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Archivio di May, 2005

la staffetta musicale, ve la ricordate?

Tuesday 31 May 2005

ve la ricordate la staffetta musicale? che l’ha lanciata totanus, l’ha passata a pecus, che l’ha passata a me, che l’ho passata a un po’ di gente? vi ricordate se han risposto tutti?
no, non han risposto tutti.
manca sonetti.
(totanus l’ha detto, che è inutile mandare una roba del genere a uno che ha un sito di sonetti, ché non risponderà mai, che il suo sito è troppo specializzato)
che io a sonetti gliel’ho mandata un po’ per sfida.
e lui adesso ha risposto.
ha vinto lui.
ha risposto in un sonetto.
ragazzi.

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son soddisfazioni…

Monday 30 May 2005

quella storia là dell’altro giorno m’ha fatto venire in mente una volta che io quando facevo l’università facevo anche il tecnico di computer. il tecnico, l’installatore, e anche il venditore.
come venditore ero così così, ché riuscivo a vendere solo i modelli che mi piacevano, quelli che mi facevano cagare, personalmente, il datore di lavoro poteva tenerseli lui. non era mica così che si doveva fare, ché i modelli migliori si vendevan da soli, eran le ciofeche che bisognava spingere, m’aveva detto il capo. eh, io non ci son mai riuscito. vender delle cagate, ti fa venire il karma cattivo, pensavo. come tecnico e come installatore, ero bravo. tanto bravo che una volta che c’era da installare qualche decina di macchine in un ente, m’han mandato a me. riconfigurare la rete e tutto. ero tanto bravo che i pc mi son venuti a noia. in effetti poi son passato al mac. che m’ha dato delle soddisfazioni.
ma questo non c’entra niente con quello che volevo scrivere, voleva solo essere un antefatto, ma mi son fatto prendere la mano, si vede. facevo l’università, e mentre lavoravo, che bravo ragazzo. lavoravo a chiamata, se si può dire così. mi dicevano domani ci sei? e io dicevo si ma solo dopo le tre del pomeriggio oppure solo fino alla mezza e cose così. una volta mi telefonano al venerdì sera mi dicono domani mattina ci sei? eh, domani mattina, gli dicevo, domani mattina non ci sarei, che dovrei andare in un posto. ah, mi dicevano, che domani mattina sarebbe importante che tu ci fossi e allora io dicevo va bene, contàtemi. allora la mattina dopo io vado al lavoro e dove mi mandano? a prendere delle damigiane di vino dal contadino e portarle a casa loro.
son soddisfazioni…

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la Via del bloggare

Sunday 29 May 2005

ho trovato dentro un vecchio libro un piccolo foglio ingiallito. cio che c’era scritto m’è sembrato pertinente, specie alla luce di quanto scritto da sifossifoco.
se ci sono errori, mancanze, è probabilmente perché questo testo è stato copiato e ricopiato, tradotto e ritradotto dalla sua stesura, presumibilmente in oriente, agli albòri del tempo.

la Via del bloggàre

1.
bloggare è la Via

2.
ogni post ti avvicina alla Via.

3.
abbi stile. uno stile tuo. il modo in cui percorri la Via è importante quanto la Via stessa.

4.
la Via non è un percorso unico. cambia pure Via quando senti di doverlo fare

5.
cerca collaborazione con altri seguaci della Via, sia quando essi vengono da te, sia quando non vengono. se non vengono, vai tu da loro. la Via, è meglio percorrerla insieme.

6.
chi non condivide la tua visione della Via, e lo esprime pubblicamente, è un amico, perché ti segue, e ha probabilmente bisogno di aiuto nel percorrere la Via

7.
vedi il mondo con distacco, esso è fonte di stimoli per perseguire la Via. seguendo la Via, rielabori il mondo, e lo rendi tuo.

8.
persevera, anche se la tua Via non incontra il favore pubblico. anche il buddha ha avuto bisogno di tempo per aver molti seguaci.

9.
quando ti accorgi che un post che hai scritto avrebbe potuto stare su qualsiasi altro blog, hai perso la Via. fermati e rifletti.

10.
chiediti perché segui la via

(questo l’ho scritto anche su blogitaliani.)

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le sconcertanti rivelazioni del supino vladimir

Friday 27 May 2005

vladimir, è un mio amico. un giorno mentre ero in montagna m’è venuto in mente di raccontare le sue eroiche gesta, e l’ho poi fatto, qui e qui. quella volta che l’ho visto in mercedes, dopo il suo tanto inveire contro le mercedes e i loro proprietari, m’ha messo tristezza. e l’unica volta che l’ho incontrato dopo, lui ha scansato la domanda. oggi quindi, quando stavo andando a casa dopo essere uscito dal lavoro, vederlo che anche lui stava facendo il mio stesso percorso, m’ha fatto venir voglia di rincorrerlo. m’ha guardato, s’è accigliato. ché lui sa tutto, lui lo legge questo blog, sa perfettamente che cosa io e i miei lettori vogliamo sapere. m’ha guardato, s’è accigliato. uela, gli ho detto, ei, m’ha detto lui. si vedeva, non era mica tanto felice di vedermi. raccontami tutto, gli ho detto. eh, raccontami tutto, m’ha detto lui, raccontami tutto è facile da dire, ma te non c’hai mica idea di quanto mi son sentito in colpa quel giorno là, mi sentivo come un ladro. quel giorno là ho girato un po’ sulla mercedes e andavo veloce veloce senza guardare non volevo che mi vedesse nessuno mi sentivo come un ladro, porca miseria, che lo san tutti che io le mercedes le odio, odio chi le guida, odio chi le produce, ed io, proprio io, io che ho espresso a tutti i miei sentimenti contro le mercedes, proprio io, vado in giro in mercedes. che quando ti ho visto che eri lì al semaforo allora io mi son fiondato via anche contro il parere contrario del semaforo, ché non volevo che mi vedessi. son scappato, mi son chiesto m’ha visto o non m’ha visto m’ha visto o non m’ha visto, poi, qualche giorno dopo, apro il tuo blog e mi son detto m’ha visto. porca puttana. così adesso lo san tutti che quel giorno là io ero in giro in mercedes, contro tutto ciò che ho di più sacro. io ho sperato, pregato, implorato che non mi avesse visto nessuno, e invece. e invece lo vedo scritto lì, con tutta la storia che io odio le mercedes, e mi son sentito una merda. ma veramente una merda. volevo non incontrare più nessuno, mi guardavo intorno, che lo so che quei che mi conoscono lo leggono il tuo blog, e non volevo incontrare nessuno. poi l’altro giorno t’ho incontrato, non t’ho detto niente. son svicolato anche quella volta lì.
vladimir, con quelle parole, m’ha mosso a compassione, tanto che io non volevo più saper niente di cosa ci faceva quel giorno lì in giro con una mercedes ma lui continuava a parlare, che lo sapete che vladimir quando comincia non si ferma più, che io quel giorno lì non ci volevo salire su quella mercedes, m’ha detto vladimir, avrei fatto tutto pur di non prenderla, ma ero lì, in ufficio, s’avvicina il capo, appoggia le chiavi sulla mia scrivania e mi dice Non mi porteresti mica a lavare la macchina?

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tant’auguri

Friday 27 May 2005

il blog di giuliomozzi oggi compie due anni anche se a me pare che sia esistito da sempre. tanti auguri, mozzi!
aggiornamento: mozzi termina il suo diario, e si trasferisce su vibrisse.

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provatevici voi, cari hattori hanzo dei miei geta

Thursday 26 May 2005

quell’interminabile saga degl’interstizi è dura a morire. alice, in questo post, la riprende, in salsa giapponese. non potete non andarla a vedere, voi appassionati di katàne che non siete altro.

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il lato oscuro del completismo

Wednesday 25 May 2005

sono andato a vedere la vendetta dei sith. è senz’altro il migliore della trilogia. ma non eguaglia nessuno dei film della vecchia, di trilogia, e non si avvicina neanche al mio standard di film decente. lo sapevo, ma ci sono andato lo stesso, a vederlo. m’ha catturato il lato oscuro del completismo.

aggiornamento: se proprio volete sapere come va a finire la saga, vi consiglio di prendere il fumetto che c’era venerdì scorso con repubblica, che pur assai brutto, riassume tutta la trilogia-prequel. vi perdete gli effetti speciali, ma ormai, gli effetti speciali, son talmente comuni che dovrebbero essere definiti effetti banali, non effetti speciali.

riaggiornamento: adesso spetto sin city. speriamo in bene…

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quel gran genio del mio amico

Tuesday 24 May 2005

se qualcuno s’era domandato dov’era finito il mio amico vladimir, v’informo che è vivo e sta bene. l’ho incontrato oggi pomeriggio uscendo dal lavoro e m’ha detto che cazzo ti scrivi sul tuo blog, m’ha detto, che quando non c’hai idee tue devi tirare fuori quello che ti dicono gli altri e ti fai bello con la gente a spese mie. ho capito subito che si riferiva a quel post là, andatevelo a leggere se non lo avete ancora letto, io non lo so se ti sembra il caso a te di tirare in mezzo della gente che con il tuo cazzo di blog non c’entra niente, quando non c’hai un’idea che sia una, m’ha detto vladimir. senti vladimir, gli ho detto, ma primo non ti ho citato col tuo nome e secondo che cazzo ci facevi con quel mercedes da coglioni che a momenti mi mettevi sotto? non è che hai la coda di paglia? lui ha abbassato gli occhi, vado a comprar le sigarette, m’ha detto. t’aspetto, gli ho detto. quando è tornato m’ha detto, m’è piaciuto quel post su rutelli di ieri sera. eh, grazie, non è stato un grande sforzo, gli ho detto io. che la palombelli, m’ha detto lui, la palombelli te la leggi su repubblica, la ascolti su radiodue, ti sembra persino una intelligente, m’ha detto vladimir, ma poi se pensi che sta con quel coglione di suo marito, allora ti cascano le palle. che io non lo so, magari la palombelli è cogliona anche lei, non si può mai sapere, ma io non lo direi, che è cogliona, la palombelli. è anche una bella signora, m’ha detto vladimir. ma come fa a stare con quel coglione di suo marito, non lo so. è una cosa che mi urta dentro, pensare che la palombelli sta con rutelli, m’ha detto lui, è una cosa che mi fa star male. che poi magari viene fuori che rutelli è anche uno intelligente dentro casa, è solo quando esce di casa, proprio nel punto preciso sulla soglia, gli viene la coglionìte, una malattia acuta che lo colpisce e ogni cosa che dice o che fa è una cazzata. mi vien da vomitare, m’ha detto lui. vabbé adesso devo rientrare al lavoro, m’ha detto lui, stammi bene e salutami tutti. e se n’è andato.
adesso che ci penso non m’ha mica risposto, su quella storia della mercedes.

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piccola lettera a barbara palombelli in merito al mariticidio

Monday 23 May 2005

pensaci.

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quella interminabile saga degli interstizi

Sunday 22 May 2005

ieri sera mi son visto con ivan ilic, che è un mio amico che fa l’ingegnere, e mentre stavamo parlando della mia teoria degli interstizi m’ha raccontato una cosa molto interessante sulle leghe di carbonio. io ve la racconto qui della grossa, ché io ci capisco poco, ma fateci la tara e traete le vostre conclusioni, che a mio avviso sono molto interessanti.
ve la racconto anche molto breve ché anche se ivan ilic è mio amico da tempo immemorabile, lui è un poco logorroico, e questa sua qualità limita molto le mie telefonate al suo indirizzo, ché io ho il braccino corto, come mi dicono in banca.
m’ha detto ivan ilic che quando il carbonio viene legato ad altri elementi come il ferro, a seconda delle quantità, produce diverse cose, come l’acciaio o la ghisa, e questo lo sapevo anch’io. ma seguitemi bene che poi le cose si fan calde. a certe condizioni, m’ha detto ivan ilic, quando il carbonio viene legato ad altri elementi, gli elettroni tendono a saltare di un livello, non ho ben chiaro questo che cosa significhi ma voi datelo per scontato. poi lo so che ci son tanti ingegneri che leggono queste pagine e magari possono approfondire, gli ingegneri son precisini, secondo la mia esperienza. allora, m’ha detto ivan ilic, a certe condizioni, quando il carbonio viene legato ad altri elementi, gli elettroni tendono a saltare di un livello, producendo degli interstizi. la cosa che mi è piaciuta particolarmente è che, tecnicamente, questi interstizi prendono l’altisonante nome di vacanza.

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