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Archivio di July, 2005

la mia vecchia panda marrone metallizzato

Thursday 21 July 2005

Il mio mac, ve l’ho detto, s’è guastato. La diagnosi è che c’è stato un guasto meccanico all’hard-disk. Non era mai successo, m’han detto. Difficile, probabilmente impossibile recuperare alcunché.

Da quando s’è rotto, uso il pc portatile del lavoro, che è grosso il doppio, e pesa il doppio. Saran quattro chili. Più che un portatile, è a malapena trasportabile.

Scriver con questo catafalco di quattro chili appoggiato sulle gambe, e caldo per di più, è poco sostenibile, con il caldo che fa, anche di sera. Cazzeggiare, ancor di più (noto con piacere che Word non ama la parola cazzeggiare, e continua a cambiarla in pazzeggiare, qualunque cosa voglia dire).

Lavorar con Windows, è una merda. Lo so che ci siete quasi tutti abituati, ma d’altronde, ci si abitua a tutto. Windows, se non ci sei abituato, ti ricorda la tua prima macchina, comprata di quinta mano, che teneva su con lo sputo, ma andava.
Ogni tanto si forava una gomma, ti fermavi e la cambiavi, solo per accorgerti che te l’avevano venduta con la gomma di scorta forata.
E una volta, tutto d’un colpo avevi sentito un colpo, e la macchina aveva cominciato a fare un rumore fortissimo e continuo. Dopo poi avevi scoperto che era partita la marmitta, che non era mica una marmitta, era un tubo di ferro saldato alla bell’e meglio.

Windows è così.
Come la mia vecchia panda marrone metallizzato.

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il post numero cento

Thursday 21 July 2005

Stamattina esco, m’han detto, il corriere della sera è cambiato, è tutto a colori, è più tabloid, ma non lo compro il corriere della sera, che non mi piace. Poi mi dicono Ha il sudoku e allora compriamolo sto corriere della sera, vediam un po’ com’è cambiato, vediamo un po’ com’è il sudoku del corriere della sera.

Il corriere è cambiato sul serio, son cambiate un po’ tutte quelle cose che ci son scritte lì sopra, solo, non c’è mica scritto che i contenuti fan sempre cagare uguale.

Dicon il corriere è il migliore giornale italiano ma se io penso a un corrispettivo inglese del corriere non mi viene mica in mente il times, mi viene in mente il daily mirror.

Il sudoku facile del corriere han ragione a chiamarlo facile, che è facile come annerisci gli spazi col puntino. Quello difficile, a occhio pare difficile, ma non l’ho ancora fatto.

Torno a casa, aggiorno l’aspetto del blog, che non mi ricordavo mica, ma un template nuovo ce l’avevo già quasi pronto da quando avevo cambiato il titolo, da quando avevo mandato la lettera di dimissioni alla banca.

Mi viene in mente che questo è il centesimo post da quando son ospite di dario, qua ci vorrebbero un po’ di celebrazioni ma non so se son dell’umore.

Esco di nuovo, che ogni tanto tocca anche lavorare, vado nei posti, poso la valigetta, stringo delle mani, parlo un po’.

Sarebbe lavorare.

Io ho sempre pensato che non potesse esistere, la psicosi del terrorismo, in queste lande sperdute, ma te ne accorgi, che c’è, quando vedi gli occhi della gente, come guardano quella valigetta incustodita.

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fandango

Wednesday 20 July 2005

son passato in libreria, son andato a vedere se c’era qualcosa di nuovo, se c’era qualche offerta, e ho visto sul bancone che avevano i tre libretti di sudoku della fandango di cui parlava melpunk.
allora ne ho preso uno, l’ho sollevato e ho detto al libraio Hai provato?
Non mi avrete, m’ha detto lui.
aveva detto così anche polli

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abbiate pazienza, questo post è pieno di se stesso

Wednesday 20 July 2005

è stato appurato che quindi il problema del template esiste, e va corretto. nei prossimi giorni quindi qui, si rifà il look al blog. se nel frattempo voi che avete degli schermi con risoluzioni strane avete dei problemi abbiate pazienza, si sta lavorando per voi. non voglio mica lasciar fuori nessuno, proprio in questi giorni che il blog sta avendo un exploit di visite (più di cinquecento pagine viste sia ieri che ieri l’altro), mi dispiacerebbe che qualcuno che potrebbe essere illuminato dalle mie sapienti parole venga scoraggiato dall’apparente sgarrupatezza delle pagine. abbiate pazienza. sto facendo del mio meglio, e se mi leggete, sapete che è moltissimo.

in effetti questa esplosione di visite non me la spiego tanto, in parte sì, che c’è tanta gente che cerca il sudoku su internet e trova il mio blog, dove di sudoku s’è parlato tanto, forse troppo. in parte non me la spiego, che c’è molta gente in più che arriva da nessuna parte, non è che magari vi state scambiando dei foglietti con su scritto il mio indirizzo Vallo a vedere che è troppo forte?
comunque, son contento.

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piccolo sondaggio

Tuesday 19 July 2005

un post di servizio. mi dice antonio dini che quando visualizza il mio blog la barra laterale si posiziona in fondo alla pagina, sotto tutti i post. mi piacerebbe sapere se succede a qualcun altro, ché il problema, sarebbe da risolvere, se c’è…

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di nascosto

Tuesday 19 July 2005

Alla fine, me lo son poi comprato quel libretto con 101 sudoku. Non potevo farne a meno. Eh, le malattie, son così. Ma mi son detto Mettiamo dei paletti, quest’affare non deve uscire di casa, non me lo porto in giro, né in ufficio né in montagna, così non mi faccio prender la mano. Che magari uno è in ufficio, sta lavorando, cosa gli impedisce di farsi un sudoku, già ci son le email, che delle volte ti distraggono, se hai anche il sudoku finisce che la produttività s’inabissa.

Polli non è tanto d’accordo che io mi faccio prendere da queste cagate, dice che son delle cagate, fan solo perder del tempo.

È un buon periodo questo, c’è il sole, il lavoro va bene, son di buon umore, mi sento ispirato. Vado in giro, conosco gente, non mi accorgo neanche se faccio tardi. Quando lavoravo in banca me ne accorgevo, se facevo tardi. Me ne accorgevo sì. Infatti delle volte mi vengon le preoccupazioni, che magari Polli ha bisogno d’aiuto in casa, magari m’aspetta per cena a un’ora e io invece arrivo ad un’altra, allora la chiamo, le dico Faccio tardi e lei Tanto son arrivata tardi anch’io. Poi arrivo a casa mi dico Chissà polli starà ancora pulendo, entro in casa quatto quatto e la scopro sulla chaise longue che fa i sudoku di nascosto.

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pustole

Monday 18 July 2005

Quando avete una pustola sul culo, può essere un eccellente argomento di conversazione, può forse essere un ottimo metodo per acchiappar le ragazze, ma sicuramente non è un modo per attirar gente sul vostro blog.

Dovete sapere che uno studio realizzato nel regno unito a metà degli anni novanta ha dimostrato che aver delle pustole sul culo è assai comune. Entrando nel dettaglio, pare che il 98% delle persone di sesso maschile e l’80% delle persone di sesso femminile ne abbia sofferto almeno una volta nella vita. Uno studio di controllo ha messo in luce che coloro che hanno risposto di non averne mai sofferto trovano deplorevole parlar delle pustole sul culo in pubblico. È quindi probabile che queste persone abbiano mentito.

In conclusione, si può tranquillamente affermare che trattasi di situazione assai condivisa, e se questo può far immedesimare il lettore nei vostri racconti, rischia di renderli parecchio banali. Vi era sembrato che parlare della vostra pustola sul culo fosse originale, ma non lo è affatto.
Bisogna spingersi più avanti.
Io per esempio in questo momento, ne ho una parlante.

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amici, amici, e nicoletti del cazzo

Monday 18 July 2005

Ci ho messo un giorno intero a ricordarmi il nome di quel tizio che aveva scritto un articolo su tuttolibri dicendo che i blog sono elitari. Alla fine m’è poi venuto in mente che quel tizio si chiamava Nicoletti. Che ieri siam andati in montagna con un amico che mi ha detto che né lui ne l’altro mio amico non leggono il mio blog ché i blog, sono elitari. E io volevo dirgli siete proprio dei Nicoletti del cazzo, ma non mi veniva il nome e allora non gli ho detto niente. Invece ho degli amici che il mio blog lo leggono sì, tipo che quando son stato ai seggi per i referendum ai seggi c’era anche Frank, si chiama Frank ma è una donna, come Andrea Celeste che si chiamava Andrea ma era una donna. Frank sapeva i miei post a memoria, non ci vedevamo da tantissimo tempo ma Frank, sapeva i miei post a memoria. Un po’ come quella storia là del preside. Son venuto a sapere che Frank ha appena concluso il suo master a pieni voti, e allora, visto che mi legge, io ci faccio delle congratulazioni gigantesche in pubblico. Brava Frank, noi ti vogliam bene.

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piccolo blackout

Sunday 17 July 2005

lo so che ci siete rimasti male, che oggi non siete riusciti a venire qui, sul vostro blog preferito, che qui c’è stato un problema al server di dario, che sarebbe il brav’uomo che mi ospita.

(se non vi siete accorti di niente, fate gli gnorri, e dite che vi son mancato, per buona creanza)

domani andremo in montagna, arrivederci a domani sera, sperabilmente stanchi ed ustionati.

aggiornamento: stanchi, mi son addormentato sulla chaise longue ancor prima d’aver fatto la doccia, ustionati, polli un bel po’, io, abbronzato.

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voglia ella levarsi il tappo

Friday 15 July 2005

Quella volta Belbo aveva perso il controllo. Almeno, come poteva perdere il controllo lui. Aveva atteso che Agliè fosse uscito e aveva detto tra i denti: “Ma gavte la nata.”
Lorenza, che stava ancora facendo gesti complici di allegrezza, gli aveva chiesto che cosa volesse dire.
“È torinese. Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo. In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva, talché, invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si condanna a perseguire il proprio irreversibile afflosciamento, non di rado accompagnato da sibilo acutissimo e riduzione del superstite involucro esterno a povera cosa, scarna immagine ed esangue fantasma della prisca maestà.”

lo ha scritto Umberto Eco, ne Il pendolo di Foucault

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