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Archivio di June, 2005

la sudokizzazione dell’esperienza

Thursday 30 June 2005

ti succede un giorno, che compri la repubblica, ci trovi il sudoku. è un gioco nuovo, ne han parlato in tanti, provi a farlo. ti sembra un tantino una stronzata, ma vai avanti. il giorno dopo ricompri repubblica, e lo fai di nuovo. poi cerchi su internet, e trovi un po’ di siti che hanno schemi a sufficienza, e li fai. poi trovi un programmino del sudoku. ed è finita. al bagno sudoku. a tavola sudoku. in poltrona sudoku. ogni momento libero sudoku. va a finire che fai solo più quello, e anche quando non lo fai, pensi a quei numeri che s’incastrano. e la vena creativa va a farsi benedire. e il libero pensiero va a farsi benedire. solo sudoku.
il sudoku è totalizzante, il sudoku è la dittatura del pensiero. il sudoku, qui si prega che lo mettano al bando, che qui si sta male.
‘sto sudoku, non si sa neanche più cosa scrivere.
magari è meglio che mi faccia un’altra partita.

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lo so che pensavate che ero uno intelligente

Wednesday 29 June 2005

e invece no, che qua nei momenti liberi si procede alla sudokizzazione. chiediam scusa, speriam che passi presto.

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lo comprerei quasi

Tuesday 28 June 2005

Mi piaceva una ragazza, volevo impressionarla, per impressionarla avevo scritto un romanzo, nove racconti e trenta poesie. Lei aveva letto il romanzo, i nove racconti e le trenta poesie, aveva detto Sei bravo, scrivi bene, io li adoro, gli artisti. Poi si era messa con un ultrà neonazista del Lecce.
Non ho ancora capito dov’è che ho sbagliato.

è il bellissimo strillo del nuovo romanzo di Gianluca Morozzi, l’era del porco, guanda 2005

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un’illuminazione improvvisa

Monday 27 June 2005

stamattina ho avuto uno di quei momenti che i seguaci dello zen chiamano satori: un lampo improvviso di comprensione del mondo.
ero lì che son tornato alla macchina, dopo che è stata tutta la mattina parcheggiata in pieno sole, son entrato nella macchina e ho improvvisamente capito che cosa si prova, ad esser cremati.

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per voi tre

Monday 27 June 2005

per voi tre lettori che usate mac os x 10.4, quello che chiamano tiger, ho preparato una sorpresa che sarete contenti, voi tre. ho preparato un widget per la dashboard che vi tiene aggiornati su quel che succede su questo sito. poi basta cliccare, e andate direttamente al post che v’interessa. fico eh?
andate a scaricarvelo qui ( sui 122k) e poi ditemi che cosa ne pensate, voi tre
aggiornamento: qui c’è uno screenshot.

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ma cosa fai adesso che siamo tutti in pensiero

Sunday 26 June 2005

ho notato che qua tra gli assidui frequentatori di questo blog del pettine c’è una certa curiosità, che si è capito che lo faccio apposta, a non dire cosa faccio. ma voglio ricapitolare, per quelli che sono arrivati solo adesso, altrimenti non capiscono niente.
questo blog è nato a metà aprile duemilaquattro e si chiamava e io che mi pensavo che la vita del bancario erano tutti fiorellini. è nato su iobloggo.com e ci è stato fino alla fine di aprile duemilacinque, poi ho traslocato, senza perdere neanche un giorno, su diludovico.it. il tredici maggio duemilacinque ho cambiato il titolo del blog, che ora si chiama e io che mi pensavo che la vita del blogger erano tutti fiorellini, e ho pubblicato la lettera di dimissioni dalla banca. e da allora, un post sì e uno no, qualcuno mi ha chiesto ma cosa fai adesso che siamo tutti in pensiero non è che vai a stare sotto un ponte, e io in tutta risposta ho sempre menato il can per l’aia.
adesso, ho pensato, è magari venuto il momento di dirvi che cosa sto facendo.
non lo so, che cosa sto facendo.
che qua si avevano grandi idee.
non so se l’avete notato, che in occasione degli ultimi referendum sulla procreazione assistita c’è stato più impegno del solito, si son fatti post, s’è messo il banner e tutto quanto, l’avrete notato, se lo seguite assiduamente, questo blog del pettine.
l’avrete trovato strano, che s’è scomodato persino baruch spinoza, per perorare la causa.
avrete magari trovato strano, che il lunedì mattina dei referendum, alle sette, m’abbia chiamato vladimir per sapere dell’affluenza, magari non l’avete trovato strano, ma avreste dovuto.
che io e vladimir avevam avuto una grande idea. noi c’illudevamo, pensavamo d’abitare in un paese evoluto, pensavamo che magari l’italia fosse un paese più liberale della turchia (dove la legge sulla procreazione assistita è un po’ più avanti che in italia, l’avreste mai creduto?), noi sinceramente pensavamo che questi referendum passassero.
io con la mia esperienza bancaria, vladimir con le sue altre esperienze, noi c’avevamo, come si dice, un business plan.
volevamo aprire una banca del seme.
da esperti produttori, volevamo eterologare l’eterologabile.
poi, i referendum, sono andati come son andati, è andato tutto in pappa.
vorrà dire, mi riciclerò in un altro ufficio

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sarà che non son portato (sia detto per inciso)

Friday 24 June 2005

(sarà che non son portato, ma ieri sera abbiam fatto un po’ di festa, son stato storto tutto il giorno)

(li ho portati fuori a cena, i ragazzi della banca, è stata una bella serata)

(io li ringrazio tutti, è stato un bell’addio)

(m’han regalato una montblanc, come quelli fighi)

(magari adesso potrei anche comprarmi una mercedes)

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mezzo metro più alto

Thursday 23 June 2005

uno quando è in pensione ha poco da fare, che era abituato a lavorare tutti i giorni otto, nove, dieci ore al giorno, e di colpo si ritrova a non aver niente da fare. uno in una posizione così, cos’è che fa, cos’è che può fare se non metter le braccia dietro la schiena, intrecciar le dita dietro il culo, e andare a vedere i cantieri, o gli operai dell’enel quando fanno i lavori?
io ieri ero lì che guardavo i tecnici della sirti che posavano il cavo per la mia nuova linea del telefono e chi ti vedo? un uomo anziano che spinge una carrozzina, è il preside di ragioneria quando facevo ragioneria, allora son andato, l’ho salutato, abbiam parlato un po’, del lavoro, della nonnità.
a me m’è venuto in mente di quando andavo a scuola, che delle volte c’eran delle ore buche, e veniva sempre qualche insegnante di qualche altra sezione a tenerci buoni. di solito non ci facevan far niente, ci dicevan studiate, ripassate la lezione per l’ora dopo, mentre loro insegnanti si facevano i cazzi loro.
delle volte veniva il preside, e anche se non avevam dietro i promessi sposi (nel biennio) o la divina commedia (nel triennio), lui ci faceva lezione su quello, a braccio, recitando passi lunghissimi a memoria.
noi questa cosa, noi ci sembrava che lui li sapesse tutti a memoria, quei libri lì, non lo sapevamo mica se era vero o no, ma a noi ci sembrava che lui li sapesse tutti a memoria, e questo fatto che lui sapeva i promessi sposi e la divina commedia a memoria a noi ci sembrava un fatto soprannaturale.
una volta che era venuto a coprire un’ora buca m’aveva fatto una domanda, io non mi ricordo come avevo risposto, ma m’aveva chiesto il nome e allora s’era ricordato di una poesia di taglio umoristico (eh, ovviamente) che avevo pubblicato sul giornale d’istituto l’anno prima. s’era ricordato, non vuol dire che si ricordava della poesia, ma si ricordava la poesia, se la ricordava tutta, parola per parola, e l’ha recitata in classe. poi s’è perso nei paragoni con ungaretti, ed io ero già mezzo metro più alto.
da allora, la mia stima nei confronti di quell’uomo, è altissima.

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un’agghiacciante trasformazione

Wednesday 22 June 2005

c’è questo mio amico, ogni tanto ne parlo nel mio blog (i precedenti post che lo riguardano sono uno due tre quattro, magari leggeteveli prima di questo se, come si dice, vi siete collegati solo adesso), questo mio amico che si chiama vladimir, che è veramente mio amico, ci conosciam dalle medie, ci vediamo, prendiam delle birre (noi siam gente che ci piacciono le birre bianche), parliamo un po’, ci lamentiam delle rispettive sfighe, ci sfoghiamo un po’. vladimir, un blog, lui non ce l’ha. da qualche tempo ci vediamo, mi accorgo che è cambiato. si comporta in maniera innaturale, mi sembra un po’ finto, non finto come uno di quei promotori finanziari che ti stringon la mano, inclinano la testa, e ti sorridono, che si vede tutto l’impianto. non finto così, finto normale. lui mi sembra che abbia esagerato alcuni tratti della sua personalità, abbia studiato quali sono i suoi tratti distintivi, e li abbia amplificati, a dismisura. devo dire, sembra un po’ una macchietta. uno di quei personaggi dei film che son messi lì per dimostrare una tesi, non so se avete presente, son messi lì soltanto per far andare la storia nel modo che vuole l’autore. io non lo so dove vuole andare a parare vladimir, ma mi sembra che lo stia facendo apposta. è un pensiero che ho da qualche tempo, mi dispiace un po’ dirglielo, ma l’altra sera, io e lui, in una di quelle serate in cui si filosofeggia davanti a una birra, ne abbiam parlato, io glielo ho detto Mi sembra che te ti stai atteggiando e gli ho raccontato tutto quello che ho scritto in questo post, con dovizia di particolari, con esempi.
lui ha cominciato a parlare, come al solito, e non vi ripeto tutto quello che ha detto perché è stato tutto un girare intorno al succo della questione, poi però, dopo un altro paio di birre (e dopo che lui è passato a quelle artigianali, rosse, molto alcoliche) è saltato fuori che lui è talmente contento che io parlo di lui nel mio blog, è talmente contento di essere immortalato nella scrittura che si è montato la testa, il mio amico è diventato un personaggio letterario.

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la poesia del poeta

Tuesday 21 June 2005

è un po’ eta
e anche un po’
beta

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