Metti che ti svegli una mattina, fai colazione con caffelatte e un’ottima torta di mele e noci. Metti poi che esci sul balcone e vedi che la quercia che fino a ieri sembrava un rametto piantato in un vaso ha messo un bocciolo. Metti che te quando la vedi sei contento. Metti che esci, incontri un tizio che ti saluta e ti dice Buongiorno ragioniere. Metti che questa cosa qui ti dia un po’ fastidio ma fai finta di niente, anche se i titoli, ti dan fastidio sul serio. Metti che poi vai in un ufficio, e mentre aspetti vedi su un cartello appeso sulla parete davanti a te ci sono i nomi dei titolari dell’ufficio, uno preceduto dal titolo Sig. e l’altro preceduto dal titolo P.I.
Metti che Sig. ti ha messo di buon umore che ti piace l’idea del Sig., che è un titolo democratico, e forse il miglior titolo che uno può sentirsi dire. Metti però che ti venga in mente che magari il Sig. è solo perché questo Sig. non ha un titolo di studio, altrimenti, stai certo che avrebbe messo Dott. o Ing. o vattelapesca. Metti poi che quando leggi P.I. ti prenda una sorta di sconcerto interno, ché non riesci a capire che razza di titolo sia P.I.
Persona Importante?
Metti che sorridi e le impiegate davanti a te lo notino.
Metti poi che improvvisamente ti venga in mente che cosa vuol davvero dire quel P.I., e allora ti vien davvero da sghignazzare, e non ti resta che girarti e rivolgerti alla parete sperando che non ti veda nessuno.
Metti che P.I. voglia dire Perito Industriale.

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Una volta a un mio amico gli ho regalato un diploma che ho fatto col computer, in cui si certifica che ha conseguito un Master in Business Adminstration alla Pinot Grigio University.
Ce l’ha ancora appeso in ufficio.

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