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Archivio di August, 2005

agosto, è il mese più freddo dell’anno

Wednesday 31 August 2005

Agosto, agosto se ne va.

Mi sa che siete tornati tutti, ormai.

Noi, qua, non ci siamo mai mossi.

Qua ne son successe, ad agosto, di cose, che se siete andati in ferie e non avete letto questo blog, non potete avere idea, delle cose che son successe.

Io allora ve lo chiedo per piacere, andatevi a leggere i post di agosto, che qua agosto sta volgendo al termine, e, me lo sento, le trame agostane stanno per aver fine.

Me lo sento, che sta per succedere qualcosa.

Qualcosa che non so se ho piacere che succeda.

Che ve ne siete accorti, che questa settimana sto postando di meno, ve ne siete accorti di sicuro. È che qui c’è un’aria mica bella.

Che qua, agosto, m’han giocato dei brutti tiri.

Son sotto l’occhio vigile del governo.

E lo so che stan per far qualcos’altro.

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mediavideo, che bel posto

Tuesday 30 August 2005

e certo, me lo fa notare massimo, che il sudoku si presta anche a delle belle ciulate

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dissidio interno

Monday 29 August 2005

L’altra sera un mio amico m’ha detto Voi bloggers siete una casta.

Ci son rimasto male.

Allora mi son detto che se voi bloggers siete una casta, io non voglio avere niente a che fare con voi bloggers, ché siete una casta.

Allora oggi ero di cattivo umore allora non ho postato, che io, coi bloggers, non voglio averci niente a che fare, che sono una casta.

Il mio io blogger, non m’ha parlato tutto il giorno.

Allora oggi non ho postato, tutto il giorno a far finta di pensare a del resto, col mio io blogger che mi teneva il muso, seduto in un angolino della mia mente, a guardare il muro.

Dopo poi abbiam fatto pace.

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a un livello che non pensavo

Friday 26 August 2005

Ieri sera siam arrivati a casa, eran le nove, mi son ricordato che non avevo ancora fatto i sudoku della repubblica.

Una cosa così, non m’era mai successa.

Che dimenticanza. Mi son perfino un po’ vergognato, trascurare così i sudoku della repubblica.

Allora, mentre qua si continua ancora a far dei sudoku, pensando di far cosa gradita, apriamo una parentesi informativa.
giavasan, tornato dalle ferie, posta l’indirizzo di una versione del sudoku online che è la migliore che ho visto finora. è giocabile via mouse, senza dover usare due mani, come quello di repubblica, e in più permette di annotare le cifre di cui non si è ancora sicuri negli angoli delle caselle.
sonetti, contagiato anche lui, cita il sudoku nel suo sonetto dei colori dell’estate. se ho altri aggiornamenti, v’aggiorno.

Mi son accorto di una cosa, mentre facevo i sudoku della repubblica.

Mi son accorto che coi sudoku, son arrivato a un livello che non pensavo.

Mi so accorto che quando apro la pagina dei sudoku della repubblica, mi butto subito sul livello avanzato, e lo risolvo molto velocemente.

Poi faccio anche il livello medio, per non sprecarlo, e ho delle difficoltà che non immaginavo.

Delle volte penso che è meglio che smetto, con il sudoku.

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pensate se non lo abbellivo

Thursday 25 August 2005

Ieri, mi son scaricato google earth. Voi non fatelo, che poi alla fine ieri in tutti i momenti liberi li ho passati con google earth e non ho neanche postato. Non che abbia avuto tutti questi momenti liberi, ma un paio di ore con google earth le ho passate. Allora voi se non volete perdere del tempo non lo scaricate google earth, che è incredibile quanto è bello giocarci a trovar i posti dove siete stati, le case delle vostre zie, dei vostri amici lontani. Ascoltatemi a me, che io ve l’ho poi detto.

Poi ieri sera io e polli ci siam messi a tradurre un po’ i testi delle musiche che passano in radio adesso.

Che se li analizzi, i testi, fanno ancora più cagare di quelli della musica italiana.

Stamattina ho comprato icselle, che è la nuova rivista giovanilistica di repubblica. A prescindere dai contenuti, sembra abbastanza ben fatta.

Pesa un chilo.

C’è l’intervista ai White Stripes, che mi piacciono un po’. L’intervista gliel’ha fatta Michel Gondry, il regista di un paio dei loro video, nonché di Eternal sunshine of the spotless mind (Se mi lasci ti cancello), che ho visto proprio l’altra sera.

Un film che non me l’aspettavo, che era così bello.

Allora mettendo insieme tutte queste cose che ho detto mi son detto come chiusura, potrei mettere una bella traduzione, fatta con cura, del testo di quella canzone dei White Stripes che ascolto tanto ultimamente, Blue Orchid.

Orchidea Blu

Hai avuto una reazione,
ce l’hai avuta una reazione ne?
Hai preso un’orchidea bianca
Hai preso un’orchidea bianca e l’hai fatta diventar blu

Beh, sempre meglio che niente
Sempre meglio che niente, che tanto…

Che stronzetto, però
Che vergogna
Mi viene da chiedermi quanti anni hai
Testa di cazzo

Ti danno un fiore
Ma a te non ti piace mai un cazzo

Allora
T’han dato ‘sta orchidea bianca e te l’hai fatta diventar blu

Stammi dietro, va
Stammi dietro

Il testo, l’ho abbellito un po’, che altrimenti non reggeva, leggerlo scritto.

Pensate se non lo abbellivo.

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discriminazione razziale

Tuesday 23 August 2005

Stamattina, sulle pagine di Cuneo de La Stampa, c’era un articolo interessante.

Diceva che la legge italiana ha usurpato uno degli orgogli dell’esser della provincia di Cuneo.

Diceva che la legge italiana ha imposto i fari accesi anche di giorno a tutti gli italiani, prima, c’eran solo i cuneesi, coi fari accesi.

Che te eri sicuro, se incontravi qualcuno a Trieste oppure a Bari, eri sicuro, se aveva i fari accesi, era di Cuneo.

Ci avevo anche scritto un haiku, su questa cosa.

Che adesso, che l’indicazione della provincia sulla targa è diventata facoltativa, quei di Cuneo, gli han tolto uno dei maggiori orgogli.

Che noi di Cuneo, siamo un’etnia orgogliosa.

Che avere i fari accesi, era uno dei simboli della cuneesità, come per i massoni il cappuccio. Che se uno obbliga tutti a portare il cappuccio, i massoni, dovran trovar qualcos’altro, per riconoscersi.

Quei di Cuneo, adesso, anche di giorno, accendono gli abbaglianti.

Diceva l’articolo, che solo a Diano Marina, la settimana scorsa, ne han multati quattro, di Cuneo, con gli abbaglianti.

A me questa cosa che fan la multa a chi dimostra la propria appartenenza territoriale, mi sembra un po’ una discriminazione razziale.

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troncare e sopire

Monday 22 August 2005

Due settimane fa, non ve l’ho detto, scendo in strada per prender la macchina, una bella riga su tutto il lato guidatore, tutto il lato. Tracciata con perizia, pazienza, e profondità. E sul cofano, un bell’arco, quasi simmetrico, quasi un’arcobaleno.

Sabato scorso, non ve l’ho detto, scendo in strada, apro la macchina, da fuori non ci avevo fatto caso, da dentro vedo che mi hanno spaccato il parabrezza. Un colpo netto, che lascia una ragnatela un po’ più grande di una mano aperta.

Dopo aver avuto quelle varie bizzarre visite di cui s’era parlato, quei bizzarri individui mandati da chissà chi a fare improbabili lavori, rilevazioni o controlli, la mia paranoia comincia ad intravedere un disegno.

Stamattina ho trovato una microspia sotto il tavolo della cucina.

Sono sorvegliato. E minacciato.

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in nome dell’interesse generale

Sunday 21 August 2005

Che essere governati è sempre una grande inculata anche quando ti fanno i regali, come diceva quello là. Essere governati significa essere guardati a vista, ispezionati, spiati, diretti, legiferati, valutati, soppesati, censurati, comandati da persone che non ne hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù, diceva, aveva ragione. Essere governati significa essere, a ogni operazione, a ogni transazione, a ogni movimento, annotati, registrati, censiti, tariffati, timbrati, tosati, contrassegnati, quotati, patentati, licenziati, autorizzati, apostrofati, ammoniti, impediti, riformati, raddrizzati, corretti, diceva, aveva ragione. Significa, sotto il pretesto dell’utilità pubblica, e in nome dell’interesse generale, diceva, essere addestrati, taglieggiati, sfruttati, monopolizzati, concussionati, pressurati, mistificati e poi, alla minima resistenza e alla prima parola di protesta, diceva, repressi, multati, vilipesi, vessati, taccheggiati, malmenati, fucilati, mitragliati, giudicati, condannati, deportati, sacrificati, venduti, traditi e, come se non bastasse, diceva, scherniti, beffati, oltraggiati, disonorati, diceva, aveva ragione. Ecco il governo, diceva, ecco la sua giustizia, ecco la sua morale, diceva, aveva ragione.

lo ha scritto Paolo Nori, in Diavoli, Einaudi 2001

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ottonovedueee

Friday 19 August 2005

Ma voi lo sapevate che questo 892-892 di cui fan tanta pubblicità non è di Telecom ma di una ditta concorrente che si chiama Infonxx? Secondo me la denuncia per pubblicità ingannevole ci sta tutta.

(Lo so che questo non c’entra niente con le solite cose, ma l’ho letto su repubblica e volevo dimostrare d’esser sempre sulla notizia)

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una cosa antisociale

Friday 19 August 2005

Ieri stavo rincasando in macchina e stavo pensando a queste parole contributo governativo

(governativo, che brutta parola)

e m’è venuto in mente che io ho sempre abitato in un posto dove non si poteva avere in nessun caso l’adsl, in quanto trattasi di zona non coperta.

M’è venuto in mente che il governo

(governo, che parola triste)

ha dato per diversi anni un contributo governativo

(governativo, brr)

a quelli che si mettevano l’adsl.

A me m’ha sempre dato fastidio questa cosa che davano il contributo governativo a chi attivava una cosa che io tanto volevo ma non potevo avere, a me m’è sempre sembrata un’ingiustizia questa qui che davano dei soldi a chi faceva questa cosa, ché volevano incentivarla, e a me non davano la possibilità di farla. Una cosa così, m’è sembrata proprio una cosa antisociale, proprio l’antitesi del welfare.

Mentre ero lì che pensavo queste cose intelligenti che mi struggevano il cuore mi son accorto che casa mia l’avevo passata già almeno da un paio di chilometri.

Allora poi son tornato indietro.

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