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Archivio di December, 2005

maledizione, inferno sanguinolento

Thursday 29 December 2005

Siamo stati hackerati.

aggiornamento: per quelli che amano le tecnicaglie, il capo spiega tutto qui.

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I quattro cani di Pavlov

Thursday 29 December 2005

Cominciamo la consueta rubrica di approfondimento del venerdì con qualche ora di anticipo, perché Giancarlo Tramutoli, nei commenti al post precedente, mi dà un’ottima notizia: a febbraio, per Bompiani, esce il nuovo libro di Paolo Nori, I quattro cani di Pavlov.

Ecco come lo presentano:

Il Singolo, Paolo, è uno scrittore che attende la nascita del figlio tentando di liberarsi del vizio del fumo e di qualche decina di chili di troppo, e cerca l’ispirazione per il suo capolavoro guardando le Olimpiadi; il Doppio, Learco, è uno sceneggiatore anarco-rivoluzionario convinto di essere un grande scrittore; il Triplo, Olaf, è un agente segreto che lavora per una potenza straniera e tenta in tutti i modi di traviare il Singolo convincendolo a partire per il Sudamerica.

E il quadruplo?

Non so voi, ma io, non vedo l’ora di scoprirlo, chi è questo quadruplo.

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Il Pensatore di Rodin

Wednesday 28 December 2005

Un natale vegetariano provoca probabilmente effetti diversi da quelli di un natale onnivoro. È chiaro che si mangian molte più lenticchie, e si sa bene, come diceva l’Artusi, che le lenticchie han effetti collaterali.

Se Esaù vendé la primogenitura per un piatto di lenticchie, bisogna dire che il loro uso, come alimento, è antichissimo, e che egli o n’era ghiotto all’eccesso o soffriva di bulimia. A me sembra che il sapore delle lenticchie sia più delicato di quello de’ fagioli in genere, e che, quanto a minaccia di bombardite, esse siano meno pericolose dei fagioli comuni ed eguali a quelli dall’occhio.

Eh, meno pericolose, lo dici te, Artusi, dipende da quante ne mangi.

Poi, le fibre della verdura. Consigliate per gl’intestini pigri, dicono.
Se uno poi è regolarissimo, aumenta dalle tre volte che son la normalità, a cinque o sei.

Non dimentichiamo il cioccolatume. Cuneesi al Rhum, Gianduiotti, Baci di Busca di Fagiolo Piero, Cremini, Amaretti, Baci di Dama.
Tutte cose che fan bene.

È vero, senz’altro, che la stanza più piccola della casa fomenta il filosofeggiare, l’escremeditàre.

E allora, lasciatemi atteggiare, nella tipica posizione del pensatore di Rodin.

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quel che resta del natale

Tuesday 27 December 2005

Io non so se a coloro che seguono i blog è capitato di seguire i telegiornali ieri sera. Se è capitato, o se non è capitato, si è parlato del natale e degli italiani, e del rapporto che gli italiani hanno col natale, dei consumi e dei passatempi del natale.

Io non so gli altri italiani ma noi a natale si è consumato davvero poco, siamo stati frugali nel mangiare e nei regali.

(che poi, ricevi spesso dei regali che ti chiedi com’è che mi conoscon così poco, com’è che han pensato a me vedendo questa cosa nel negozio. che i regali si dividono in regali utili, e regali dilettevoli. a volte ricevi cose, che non sono né l’uno, né l’altro)

(allora, piuttosto di far regali ad minchiam, meglio accordarsi prima, e non farli affatto)

Poi, meglio il panettone o il pandoro chi lo sa vediamo i sondaggi pare che il pandoro sia in ascesa il caviale in discesa il mascarpone stabile.
Io, sono panettonista fondamentalista.

Poi i passatempi, su la tombola, giù il monopoli, scala 40 stabile, giù il risiko. Ma il passatempo principe del natale 2005 lo trovate qui. (qui un’immagine esplicativa. attenzione: non è per tutti i gusti)

E poi, anche se è ormai vecchia di un giorno, c’è la notizia sconvolgente di massimo, ma lui, è troppo avanti.

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Ultima Pagina

Saturday 24 December 2005

C’era Giacomo Leopardi, che era uno che le feste gli davano una tristezza infinita. Giacomo Leopardi, quando veniva Natale, gli veniva il pessimismo cosmico.

C’era Teresa Fattorini, che lui, non si sa ben perché, chiamava Silvia, che gli diceva Ma Giacomo, non ti pare di esagerare? Il natale è bello, siam tutti più buoni, tutti più aperti al buono dell’universo che entra in noi dall’atmosfera, Giacomo, o tenero Giacomo, devi esser contento quando è natale!

E Giacomo Leopardi le diceva A Silvia, non me romper li coglioni. Che se non son triste, non riesco a scriver nulla, quindi vedi di farti due passi, vai a far yoga, o meditazioni tantriche di stile dionisiaco, e lasciamici crogiolare, nel mio pessimismo cosmico.

E anche voi, se siete qui per far passare il pessimismo cosmico, il Tenero Giacomo vi manda a pagina 12.

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Mi sembra ragionevole affermare che nessuno capisce la meccanica quantistica, però un euro, è sempre un euro, d’altronde

Friday 23 December 2005

Io, sono una persona serissima. Sono un professionista serio ed equilibrato, e mi capita spesso di andare da un avvocato.

Da un avvocato? Addirittura! diranno i miei piccoli lettori, Sì, da un avvocato.

Addirittura.

Ieri mattina son andato dall’avvocato, e l’avvocato era lì che spulciava il sole24ore alla ricerca di notizie interessanti per la sua professione.

Ripiega l’inserto Finanza e Mercati, lo mette da una parte, e dice all’impiegata Questi buttali fuori.

A me mi viene un’illuminazione. È giovedì, c’è nòva, il supplemento tecnologico.

Butta mica via anche nòva, dico io.

E che cos’è nòva, mi dice l’avvocato.

Quello. E glielo indico.

Le serve, mi dice l’avvocato.

Eh, se non ne fa niente, lo leggo volentieri.

Poi parliam di quel che dobbiam parlare, e al momento di uscire l’avvocato mi dice, Allora passi sempre di giovedì, più o meno a quest’ora.

Se ho da passare, volentieri, dico io.

Poi esco in strada, mentre cammino leggo nòva, tutto contento.

Mi viene in mente che Akille si chiama Achille Corea, ed è veramente un bell’uomo, dicono, ma questo non c’entra niente.

(Se nel titolo c’è un errore, la colpa è di nòva, visto che la prima parte della frase è riportata pari pari di lì)

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sesso selvaggio

Thursday 22 December 2005

Oggi avevo scritto un post. Bello lungo. Ma non entrava nello SMAQ (Standard Minimo di Accettabilità Qualitativa), allora l’ho cancellato.

Allora ho pensato, di solito, quando succedon queste cose, ci va un’alternativa.
Ma dev’essere un’alternativa forte. Politicamente valida.

Mi son detto, potrei puntar sul porno.
Ecco, ecco, il porno garantisce sempre grandi ascolti.
Allora gustatevi un po’ di sesso selvaggio, così siete tutti contenti.
A domani.

[grazie a unoenessuno]

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Vieni numeroso

Wednesday 21 December 2005

Stamattina ero in giro a piedi, son fermo al semaforo aspettando l’avanti

(non c’è più, l’avanti, adesso c’è l’immagine di un tizio, ma io devo pensare che dica avanti o alt, che altrimenti io penso che quel tizio non m’assomiglia per niente e poi non mi vien da fermarmi o camminare come dice lui)

e si ferma al semaforo anche un camioncino di quelli pubblicitari coi cartelloni enormi.

Ha un altoparlante

(da piccolo lo chiamavo autoparlante, e la spiegazione era semplice, autoparlante, ovvero colui il quale parla da sé, il ragionamento fila ancora adesso)

che pubblicizza l’apertura di un negozio di articoli sportivi.

Musichetta dance molto soft sullo sfondo, voce in primo piano.

Dice cos’è il negozio, dov’è il negozio, dice uno slogan e poi conclude:

Vieni numeroso!

(poi ci si lamenta degli sms)

Pare ch’io sia stato nominato in uno di quei premi che i blog fighi danno a fine anno. Grazie a tutti soprattutto a mia mamma. Però non ho vinto, e me ne dolgo assai.

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Quel che so dell’Argentina

Tuesday 20 December 2005

Io dell’Argentina non so niente.

Niente.

Cioè, so più o meno quel che san tutti. Peròn, la carne Montana, forse il caffè, i casseroleros, i tangobond, tutte cosette stereotipate che poi alla fine te ne aggorgi che te non sai proprio niente, dell’Argentina.

Anzi no, una cosa la so, dell’Argentina. Una cosa la so perché una volta una mia prozia che però era praticamente mia zia era andata in Argentina. Anzi no, non mi ricordo se era andata in Argentina o se conosceva qualcuno che era andato in Argentina, o se era venuto a trovarla qualche parente dall’Argentina. Ero molto piccolo, non mi ricordo, e comunque non è una cosa importante non interrompetemi che poi perdo il filo non mi ricordo più cosa stavo dicendo porca di una miseria un discorso serio con voi non si può mai fare. Lasciam Perdere. Beh, c’era questa mia prozia che forse era andata in Argentina o forse no, o forse conosceva qualcuno che era andato in Argentina, beh, la cosa importante è che come souvenir dell’Argentina mi aveva portato un barattolo di crema mou.

La crema mou, un po’ come se le caramelle mou avessero la consistenza della nutella.

Che poi da quella volta lì, avrò avuto cinque anni, io la crema mou non l’ho più trovata da nessuna parte. Io da quando avevo cinque o sei o sette o otto anni ci ho avuto questo miraggio della crema mou, o come lo chiaman gli Argentini, il dulce de leche, senza poterlo mangiare. Non si trova da nessuna parte. Tranne dentro alcuni dolci, la torta mou dell’ikea, il mars, ma non è la stessa cosa.

L’immergere il cucchiaio in quell’oro marrone è un’emozione unica.
La crema mou. Ecco già adesso solo a scriverlo mi aumenta la salivazione. Lo sapevo che non ne dovevo parlare.

E comunque te vatti a sapere come sono i processi mentali della gente me compreso, io adesso mi basta che sento dire Argentina io penso alla crema mou, o come lo chiaman loro il Dulce de Leche.

E infatti c’è chi dice che io ho lasciato la banca perché a forza di sentir parlar d’Argentina mi sarebbe venuta un’emorragia salivaria. Ma sentile queste malelingue.

Beh, se lo volete sapere, sonetti quest’anno è stato in Argentina.

Qualche giorno dopo il suo ritorno mi è arrivato un corriere SDA.

Un chilo di Dulche de Leche.

Un chilo.

È durato due settimane. Dovevo mangiarlo veloce, che non era a lunga conservazione. Non ho fatto fatica, comunque, se v’interessa.

So un’altra cosa dell’Argentina. Che Wilcock era Argentino. E Che Borges era Argentino.

Borges, c’è scritto nell’introduzione del primo dei due Meridiani delle Opere Complete, faceva pasti di stoica semplicità: invariabilmente riso al burro, verdura cotta, frutta e ogni tanto un cucchiaio di dulce de leche di cui è ghiotto.

Borges mi è simpatico.

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Letture in treno

Tuesday 20 December 2005

Come sapete, c’è in corso il concorso Letture in treno.
Se non ne sapete niente perché eravate in orbita geostazionaria sopra singapore, trovate le regole qui e qui.
Qualche aggiornamento.
Dopo molteplici richieste, è stato deciso di posticipare la scadenza al 6 Gennaio 2006, per dare la possibilità di partecipare anche a coloro che prenderanno il treno soltanto durante le feste.
Anzicioco Selvatico ha inserito una guida alla pubblicazione della foto, per chi avesse qualche problema.
Andrea d’Agostino, il giovane scrittore, offre due libri come premio, in aggiunta agli altri, tra cui una copia del suo Mi mangiassero i grilli.
Cosa posso aggiungere, partecipate numerosi!

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