quella storia là dell’altro giorno m’ha fatto venire in mente una volta che io quando facevo l’università facevo anche il tecnico di computer. il tecnico, l’installatore, e anche il venditore.
come venditore ero così così, ché riuscivo a vendere solo i modelli che mi piacevano, quelli che mi facevano cagare, personalmente, il datore di lavoro poteva tenerseli lui. non era mica così che si doveva fare, ché i modelli migliori si vendevan da soli, eran le ciofeche che bisognava spingere, m’aveva detto il capo. eh, io non ci son mai riuscito. vender delle cagate, ti fa venire il karma cattivo, pensavo. come tecnico e come installatore, ero bravo. tanto bravo che una volta che c’era da installare qualche decina di macchine in un ente, m’han mandato a me. riconfigurare la rete e tutto. ero tanto bravo che i pc mi son venuti a noia. in effetti poi son passato al mac. che m’ha dato delle soddisfazioni.
ma questo non c’entra niente con quello che volevo scrivere, voleva solo essere un antefatto, ma mi son fatto prendere la mano, si vede. facevo l’università, e mentre lavoravo, che bravo ragazzo. lavoravo a chiamata, se si può dire così. mi dicevano domani ci sei? e io dicevo si ma solo dopo le tre del pomeriggio oppure solo fino alla mezza e cose così. una volta mi telefonano al venerdì sera mi dicono domani mattina ci sei? eh, domani mattina, gli dicevo, domani mattina non ci sarei, che dovrei andare in un posto. ah, mi dicevano, che domani mattina sarebbe importante che tu ci fossi e allora io dicevo va bene, contàtemi. allora la mattina dopo io vado al lavoro e dove mi mandano? a prendere delle damigiane di vino dal contadino e portarle a casa loro.
son soddisfazioni…