In un giorno al tramonto del secolo ventesimo, più precisamente il 23 novembre 1999, il dottor Eugenio Travelli, dottore commercialista di anni 51 con studio in Tortona, in provincia di Alessandria, mentre stava masticando una succulenta bistecca di carne bovina si accorse di aver ingoiato il suo dente d’oro. Un premolare, mi raccontò sua moglie. Mi raccontò sua moglie che il dottor Travelli cercò subito di tossire per espellere il dente, ma senza risultati. Egli, mi disse lei, si recò subito al bagno, per cercare di provocarsi il vomito inserendosi due dita nella bocca. Purtroppo, anche qui, senza successo, mi raccontò sua moglie. Allora il dottor Travelli prese una decisione, andò in cantina e prese il secchio che gli era servito per la preparazione del colore con cui aveva ridipinto la cucina durante le vacanze, e lo mise in bagno. Rubò alla moglie, mi disse appunto lei, un guanto di gomma, da lei usato per lavare i piatti, e decise di defecare nel suddetto secchio fino a quando, dragando il fondo con il guanto di gomma, non fosse riuscito a trovare il dente perduto. Al terzo giorno, il 26 novembre 1999, lo trovò, e la moglie ricorda ancora la sensazione di gioia e di disgusto che provò quando suo marito, il dottor Travelli, uscì raggiante dal bagno, con la mano nel guanto di gomma, tra il pollice e l’indice il dente d’oro perduto, e tutto il guanto intriso di feci.

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