziato in vacanza che poi ha subito la mia apatia letteraria, ma giuro – al suo autore – che lo finisco al più presto.

Ho preso anche La mia casa è lontana di Dawn Powell, e la riproposizione dei libri di questa scrittrice americana, insieme a un altro paio di titoli azzeccati, riscatta la Fazi dalla roba che pubblica di solito.

Comunque per ora l’unica cosa che ho letto è stato, incredibile a dirsi conoscendomi, il volume Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller che racconta la storia di un sessantenne Batman che torna a combattere il male a Gotham City. C’è da dire che ero in pieno deliquio post-film e non credo che ripeterò l’esperienza perché dopo mezz’ora di lettura da fumetto avevo un gran mal di testa.

 

 Qui la prima puntata