Archivio di May 2009

I got the Devil in my closet

Sunday 31 May 2009

Mi è venuto in mente che magari uno pensa che io in libreria ci sguazzi come un trota salmonata nel piatto di portata. Non è così.

In realtà comincio a sbuffare dopo cinque minuti, sia nel caso in cui trovi subito quello che cerco, sia in quello più raro in cui non abbia nulla da cercare (raro perchè se non mi serve niente mica ci vado di solito). Comincio a guardarmi in giro con aria torva, trancio giudizi al vetriolo sul 99% dei libri esposti negli scaffali più in evidenza (le novità o i best sellers, quasi sempre monnezza), scruto l’orologio ogni due secondi, tormento il mio accompagnatore (quasi sempre lo stesso) tirandolo per la camicia o per il braccio, lo imploro di andarcene o alternativamente, lo minaccio di farmi esplodere come un kamikaze nel reparto dei libri Adelphi (che c’è in ogni libreria che si rispetti quasi come se Adelphi ormai, fosse un genere e non una casa editrice. Pensandoci bene quasi lo è).

E tutto questo, non ha a che fare solo con il fatto che ormai compro pochi libri per me e la maggior parte io li acquisti su Ibs.it; e non c’entra nemmeno la mia assoluta idiosincrasia verso quelli che “io dentro una libreria ci passerei le ore, fa bene all’anima” ma poi non capiscono un cazzo di letteratura; e neanche riguarda la scarsa qualità climatica delle librerie: coi riscaldamenti a palla d’inverno e l’aria condizionata ai minimi termini d’estate, così le pagine dei libri ti s’incollano come ventose ai polpastrelli sudati e le frasi ti si stampano sulla pelle come coi trasferelli.

E’ proprio che io vorrei sempre essere da un’altra parte e fare sempre qualche altra cosa. Quasi sempre.

Ci sono pochi luoghi eletti dove mi trasferirei in pianta stabile, cose che farei a oltranza, persone con le quali parlerei giornate intere e sentimenti che se fosse per me brucerebbero con fiamma eterna. Ma non ho il controllo di tutto e quindi continuo a correre.

(Because) I got the Devil in my closet, and the wolf is at my door

Di libri, d’amore e di morte

Sunday 31 May 2009

Leggo poca narrativa ultimamente, mi affatica e mi annoia un po’. Sarà che sono giorni interessanti (cit.), mesi ormai, e non ho voglia di storie e di intrecci perché mi bastano gli infiniti arabeschi che fa la mia vita e già seguire quelli mi da il mal di testa. Così capita che leggo solo saggi e pamphlet, testi di critica letteraria, libri di attualità e politica e mi sento più coinvolta nelle cose di questo mondo di quanto non lo sia mai stata in passato, quando inseguivo cavalieri, principesse e draghi. Però prima almeno mi risparmiavo un po’ di nausea e di bile soprattutto per questo nostro paese governato da una manica di cialtroni (e a questo proposito consiglio l’acutissimo L’italia sul filo del rasoio dello storico. La democrazia nel paese di Berlusconi dello storico e politologo francesce Marc Lazar, edito da Rizzoli).

 

L’ultimissima lettura non narrativa in particolare mi è piaciuta molto, peraltro è un fresco acquisto (ieri all’ora di pranzo alla libreria Arion del centro commerciale Euroma2, per i precisi e i ficcanaso):  Non sperate di liberarvi dei libri, pubblicato da Bompiani, che è la trasposizione su carta di una conversazione sul futuro (e il passato) dei libri, tra Jean-Claude Carrière e Umberto Eco, a cura di Jean-Philippe de Tonnac e con la traduzione di Anna Maria Lorusso (la conversazione si è svolta a Parigi).

 

A parte condividere quasi del tutto l’analisi di Umberto Eco – “Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati, non puoi fare di meglio” – e aver goduto delle decine di aneddoti che i due hanno tirato fuori dai monaci cistercensi all’ebook, dagli incunaboli a Internet, è l’ultimo capitolo ad avermi particolarmente appassionato.

 

In pratica Eco e Carrière sono grandi collezionisti di libri e de Tonnac gli chiede cosa succederà ai loro libri dopo la loro morte. E io che facilmente m’impressiono, ho cominciato a pensare al destino dei miei libri, che sono meno di quelli dei due intellettuali, almeno fino ad ora, e di preziosi quasi non ne ho, però è comunque una biblioteca non indifferente, non contando anche i libri di Davide, con i quali arriviamo a un totale di circa 3500 libri.

 

Davide sostiene che i nostri libri finiranno ai nostri figli, dando per scontato che ameranno i libri come noi, però io credo che la genetica sia una scienza esatta ma che la natura a volte si sbizzarrisca, per non parlare poi delle influenze ambientali sul carattere e gli interessi delle persone, e non mi pare quindi così scontato generare dei bibliofili. Quindi mi sono posta il problema – sebbene io sia preoccupata più per la sorte della mia collezione di cd, dvd, giornali, ritagli, foto dei Take That che per quella dei miei libri – è ho deciso che stilerò il mio testamento libresco.

 

Se qualcuno volesse avanzare qualche pretesa me lo faccia sapere per tempo e la sua richiesta verrà presa in considerazione.

Triste solitario y final

Friday 29 May 2009

Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio quando ero triste, in un momento di solitudine e quando sembrava definitivo.

Il lungo addio, Raymond Chandler

Ordini e contr’ordini

Monday 4 May 2009





So che attendevate questo momento con ansia e quindi sciolgo senz’altro indugio la riserva: ecco i libri scelti su Ibs e già ordinati. (Qui e qui le puntate precedenti). Grazie a chi si è prodigato in consigli e suggerimenti. Betsabea e L’enigma di Rennes Le Chateau non sono miei naturalmente, mi sono accorta solo ora che Davide si è intrufolato nel mio ordine. Alla fine non ho preso La democrazia in America, tanto per il momento non lo rileggerei. Avrei voluto prendere invece due libri di Libero Bigiaretti che non ho, ma per averli ci vogliono almeno cinque settimane e non mi va di aspettare tanto. Sono indecisa sugli altri saggi di Kundera, per ora prendo Il sipario che già conosco. Non vedo l’ora di avere Il senso critico di Ford Madox Ford e Le nuove letture facoltative.

 

9788870910025

1

Betsabea

9788842088424

1

Classici dietro le quinte. Storie di libri e di editori. Da Dante, a Pasolini, a Laterza

9788875201470

1

La donna in miniatura

9788827215166

1

L’enigma di Rennes Le Chateau. I Rosacroce, il Graal e la porta del destino

9788817026062

1

L’Italia sul filo del rasoio. La democrazia nel paese di Berlusconi

9788876445378

1

Ok? Nuove letture facoltative

9788881254989

1

Il senso critico. Saggi di Ford Madox Ford

9788845919596

1

sipario

9788871684642

1

La principessa sposa

9788845903861

1

Rapsodie gitane

Question time!

Sunday 3 May 2009

Mentre una brutta bronchite cerca di sterminarmi, in giro si può leggere qualcosa di mio: quest’intervista ad Alberto Ragni e quest’altra a Federico Baccomo, uscita per il “Corriere Nazionale” e poi in versione integrale su “Alicudi” (supplemento culturale siciliano) e on line su “Il sottoscritto”.

 

Pensavo che visto il tempo che passa tra la scrittura di un pezzo e la sua pubblicazione, se continuo a essere così cagionevole, prima o poi potrei morire e ritrovarmi con degli articoli usciti postumi: l’idea stranamente mi conforta.





La malattia m’ispira riflessioni allegre.