Archivio di August 2009

Venghino siori, venghino!

Monday 31 August 2009

C’è che lunedì prossimo traslochiamo in una casa più bella e più grande, con il giardino, il garage, la veranda, 2 camere in più e persino il vano lavanderia. Uno dovrebbe essere contento, lo so. Io invece voglio morire, perché già mi devo riprendere dal fatto che non sono più in Sicilia e questo assorbe tutte le mie energie, come caspita faccio a organizzare un trasloco in una settimana?

La strategia che mi è sembrata più efficace sul momento è quella di buttare via quanto più possibile, mi aggiro per casa munita di sacchetti della spazzatura e ci ficco dentro quasi tutto quello che mi capita a tiro, penso di aver già fatto fuori parecchi regali di nozze, suppellettili che sembravano vitali e che non ho mai usato, soprammobili terribili (e qualcuno anche di quelli belli, ma non si può andare tanto per il sottile in questi momenti), vestiti, biancheria, quadri, mobili interi, vecchi ricordi, agende, i diari del liceo, manoscritti, appunti.

E’ fuori pericolo solo la mia collezione di roba sui Take That: quella viene con me ovunque, anche sotto Ponte Milvio, se dovessero capitare improvvisi rovesci di fortuna.

Tutto questo per dare un’idea della mia situazione al momento e per muovervi a compassione visto che ho un’offerta da fare: a chiunque si proponga per venire a darmi una mano con i libri della mia libreria (solo della mia perché Davide ha quasi finito di sistemare metodicamente la sua e per i miei si limiterà a sbatterli da qualche per il trasporto, ad minchiam) per organizzarli in qualche modo, riporli negli scatoloni in modo razionale e poi risistemarli nella nuova casa, regalerò alcuni volumi dei quali mi voglio liberare da anni e che nemmeno posso vendere perché nessuno se li comprerebbe, e che nemmeno so come siano finiti tra i miei libri a cui sono molto legata, come ringraziamento dal profondo del cuore.

I volumi in questione si dividono in:

libri per l’anima e la coscienza di se:

l’opera quasi omnia di Bruno Vespa (grazie zio, eh): 

tante opere di Alberto Bevilacqua, ma chi può dire di averne abbastanza di questo grande autore emiliano, per niente morboso e pedante? 

libri d’argomento politico che fanno luce sugli anni che stiamo vivendo, avoja.

libri di arrativa, con volumi che sono ormai dei classici irrinunciabili:

libri d’argomento vario:

  • Cuochi si diventa, volume I e II, di Allan Bay

 Questa lista è soggetta a continui aggiornamenti. Fatevi sotto, che il piatto è ghiotto, mi pare. No?

Due piccioni con una fava

Saturday 29 August 2009

Tornare a casa dopo due settimane in Sicilia mi ha prostrato fisicamente e psicologicamente. Stamattina mi sono svegliata annusando l’aria in cerca dell’aroma delle brioche appena sfornate e invece del pigiama mi volevo infilare il costume: non mi riprenderò mai più.

Quindi sono di pessimo umore, ma fare un giro veloce su anobii mi ha strappato un sorriso. Ho letto un commento a un libro di Raymond Carver che, ancora una volta, mi da implicitamente ragione sulle mie osservazioni circa l’autore americano, ma anche sullo stesso anobii.

Il commento è questo: “ho molti libri di suggerimenti per scrittori, questo è l’unico che mi ha fatto sentire una scrittrice. lontanissimo dall’idea del brava o non brava, semplicemente una scrittrice. Tale è chiunque senta il bisogno di mettere nero su bianco i propri pensieri.”

Ecco.

Noblesse oblige

Wednesday 26 August 2009

“Gli undici piccoli ometti che, in ultimo, corsero fuori sul campo, sembravano figure magiche di un altro mondo, strane romantiche, offuscate da una bruma pulsante di gente e di suoni, Si soffre in modo intollerabile insieme a loro, si trema pervasi dalla loro stessa eccitazione, eppure non hanno più niente a che vedere con noi, ormai sono al di là di ogni aiuto, consacrati e irraggiungibili… vagamente santi. Il campo è opulento e verde, i preliminari hanno avuto termine e la squadra prende posizione. I giocatori si mettono i caschi protettivi; ogni uomo batte le mani ed esegue una piccola danza solitaria. La gente sta ancora parlando intorno a te, si sistema comodamente, ma tu sei divenuto silenzioso e il tuo sguardo passa da un uomo all’altro.”

Ecco come Francis Scott Fitzgerald descrive un inizio di partita di football in un racconto pubblicato sul “Saturday Evening Post” nel gennaio del ’28 e intitolato “The bowl”, contenuto in Momenti di gloria. Un’antologia di sport e letteratura – trovato pochi giorni fa su una bancarella sul lungomare di Milazzo – a cura di Antonio D’Orrico (Leonardo Editore, 1991).

A me non me ne importa niente del football, e dello sport in genere, non sono affascinata dalle sfide atletiche o dalla competizione, ma quando uno scrive come Fitzgerald, può scrivere di qualsiasi argomento e leggerlo sarà sempre un’esperienza meravigliosa. Mentre ti parla di quegli undici uomini in campo, parla di ogni uomo e donna sulla terra, in ogni tempo, e il dilemma del campione che non sa decidersi tra l’amore e la gloria sportiva è il racconto di ogni dissidio interiore: sta qui la vera grandezza di uno scrittore, nel narrare una storia particolare rendendola universale. Poi vale la pena leggere Fitzgerald, anche solo per il suono prodotto dalla scelta di parole che usa, per gli accostamenti tra aggettivi e sostantivi, per quei dialoghi brillanti e a volte struggenti insieme, solo per godere della bellezza della parola scritta, come per la visione di un dipinto stupendo, senza nemmeno interrogarne il significato.

Quasi al mare

Friday 14 August 2009

Da domani sarò qui, e saranno quindici giorni di mare, sole, scogli, barche, granite, pesce fresco (tutto quello che non mangio durante l’anno), verdure saporite, terrazze, cicale, cappelli.

Mi porto il thinkpad, la chiavetta per internet e anche il cellulare, ma ho intenzioni di ridurne l’uso all’osso; mi porto la digitale, ma fotograferò solo i dettagli delle cose (e la mia abbronzatura per monitorarla). Porto con me anche dei libri naturalmente, due romanzi che non mi piacciono e che non riesco a finire, ma magari la Sicilia mi rende più paziente, un volume di saggi critici che non ho ancora ben capito se mi piace, una raccolta di racconti che già adoro, perché ho appena letto il romanzo più famoso della stessa autrice e l’ho amato molto. Volevo parlare di questa intensa scrittrice, Zora Neale Hurston, ma aspetto di leggere anche i suoi racconti (che si trovano poco in giro, ma io fortunatamente ho le mie fonti).

Vi lascio l’incipit di I loro occhi guardavano Dio (intitolato anche Con gli occhi rivolti al cielo, Cargo Edizioni 2009)

I desideri degli uomini viaggiano a bordo di navi lontane. Per alcuni arrivano in porto con la marea, per altri navigano in eterno all’orizzonte, mai fuori vista, mai in porto, finché chi sta di vedetta non distoglie gli occhi rassegnato, i suoi sogni sbeffeggiati a morte dal tempo. Tale è la vita degli uomini.
Le donne… Bè, le donne dimenticano tutto quello che non vogliono ricordare, e ricordano tutto quello che non vogliono dimenticare. Il sogno è la verità. E si comportano di conseguenza.
Dunque, il principio di questa storia fu una donna, e questa donna era tornata dall’aver seppellito i morti.

e buon Ferragosto.

Il capolavoro definitivo

Friday 7 August 2009

Cheesecake fresca ai frutti di bosco

 

Per uno stampo da 30 cm

per la base:

200 g di Mcvitie’s digestive

100 g burro

per la farcia:

300 g yogurt naturale intero

400 g di philadelphia

250 ml panna da montare

6 cucchiai di zucchero a velo

12 g colla di pesce

1 bustina di vanillina

per la copertura:

200 gr di frutti di bosco frullati

300 gr di frutti di bosco interi

50 ml di acqua

50 gr di zucchero

5 gr di colla di pesce

Un cucchiaino di succo di limone

Procedimento:

Sbriciolare i biscotti non troppo finemente, e unirli al burro fuso, amalgamare bene il composto, pressarlo sul fondo della tortiera precedentemente foderata di carta forno e riporre in frigo a solidificare.

Mettere la colla di pesce a bagno in acqua fredda.

Mescolare il Philadelphia, con lo yogurt, lo zucchero, la vanillina e il succo di limone. Montare la panna lasciandone 2 cucchiai da parte e poi aggiungerla lentamente al composto di formaggio, mescolando dal basso verso l’alto.

Sciogliere la colla di pesce nei due cucchiai di panna liquida ponendoli brevemente in un pentolino sul fuoco basso e dopo averli fatta un po’ raffreddare mescolarli al resto della farcia.

Livellare tutto con una spatola e porre in frigo a solidificarsi.

Preparare la salsa di mirtilli ponendo i frutti di bosco frullati con lo zucchero e il limone in un pentolino a cuocere per circa 15 minuti e far raffreddare. Ammollare in acqua fredda e poi sciogliere in acqua calda la colla di pesce e aggiungerla alla salsa.

Dopo qualche ora spalmare per bene la salsa sulla torta di formaggio e lasciare ancora 1 ora in frigorifero a solidificare e poi decorare con i 300 grammi di frutti di bosco interi rimasti. 

E’ paradisiaca, garantisco.

 

Ho letto troppi brutti libri ultimamente per aver voglia di parlare di letteratura – compresi i primi due arrivati allo Strega, che ancora perdono tempo a darsele di santa ragione dalle pagine dei giornali, invece di pensare che hanno scritto dei libri illeggibili – così meglio scrivere la ricetta di un dolce goloso e fresco, che peraltro è il mio cavallo di battaglia, anche perché ormai con la testa sono già in vacanza.