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Archivio di July, 2005

cappa e spada

Saturday 30 July 2005

il guerriero
venuto dalla montagna
con la sua spada
per fendere la cappa
che aleggia sulla città

(non ce la fa)

passeggia nelle strade
colla sua armatura
fatta di sudore
tra le librerie
e i buchinisti
con massimo
e quella venere di milo
e si gode la giornata

Oggi smartmob nelle strade di torino con massimo e milo. Una giornata davvero piacevole. Massimo, lo conosco da prima di voi, milo, l’ho conosciuta oggi. E mi ha ricordato quella volta che son andato a zurigo a trovar della gente che non avevo mai visto prima, e son rimasto impressionato. Che uno dice conoscer la gente ci va del tempo. Poi invece leggi i blog, ti scrivi le mail, ti sembra quella gente di conoscerla da sempre.
Che bello, internet.

(Grazie per l’ottima giornata insieme.)

… e per aggiornarvi su roger mcgough, di cui si parla nel post precedente, vi comunico che milo e io ci siam accaparrati le uniche due copie disponibili nella libreria luxembourg di The state of poetry, che ho leggiucchiato qua e là, e si dimostra all’altezza delle aspettative generate dalle due poesiole qui pubblicate.

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Roger McGough

Friday 29 July 2005

Il poeta Roger McGough proprio non lo conoscevo. L’ho scoperto sul blog di emma, che ne ha tradotto due poesie.
(mi piace.)

Fama

La cosa migliore
dell’esser famoso

è quando cammini
per la strada

e la gente si gira
a guardarti

e sbatte nelle cose.

Lontano da te

Lontano da te
sento un gran vuoto
una solitudine che mi mangia

Con te
sento quel rassicurante
desiderio di fuga.

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il nulla

Thursday 28 July 2005

In tutti i blog ci son dei momenti in cui c’è un’alta densità di spunti comunicativi, e altri momenti in cui si parla di niente.

Anche questo che vi sembrava un blog serio, documentato e pregno di contenuti, delle volte, si parla di niente.

Che comunque anche il niente non è mica un argomento facile da affrontare ha mille sfaccettature che non posson essere colte se non da sensibilità superiori.

Che uno dice niente. Facile dire niente. Se dici niente e in questo niente vedi solo il niente, il tuo niente non vale niente.

Se invece nel tuo niente ci scorgi delle macchioline di blu e di rosa con degli elefantini gialli che si dondolano stando attenti a non cadere il tuo niente ha un senso più elevato del niente degli altri.

I nienti sono tanti tipo io stamattina non sapevo ben cosa scrivere sul blog, allora mi son detto Cerchiamo il+nulla su google e vediam cosa esce fuori. Mi son detto Magari esce qualcosa di Severino, lui con la sua filosofia dell’essere, magari vien fuori l’occasione di pigliarlo un po’ per il culo, e invece.

Niente Severino.

Però il primo risultato cercando il+nulla su google parlava di Calderoli, e questo e bastato per farmi star di buonumore tutta la mattina.

aggiornamento: continua il flusso di persone d’un certo livello che passano di qui: pare che calderoli stesso abbia lasciato un commento a questo post!

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come funziona la lenta conquista di un pubblico

Wednesday 27 July 2005

C’è della gente che nasce con la camicia. Che uno apre il suo blog, ci scrive un post, poi si mette lì e aspetta che arrivi la gente tutta festosa a dirgli Che bel blog che hai, ma che bel post che hai scritto.

Non succede mai.

Che magari uno apre il blog, ci scrive un post al giorno, e nel primo mese di apertura ha un centinaio di visite.

Novanta son di quello che lo ha aperto, il blog.

Commenti, uno. Di uno che è arrivato per caso da Google e dice Guarda che hai scritto una cazzata.

E son momenti formativi, che son in quei momenti lì che uno capisce le dinamiche del funzionamento dei blog, come funziona la lenta conquista di un pubblico.

Poi uno, prima che inizi la lenta conquista di un pubblico, in genere si rompe i coglioni.

(Word corregge coglioni con ciglioni, e mi fa chiedere se quei di Microsoft son esseri intelligenti)

Ci son dei blog invece che son fatti da delle persone che son già famose per conto loro, e magari han degli amici che han dei blog che son tra i più letti d’italia e gli fan pubblicità e allora già dal giorno uno hanno una patela di visite, di commenti, di saluti, di benvenuti.

È successo a Matteo Bordone, il conduttore di Dispenser, che ha appena aperto il suo blog, che si chiama Freddy Nietsche.

Che nome simpatico.

Allora, tanti auguri, Matteo.

Hai una bella voce, anche nei post.

aggiornamento: che poi dopo wittgenstein e nietsche, cosa mi impedisce di aprire il mio spinoza?
riaggiornamento: c’è anche Diderot, e come dimenticare Leibniz!
altri blog con nomi di filosofi?

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QED (se incontri il sudoku per strada, uccidilo)

Tuesday 26 July 2005

Dice Luca Sofri che la spinta propulsiva del sudoku è in via di esaurimento.

Le sue motivazioni non le ricordo, ma non mi sembravano molto scientifiche.

Noi scienziati
invece, abbiamo degli indicatori scientifici assolutamente oggettivi adatti all’uopo, che diano il polso della situazione quale essa è.

Il primo indicatore son le visite, indicatore assolutamente oggettivo, le visite provenienti da motori di ricerca con chiavi come sudoku, sudoko, sudocu, schemi sudoku e anche (vera anche questa!)
quadrato+di+ottantuno+caselle+con+numeri+da+inserire.

Queste visite hanno avuto un picco la settimana scorsa, un picco di anche duecento-trecento in un giorno.

Adesso saran quindici o venti.

Eh.

Sulla base di questo indicatore si può dire che l’interesse del pubblico verso il sudoku va scemando.

Il secondo indicatore, anch’esso assolutamente oggettivo, è il mio interesse personale verso il sudoku. Attraverso metodi oggettivi è stato mappato l’interesse in un grafico in cui le ascisse rappresentano l’interesse e le ordinate rappresentano il tempo.
La curva tende a zero, con la possibilità di passar nell’area negativa in breve tempo.

Io ve l’avevo anche detto che avrei smesso, che se non v’interessavano i post sul sudoku bastava soltanto sedersi sulla sponda del fiume e aspettare che passasse il suo cadavere. Anche questo post, non è mica che sia così ispirato come al solito, è soltanto che volevo dirvelo, che il sudoku, ho smesso, che altrimenti nei commenti continuate a suggerirmi siti sul sudoku, programmi sul sudoku, convinti di far cosa gradita, e invece a me non me ne frega più una cippa.

Quindi dati i risultati degli indicatori usati, si può, concordare assolutamente con le valutazioni di Luca Sofri, anche se conseguite con metodi meno scientifici di quelli qui impiegati.

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insomma, m’ha detto lui

Tuesday 26 July 2005

Ieri sera, squilla il telefono, compare il faccino di Vladimir.

Mi son detto Che gentile mi vuol far gli auguri per il compleanno.

Rispondo, mi fa, ma te sei sicuro che te ti faccia bene per la tua autostima avere questo blog? Che oggi stavo facendo una ricerca su Google cercando lettera+di+dimissioni e nella prima pagina m’è venuta la tua, di lettera di dimissioni e mi son detto Oh toh, eiochemipensavo, e son andato a leggerla, m’ha detto Vladimir.
Son andato a vedere i commenti, e ce n’era uno che diceva Divertente il tormentone e i vari errori di grammatica a delineare il licenziamento di un ignorante firmato Professore. Io non lo so se a te ti sembra, così Vladimir, ma a me mi sembra che uno veder dei commenti così poi uno ci sta male, ho pensato, m’ha detto Vladimir. Che uno costruisce costruisce, scrive tutti i giorni, poi t’arriva uno e ti demolisce.

A te ti sembra che quello lì abbia ragione, gli ho detto io.

Insomma, m’ha detto lui.

Insomma un bel cazzo, gli ho detto io, insomma un bel cazzo gigante di Tagata-jinja, gli ho detto io.
Te pensi che uno così mi demolisce? Se pensi che uno così mi demolisce non mi conosci neanche per il cazzo, te, non mi demolisce affatto uno che mi da dell’ignorante senza sapere, che lo sai che uno che parla senza sapere è un ignorante, ho detto a Vladimir. Se proprio lo vuoi sapere i primi due minuti un po’ male ci son stato, un pochettino, ma poi mi son detto uno sei un ignorante per le ragioni di cui sopra due sei un ignorante perché usi la parola tormentone che vuol dire che la tua cultura la prendi dalle pagine degli spettacoli dei giornali tre sei un ignorante perché errori di grammatica è troppo vago e ciò che viene sovvertito è semplicemente la sintassi quattro sei un ignorante perché non la capisci, la differenza che passa tra dimissioni e licenziamento.

Poi comunque mi son andato a vedere le statistiche, ho detto a Vladimir, e ho visto da dove è arrivato, quello lì, era uno di quelli che cercava lettera+di+dimissioni su Google. Allora ho proprio pensato che era un ignorante, che uno che cerca lettera+di+dimissioni su Google è uno che una lettera di dimissioni non è capace a scriversela da solo. Ma uno che non è capace a scriversi una lettera di dimissioni da solo e la cerca su Google, a te, ti sembra uno intelligente?

Ha riattaccato.

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e ora qualcosa di completamente diverso

Monday 25 July 2005

massimo, con uno stratagemma durato tre mesi (quando si dice la premeditazione), m’ha fatto arrivare il meraviglioso libro dei coniglietti suicidi, senza spedirmelo. m’ha anche dedicato un post. grazie.

m’han fatto gli auguri in tantissimi, io non me lo ricordo l’ultima volta che m’han fatto gli auguri in tanti così, vi ringrazio tutti Melpunk l’uomodelmare Cat Milo Enza Regulus21 (c)assetto variabile Blogex Giavasan Virginia Botulinux Alebino Sonetti Frank Mitì (che poi è sempre lei) Barbara e Chiara (la stessa di 17pollici). grazie a tutti.

anche Chiara oggi mi dedica un post, che mi fa arrossire anzichenò, dove analizza il mio uso della lingua. magari andatele a dire cosa ne pensate

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il corpo che si muove strano

Monday 25 July 2005

Ci siam detti sabato, che si fa domenica, che sabato sera avevam gente a cena e allora domenica mattina bisognerà riordinare, allora la montagna è fuori discussione.

Ci siam detti magari andiamo in piscina, che se c’è il sole si sta anche bene, andiam verso le undici e ci passiam una giornata di cazzeggio puro. Queste parole cazzeggio puro m’han fatto venire in mente Ivan Ilic, mi son detto, Ivan Ilic sua moglie non riesce mai a farlo venire in piscina, ma se gli dico le parole cazzeggio puro secondo me ci riesco, a farlo venire.

Allora l’ho chiamato. Dal telefono fisso dei miei al suo telefono fisso, che con Ivan Ilic bisogna far attenzione, che lui è un po’ logorroico, che se lo chiami col cellulare anche solo per salutare, finisce che finisci la scheda.

E in effetti dopo poi è venuto. Le parole cazzeggio puro han sempre un certo nonsoché che le rendono irresistibili per le menti elette.

Non faceva mica tanto bello. Epperò io e polli un bagnetto ce lo siam fatto.

Ivan Ilic io gli ho detto vieni anche te, e lui m’ha detto ma guarda, io non son mica venuto per l’acqua, m’ha detto, io son venuto per il cazzeggio puro. Che io stare nell’acqua, mi mette a disagio, m’ha detto Ivan Ilic, io anche far la doccia starei delle ore, ma nella vasca con l’acqua io non sto mica bene.

M’ha detto Ivan Ilic Io sentire il mio corpo tutto avvolto nell’acqua, con tutta quest’acqua tutt’intorno, m’infastidisce, io sentire il mio corpo con tutti i movimenti impediti, con la respirazione che la sento diversa, io, l’acqua, non sto mica bene.

Io gliel’ho detto che li condivido i suoi sentimenti verso l’acqua che in effetti anche io mi sento a disagio con il corpo che si muove strano e l’acqua che ti preme contro la cassa toracica e ti fa respirare diverso, lo capisco perfettamente.

Che mi è capitato una volta che ero dentro dell’acqua dentro un posto buio che non ti lasciavano neanche aprire gli occhi, io non stavo bene.

Che poi se ci pensi che mi davan da mangiare con un tubo e io stavo nell’acqua tutto il tempo in quel posto viscido lo capisci, che non stavo bene.

Allora poi dopo io ho dato un po’ di matto, allora m’han poi fatto uscire. Anche se dovevo starci ancora un mese intero.

Poi m’han messo nell’incubatrice.

Son trentun anni oggi.

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venticinque

Saturday 23 July 2005

Dicevo le celebrazioni del centesimo post. Ma poi m’è venuto in mente che il venticinque son tre mesi dal trasferimento di questo blog sulla nuova piattaforma, e il trimestre si posson far delle valutazioni, far dei bilanci, delle statistiche e anche delle festicciole.

Poi visto che qua siam sempre un po’ tirati ho pensato visto che il 25 è anche il mio compleanno possiam far due feste in una risparmiam anche dei soldi.

Allora appuntamento al venticinque che facciam grande festa nei commenti. Portatevi una birretta che io portarvele a tutti è un casino.

aggiornamento: apprendo nei commenti a questo post che questo è periodo di compleanni. ieri compiva gli anni giavasan, e domani regulus21. noi a questi due gli vogliam bene e allora gli facciam gli auguri più caldi di cui siam capaci.

(orca miseria stiam cominciando a parlar col noi. manco fossimo la regina.)

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musicopatia

Friday 22 July 2005

Me l’ha detto alice l’altro giorno, che io soffro di musicopatia, che è una malattia che ti fa cambiar l’umore a seconda della musica che ascolti.

M’ha detto anche che la musicopatia i musicisti lo fan apposta a provocarla, ché un musicista, se fa una canzone triste, è contento se quei che l’ascoltan diventan tristi, e se ne fa una felice, è contento se fa diventar tutti felici. Un po’ come quel tipo là, Orfeo, che faceva pianger le bestiole col suono della sua cetra (o lira, o sistro, o altro strumento desueto del quale non ricordo il nome).

Io non lo so se questo è il caso mio, che delle volte io sento della musica anche allegra, m’intristisco. Io sento della musica anche sbarazzina e danzereccia, m’intristisco. M’intristisco, mi dico, ma com’è possibile, suonar della musica così, ma non potete, invece di far della musica così, andar a pelar patate su un bastimento?
O andare a far saltar gli equini sugli ostacoli?
O giocare al gioco dell’uovo marcio con gli amichetti?

Dopo poi ascolto della musica anche triste, ma che mi piace, m’esalta, tanto che è ben fatta, divento di buon umore.
Può anche darsi che il mio essere travisi le intenzioni dell’artista, ma a me mi fa piacere, esser di buon umore.

M’ha sempre fatto strano pensare che una delle musiche che preferisco si chiami Le cose che preferisco.

L’altra mattina dovevo andare un po’ più lontano del solito, e guarda caso, l’ipod aveva la batteria scarica. Allora pazienza, ascolterem la radio, mi son detto.

In macchina io, vado sempre abbastanza piano. La gente mi supera, a me non me ne fa mica niente.
Quella mattina lì, mi son accorto, ascoltare quella musica lì che danno alla radio, una musica che non sa di niente, ascoltar quei tipi lì che parlan alla radio, che non parlan di niente, andavo più veloce.

Allora ho capito perché la gente va così veloce in macchina, non è mica perché son in ritardo han da fare, è perché ascoltan della musica di merda.

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