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Archivio di March, 2006

La teleonomia, dannato bastardo

Friday 31 March 2006

Ieri sera ho visto un film con Steven Seagal mentre stavo leggendo Il caso e la necessità di Jacques Monod. Adesso mi sento un po’ confuso.

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Guanto

Thursday 30 March 2006

In un giorno al tramonto del secolo ventesimo, più precisamente il 23 novembre 1999, il dottor Eugenio Travelli, dottore commercialista di anni 51 con studio in Tortona, in provincia di Alessandria, mentre stava masticando una succulenta bistecca di carne bovina si accorse di aver ingoiato il suo dente d’oro. Un premolare, mi raccontò sua moglie. Mi raccontò sua moglie che il dottor Travelli cercò subito di tossire per espellere il dente, ma senza risultati. Egli, mi disse lei, si recò subito al bagno, per cercare di provocarsi il vomito inserendosi due dita nella bocca. Purtroppo, anche qui, senza successo, mi raccontò sua moglie. Allora il dottor Travelli prese una decisione, andò in cantina e prese il secchio che gli era servito per la preparazione del colore con cui aveva ridipinto la cucina durante le vacanze, e lo mise in bagno. Rubò alla moglie, mi disse appunto lei, un guanto di gomma, da lei usato per lavare i piatti, e decise di defecare nel suddetto secchio fino a quando, dragando il fondo con il guanto di gomma, non fosse riuscito a trovare il dente perduto. Al terzo giorno, il 26 novembre 1999, lo trovò, e la moglie ricorda ancora la sensazione di gioia e di disgusto che provò quando suo marito, il dottor Travelli, uscì raggiante dal bagno, con la mano nel guanto di gomma, tra il pollice e l’indice il dente d’oro perduto, e tutto il guanto intriso di feci.

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Berluscount

Wednesday 29 March 2006

Grazie a una segnalazione di regulus21, vi segnalo che l’opuscolo Berluscount è l’esempio più divertente di campagna elettorale che ho visto finora. Berluscount (pdf).

(questo in verità l’aveva già postato anche Marco, ma facciamo finta di niente, va)

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Un cavallo di Troia per il dominio del mondo

Wednesday 29 March 2006

Una volta, dovete sapere, Andrea occupava tutto il creato.

Ma si divertiva poco, si sentiva solo, poverino, e pensò di creare qualcosa di nuovo, per passare il tempo.

Visto che occupava tutto il creato, decise di contrarsi, lasciando un piccolo spazio vuoto, da riempire con la sua nuova creazione.

Ed eccoli nati, i Ditloidi.

E l’umanità rimase succube, passando giorni e notti a cercare di risolvere i Ditloidi.

Qualcuno li definì Spaventoso Rompimento di Marroni, ma io mi limitai a definirli Il sudoku del duemilasei.

(Qualcuno disse anche che erano il Crack dei Nerd, ma non fa testo)

Ed ecco un lancio dell’agenzia ADNKronos, che porta avanti il paragone col sudoku.

GIOCHI: E’ ‘DITLOIDE’ NUOVA MANIA, MA PER ESPERTI NON SOPPIANTERA’ SUDOKU
ENIGMI PER LA CUI SOLUZIONE SERVE UN BUON BAGAGLIO CULTURALE
Roma, 19 mar. – (Adnkronos) – Un ”15 u sulla Cdm”, oppure ”3 C per un T” o ancora ”18 V del S a P”. Ecco come e’ fatta la nuova moda del momento in campo di giochi: si chiama ditloide e dopo il Sudoku e’ sbarcato su internet, per trasformarsi nel nuovo rompicapo di grandi e piccoli. Ma non e’ destinato a diventare un cult, come il Sudoku perche’ ha un target ben piu’ alto, infatti, per risolvere i ditloidi servono spesso conoscenze culturali molto profonde.

Andrea, quando vai da Costanzo diccelo, che per una sera, facendoci violenza, lo guarderemo.

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My life with Piergiorgio

Tuesday 28 March 2006

L’altro giorno ero a far la spesa al supermercato. Che poi, da quando hanno aperto ogni sorta di centri commerciali alle periferie della città, non so neanche se ha più senso chiamarlo supermercato, una volta era un supermercato, adesso è diventato il negozio sotto casa. Una volta ci sembrava grandissimo, e ci si arrivava apposta dal paese, per trovar dei prezzi decenti, adesso, con sti centri commerciali, il supermercato ci sembra piccoiissimo.

L’altro giorno ero a far la spesa al supermercato, ero lì che guidavo il mio carrellino, mi è sembrato di veder Piergiorgio Odifreddi.

Ho pensato, mi sarò sbagliato, non è mica lui. Allora l’ho guardato meglio, lui era in fondo alla corsia, e ho pensato che era proprio lui.

Ma non ero sicuro che fosse lui, e mi chiedevo Sarà lui o non sarà lui? Che strano, mi son detto, Piergiorgio Odifreddi al supermercato, non mi sembra il tipo, che va al supermercato, Piergiorgio Odifreddi.

***

Io da un po’ di tempo a questa parte, quando scrivo qualcosa su Piergiorgio Odifreddi, mi sento una vocina dentro la testa che mi dice, Lascialo perdere, Odifreddi. Che Marco, lui ha una specie di radar, che quando trova le parole Piergiorgio Odifreddi fa Bip Bip. Allora lui arriva e dice Lascialo perdere, Odifreddi.

***

Chissà se è davvero lui, mi chiedevo, allora mi son detto quasi quasi faccio finta di aver bisogno del caffè solubile vado là faccio finta di guardare i prezzi mentre guardo i prezzi guardo se è lui, o se non è lui.

Mentre mi accingevo a portare in atto questo mio piano diabolico così accuratamente preparato al fine di stabilire l’identità dell’uomo misterioso che si trovava in fondo alla corsia, mi ha chiamato Polli, che era al banco della verdura, mi ha detto Andiamo, dai, ti sei incantato?

Allora ho desistito dalla mia investigazione, con la morte nel cuore. Ma dentro di me, mentre passavamo davanti ai surgelati e agli alcoolici, davanti ai biscotti e alla pasta, pensavo Vediamo se mi passa vicino, così vedo se è lui o se non è lui.

Ma niente, non lo vedevo più e io già mi sentivo come uno che per tutta la vita aveva voluto fare il cantante, poi alla fine fa un disco, ma non ne vende neanche una copia.

(alla mamma, la si regala, dico io)

***

Incidentalmente, pare che se le cose vanno per il meglio, mi hanno promesso un posto da sottosegretario al ministero del lavoro.

***

Poi, stavamo per uscire, eravamo alla cassa, vedo Piergiorgio Odifreddi che arriva dal fondo della corsia proprio dietro di noi.

Io ero tutto eccitato, ho detto a Polli, guarda, dietro di noi c’è Piergiorgio Odifreddi.

Lei guarda, poi mi guarda, e mi dice Ma se non gli assomiglia neanche.
Ma dai, le ho detto, se non è lui è uguale.

Poi si avvicina, si mette in coda alla cassa vicino alla nostra, e ho visto che non era lui. Non gli assomigliava neanche.

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Metti

Monday 27 March 2006

Metti che ti svegli una mattina, fai colazione con caffelatte e un’ottima torta di mele e noci. Metti poi che esci sul balcone e vedi che la quercia che fino a ieri sembrava un rametto piantato in un vaso ha messo un bocciolo. Metti che te quando la vedi sei contento. Metti che esci, incontri un tizio che ti saluta e ti dice Buongiorno ragioniere. Metti che questa cosa qui ti dia un po’ fastidio ma fai finta di niente, anche se i titoli, ti dan fastidio sul serio. Metti che poi vai in un ufficio, e mentre aspetti vedi su un cartello appeso sulla parete davanti a te ci sono i nomi dei titolari dell’ufficio, uno preceduto dal titolo Sig. e l’altro preceduto dal titolo P.I.
Metti che Sig. ti ha messo di buon umore che ti piace l’idea del Sig., che è un titolo democratico, e forse il miglior titolo che uno può sentirsi dire. Metti però che ti venga in mente che magari il Sig. è solo perché questo Sig. non ha un titolo di studio, altrimenti, stai certo che avrebbe messo Dott. o Ing. o vattelapesca. Metti poi che quando leggi P.I. ti prenda una sorta di sconcerto interno, ché non riesci a capire che razza di titolo sia P.I.
Persona Importante?
Metti che sorridi e le impiegate davanti a te lo notino.
Metti poi che improvvisamente ti venga in mente che cosa vuol davvero dire quel P.I., e allora ti vien davvero da sghignazzare, e non ti resta che girarti e rivolgerti alla parete sperando che non ti veda nessuno.
Metti che P.I. voglia dire Perito Industriale.

***

Una volta a un mio amico gli ho regalato un diploma che ho fatto col computer, in cui si certifica che ha conseguito un Master in Business Adminstration alla Pinot Grigio University.
Ce l’ha ancora appeso in ufficio.

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Limoncello

Friday 24 March 2006

Sono alle giostre con Carmelo Bene. Scommettiamo una birra al tiro al bersaglio. Io faccio sette centri su dieci, lui cinque. Beviamo la birra. Al momento di pagare Carmelo Bene diventa tutto rosso, strabuzza gli occhi, comincia a fare “Aaahh! Aaahh!”, cade a terra, si rotola, scalcia. Tocca pagare a me. Poi improvvisamente siamo alla Fnac e lui si esercita a mandare a mente tutti i codici Isbn dei libri della sezione “Caccia e pesca”.

Lo ha scritto giuliomozzi. Ma a me ha ricordato Mel quando beve troppo limoncello.

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Io sono qui

Friday 24 March 2006

Circola da qualche settimana, in concomitanza con l’inizio della campagna elettorale, un sondaggio che a partire da una serie di domande stabilisce la vostra vicinanza o meno ai singoli partiti. Beh, io sono qui.

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una delle esperienze più disastrose nella vita di una coppia

Thursday 23 March 2006

Penso che una delle esperienze più disastrose nella vita di una coppia sia arrivare a casa dopo una giornata di lavoro e trovare un tizio in cucina in maniche corte che fa le mossette alla john travolta e canta Udeur Verrà.

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Così va la vita

Wednesday 22 March 2006

Questo post qua lo sto scrivendo sottovoce.

Anche il suono dei tasti, è sottovoce. Ho messo un fazzoletto, così non si sente niente.

Certo, c’è la controindicazione che non vedo che tasti schiaccio, ma sono bravissimo a scriver con dieci dita senza guardare.

Dev’essere una conseguenza dell’essere un ragioniere, il riuscire a suonare il piano al massimo con un dito solo, e suonare la tastiera del computer con tutte e dieci le dita.

Così va la vita.*

***

L’altro giorno ero lì che lavoravo, mi telefona mia zia. Che strano, ho pensato, ci siam visti stamattina, siamo andati a prendere il caffè. Mi saluta, mi chiede come va, che strano, ho pensato, ci siam visti stamattina, e dopo un po’ mi dice senti un po’, qua stiamo litigando in ufficio, mi dice, te non sai mica come si chiama la casetta della tartaruga. Intendi mica la corazza, gli dico, sì, la corazza, mi dice.

Aspetta, le dico. Si chiama carapace.

Se vuoi una risposta più approfondita, le dico, il carapace è la parte di sopra, la parte di sotto si chiama piastrone, e le lamelle di cui si compongono entrambi si chiamano scudi.

Sai proprio tutto te, eh? mi dice lei.

Eh.

Sono il googlista più veloce del web, le ho detto io.

Ma non so se ha capito.

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