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Archivio di June, 2006

Piastrella

Friday 30 June 2006

Per carenza di cose da dire, speravo mi succedesse qualcosa di simpatico, ma se è successo non ci ho fatto caso, dicevo, per carenza di cose da dire ci sarebbe da sospendere anche oggi questo blog.

Però, comunque, mi piace tantissimo vedere la destra all’opposizione. Mi sembran più carini.

Che effettivamente, le cose possono anche andare come vogliono, ma meno male che c’è la piastrella di wittgenstein.

(per chi non sa cos’è, qui c’è il post relativo. E qui, la realizzazione pratica)

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L’italia nella morsa del caldo

Thursday 29 June 2006

Questo blog oggi rimane chiuso per sudoku. A domani.

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Un discorso di carattere generale sul prezzo della cultura

Wednesday 28 June 2006

Delle volte compro dei libri che mi chiedo come mai compro dei libri così. Succede che compri dei libri e poi li leggi e ti chiedi come mai l’ho comprato, questo libro qui, che l’ho comprato, poi lo leggo, e mi dico, com’è che ho comprato questo libro che, a leggerlo, non mi sembra un libro che avrei dovuto comprare. Allora ti vengon delle domande come per esempio Com’è, che io, ho comprato questo libro qui, che a leggerlo, sembra un libro che non avrei dovuto comprarlo. Però poi l’hai comprato, e non leggerlo, un libro che l’hai comprato, ti dispiace, ché hai speso dei soldi, e anche se ti chiedi perché hai comprato un libro così, lo leggi lo stesso, e la domanda sul perché hai comprato un libro così si fa sempre più insistente. Che uno, se non li legge, i libri, si chiede perché li compra, ma poi uno delle volte li legge e si chiede perché li ha comprati. Che delle volte uno li prende in biblioteca, i libri, e se poi non gli piacciono li riporta indietro, al massimo uno può chiedersi perché, ho preso in biblioteca questo libro, ma poi non ci perde nessuno. Ma comprarli, i libri, è una cosa che costa sacrificio, perché quei soldi che uno ha speso per comprarsi un libro avrebbe potuto comprarsi qualcos’altro, e allora uno si chiede Perché, ho comprato questo libro?
Io son dell’idea che i libri bisognerebbe leggerli, prima di comprarli, ché se poi uno non gli piace il libro, non lo compra, e invece uno li deve comprare e poi decidere se gli piacciono o no. Io non lo so, mi sembra una cosa un po’ senza senso. Come al cinema. Uno va a vedere un film, poi dopo che l’ha visto, decide che è una vaccata. Poi uno esce, tutto deluso, va a casa, e sente al telegiornale che il film più visto della settimana è stato quello che ha appena visto, e che ha deciso che è una vaccata. Secondo me al telegiornale dovrebbero dirlo, che il film più visto è una vaccata.
Secondo me un buon sistema potrebbe essere mettere la biglietteria all’uscita dal cinema, e non all’entrata. Te esci dal cinema, vai alla biglietteria, c’è la ragazza della biglietteria che ti chiede se ti è piaciuto, e te gli dici, Ma guarda, non me lo chiedere neanche, guarda, che m’ha fatto una tristezza un tal dispendio di mezzi, guarda, io ti dò cinquanta centesimi proprio perché mi sento di doverlo fare, ma penso che se questo mondo fosse giusto saresti te che mi dovresti dar dei soldi a me, che ho speso del tempo a vedere un film così che mi son chiesto perché, son venuto a vedere un film così.

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Sillogismo

Monday 26 June 2006

Francesco Speroni è italiano.
Francesco Speroni ha detto “Gli italiani fanno schifo e l’italia fa schifo”
Ergo
Francesco Speroni ha detto che Francesco Speroni fa schifo.

QED

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Sfacelo, Creatività, Feticismo e Verità

Monday 26 June 2006

Ieri sera eravam lì, io e un mio amico, che guardavamo un concerto di jazz, io facevo delle foto, non sapevam mica se ci piaceva o non ci piaceva, ché ci sembrava più un Vulgar Display of Power che musica, più un’esibizione di tecnica che non di creatività, e mentre ci chiedevamo se questo mondo qui, bisogna demolirlo e poi ricostruirlo da zero, oppure basta dare qualche ritocco qua e là con lo stucco, buttar giù qualche muro, far tutto un po’ open space, aprir qualche finestrone per far entrar la luce da fuori, e a un certo punto mentre eravam lì che ci chiedevam queste cose, il mio amico mi chiede la macchina fotografica, Fammi fare qualche foto anche a me, mi dice, allora gliela dò, fà un sacco di foto, tipo cinquanta.

Poi arrivo a casa, vedo le foto, ha fotografato i piedi dei musicisti tutto il tempo.

***

Che poi ci è venuto in mente che l’involuzione, la devoluzione, la decadenza sono in atto, e il processo è inevitabile e irreversibile. Stiamo ritornando allo scimmiesco, pensavamo, senza riacquisire la saggezza che è propria per esempio dell’orangutan.

***

Che poi ieri pomeriggio eravam lì fuori da un bar che chiacchieravamo seduti a un tavolino, facevam dei bei discorsi sulla verità, sulla verosimiglianza e sulla finzione e a me m’è venuto in mente che una volta, almeno due delle quattro persone che c’eran sedute a quel tavolino che stavan bevendo dei caffè freddi scecherati, avevan recitato una commedia di Macario, e a un certo punto dentro questa commedia c’era una battuta che io me la sono eletta a totem personale. Mi ricordo che c’era il protagonista che diceva Esistono due tipi di cose, le cose vere e le cose supposte. Le vere, mettiamole un attimo da parte, ma le supposte, dove le mettiamo?

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Era una notte buia e tempestosa

Sunday 25 June 2006

Stefano Bollani, Ares Tavolazzi, Walter Paoli a Boves, ieri sera. Senza alzarmi dalla sediola, ho cercato di scattare qualche foto. Peccato che ho finito le batterie quasi subito. Comunque, eccone qualcuna.

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Un blog di servizio, in fondo

Saturday 24 June 2006

Ecco il video della miglior canzone italiana di sempre, reinterpretata da un famoso gruppo inglese della mia infanzia. Eccolo qui.

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Tucci e Maraini. Il blog.

Friday 23 June 2006

Un paio d’anni fa, il nove giugno del 2004, scrivevo:

Oggi ho avuto la notizia della morte di Fosco Maraini. Fosco Maraini, io ho sempre avuto una fascinazione per il giappone. Fosco Maraini me l’ha fatto conoscere un mio ex datore di lavoro che era stato in giappone e mi diceva che i giapponesi colti dicevano italia Fosco Maraini italia Fosco Maraini, e lui aveva conosciuto le sue opere proprio in giappone, e poi era tornato in italia e le aveva fatte conoscere anche a me, che avevo una sorta di fascinazione per il giappone. Ore Giapponesi, Segreto Tibet, Paropàmiso – che ho salvato dal macero nella sua prima edizione, Case, Amori, Universi – il suo romanzo autobiografico, Gnosi delle Fànfole, che conoscevo ma ho scovato solo quest’anno nell’edizione Baldini & Castoldi, le sue foto del giappone, le sue foto di montagna. Fosco Maraini, mi mancherai. Grazie di Tutto, Fosco Maraini. Stamattina mi è arrivato un SMS dal mio papà, grazie papà, che diceva: è morto Fosco Maraini.

In questi giorni è nato un blog tematico dedicato alla figura di Giuseppe Tucci, che investiga anche i profondi e difficili rapporti tra Tucci e Maraini. Mi piace, l’idea. E mi piace anche che sia scritto un po’ come fosse un romanzo. D’appendice.

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Un post che comincia con una scena quasi diaristica poi continua con una specie di recensione poi va avanti e dimostra la vera natura dei blog, che sian narrativi, che sian informativi

Thursday 22 June 2006

Ieri, son andato in ospedale, ché dovevo ritirare degli esami. Mi son fatto dire dov’era che si ritiravano, ho preso il numeretto, e mi son messo in coda.
Stavano servendo il numero 32.
Io avevo il 73.
Fortuna che avevo un libro.

***

Questo libro, si chiama NIC, narrazioni in corso, è un libro che si fregia del sottotitolo Laboratorio a fumetti sul raccontare storie. Non è male. Anzi. Purtroppo, non mi son piaciuti troppo i disegni, piuttosto bambineschi. Peccato, perché l’idea c’era, i contenuti sono buoni e, come ha dimostrato Scott McCloud, queste cose si possono fare.

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Questo libro ha un’introduzione di Tiziano Scarpa, dove dice che l’intuizione di una storia è solo un lampo istantaneo, ma bisogna passare al suo racconto rendendola un flusso continuo e duraturo. Dice Scarpa che dopo che ci si è inventati la scena di partenza o la scena madre, si crede di aver inventato una storia. E invece, dice Scarpa, non si è neanche cominciato.

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A me mi è venuto in mente che tutti questi blog narrativi, compreso il mio, anche loro, non han neanche cominciato.

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E non parliamo della maggior parte dei blog informativi, che forse non lo avete capito, se non lo avete capito, ve lo spiego io come funzionano. Un blog informativo funziona così, che c’è uno che si sveglia la mattina e non ci ha un cazzo da fare, si compra la repubblica (dev’essere la repubblica, altrimenti non funziona, ho provato) e la legge tutta da cima a fondo, gli articoli, gli annunci, le foto, le pubblicità. Dopo ore e ore di lettura e rilettura, troverà che da qualche parte c’è scritta una cazzata, foss’anche solo una virgola fuori posto, gli viene un Aha Erlebnis, e su questa cazzata ci fa un post.

***

Apri anche tu, o fratello nullafacente, un blog informativo!
Come hai visto, è semplicissimo!

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Splinder e i suoi feed

Wednesday 21 June 2006

I più smaliziati sapranno che io, come molte altre persone, invece di andare tutti i giorni ad aprire le pagine dei blog che seguo, mi ci abbono tramite un feed, che è un affarino che viene letto da un apposito lettore, e che mi permette di sapere quali blog sono stati aggiornati e, nella maggior parte dei casi, di leggere i post direttamente dal feed senza dover aprire la pagina web.

In questo momento io seguo più di quattrocento feed, che vuol dire che invece di aprire manualmente quattrocento pagine, sarebbe impossibile, direi, ho un programmino che lo fa per me, e a me basta scorrere i post per trovar quelli che mi interessano.

Tra quelli che seguo, i blog che sono ospitati da Splinder rappresentano una minoranza, perché i feed di Splinder non permettono la lettura direttamente dal feed ma offrono soltanto le prime righe, obbligando quindi all’apertura della pagina nel browser (con le onorevoli eccezioni di placida e di , tra quelli che seguo). Allora, tra i feed di splinder, si cerca di iscriversi soltanto a quelli veramente irrinunciabili.

(Pensate a questa cosa. Voi avete un blog, e sul vostro blog non ci va mai nessuno. Per farvi conoscere andate a fare qualche commento qua e là, su blog più conosciuti. Il blogger al quale avrete fatto un commento, se lo troverà simpatico o utile, andrà a vedersi il vostro blog. Leggerà un post o due, e se gli piaceranno, aggiungerà il vostro blog ai suoi feed. Se i feed conterranno solo una riga o due, sarà uno di quelli che cancellerà alla prima occasione utile, sbuffando. Pensateci.)

Da un po’ di tempo, i feed di splinder non funzionano più. C’è qualcosa che han cambiato, con uno o due lettori di feed funzionano, cogli altri no. Peroriamo la causa di Kurai e Tambu. Splinder, metti una pezza a sti feed. E tu, se stai pensando di aprirti un blog, pensaci due volte prima di aprirlo su splinder.

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Ehi tu, se stai ancora pensando di aprirti un blog su splinder, volevo ricordarti che tutti i tuoi archivi saranno assolutamente invisibili a google, e quindi sarà impossibile che qualcuno trovi il tuo blog per caso. Pensaci.

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Eh. Son cose che mi fanno incazzare.

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