C’era Giacomo Leopardi, che era uno che le feste gli davano una tristezza infinita. Giacomo Leopardi, quando veniva Natale, gli veniva il pessimismo cosmico.

C’era Teresa Fattorini, che lui, non si sa ben perché, chiamava Silvia, che gli diceva Ma Giacomo, non ti pare di esagerare? Il natale è bello, siam tutti più buoni, tutti più aperti al buono dell’universo che entra in noi dall’atmosfera, Giacomo, o tenero Giacomo, devi esser contento quando è natale!

E Giacomo Leopardi le diceva A Silvia, non me romper li coglioni. Che se non son triste, non riesco a scriver nulla, quindi vedi di farti due passi, vai a far yoga, o meditazioni tantriche di stile dionisiaco, e lasciamici crogiolare, nel mio pessimismo cosmico.

E anche voi, se siete qui per far passare il pessimismo cosmico, il Tenero Giacomo vi manda a pagina 12.

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