Stamattina son andato in un ufficio, era al secondo piano, ho preso l’ascensore, son andato nell’ufficio dove dovevo andare, e ho fatto cosa dovevo fare.

Poi son sceso, ho fatto le scale.

(io son uno sportivo, dicon faccia bene far le scale, e allora io prendo l’ascensore a salire e faccio le scale a scendere, a meno che io non debba andare al quinto piano, ché allora prendo l’ascensore anche a scendere. mi sembra un ottimo compromesso.)

Son arrivato nell’atrio del palazzo, e vicino alla porta c’eran sei interruttori, e nessuno di loro portava etichette di sorta, o pittogrammi che potessero far intuire al malcapitato avventore quale potesse essere, di questi sei interruttori, quello che faceva scattare l’apriporta.

Comincio con quello più vicino alla porta.
Nessun risultato.

Secondo interruttore.
Si accende la luce dell’atrio.

Terzo interruttore.
Si accende la luce delle scale.

Arrivo fino al sesto, e a quel punto avevo sicuramente acceso tutte le luci del palazzo, comprese quelle delle cantine e dei solai e mi predispongo a pronunziare parole magiche (cfr. titolo del post).

In quel momento esce un tizio dall’ascensore, mi dice Buondì, apre la porta e va via.

C’era la maniglia.

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