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Archivio di November, 2006

La vita è sogno o…

Thursday 30 November 2006

Stanotte ho fatto un sogno. Eravamo in una stanza e c’eravamo Stark, il Proeta e io, ed eravamo seduti intorno a un tavolo rotondo, ognuno col suo bel computerino portatile.

mangiare delle merendine, bere delle birre

C’era Stark che era tutto intento a scrivere un post, c’era il Proeta che macinava Proesie e ogni tanto ne declamava una tra la mestizia degli astanti. Io, come al solito, con loro che mi scrivevano accanto, non riuscivo a scriver nulla, guardavo la posta, osservavo attonito gli altri due.

alzarsi, bere un grappino, sedersi

A un certo punto Stark smette di batter sulla tastiera, alza gli occhi dal computer, e lo vedevi, nei suoi occhi, che era contento, ché aveva scritto il post della sua vita, il post che ogni blogger vorrebbe scrivere ma non ci riesce mai, Stark, in quel momento, aveva il brillìo di quello che lo sa, che se potesse scrivere nella vita un post solo, sarebbe quello.

andare al bar, ordinare una media di san simone

Si china di nuovo, Stark, e dice Adesso lo posto. Schiaccia Invio, e sta ad aspettare. Non succede niente. Lo vedi che armeggia, cambia finestra, ricarica pagine, e poi Ma cazzo, dice, Il mio sito è down!

Il Proeta lo guarda e gli dice Allora aspetta, che vengo a far del BVLLYSMO.

sarà il bere?

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Io sono un tossico

Tuesday 28 November 2006

Oggi ero lì che bevevo il caffè, doppio in tazza grande, come al solito, e sul tavolo c’era Pobo (è il mio computer)(un aggeggio strano, poi ve lo spiego), e a un certo punto, Pobo si è messo a far dei rumori.

C’era sonetti, che in questi giorni si trova in un posto dove adesso è estate, che mi diceva, hai visto, il tuo blog è morto.

Come il mio blog è morto, gli ho detto; son andato a vedere, era proprio morto, diceva 403 forbidden, che vuol dire tutto e niente, e io, visto che in questi giorni qui sopra ci viene più gente del solito, e visto che è fine mese, ho pensato Sta a vedere che abbiam ecceduto la banda mensile.

Io pensare che dovevo stare senza blog fino al primo dicembre che è mercoledì ventinove giovedì trenta venerdì, io pensare stare 3 giorni senza blog mi son sentito come se stessi camminando per la strada e a un certo punto, zac, mi avessero fregato le scarpe (scusatemi i congiuntivi, mi è sembrato che ci volessero)(non è che voglio fare il figo, eh, a usare il congiuntivo).

Poi dopo ho scritto a Dario, che dopo un po’ mi ha risposto, e mi ha detto che la società americana aveva deciso di cambiarci il server, tempo un paio d’ore eravam a posto.

E in effetti poi dopo alle cinque e qualcosa siam tornati online, ed è stata una liberazione, l’avrei baciato quel tizio pelato che c’è qua sopra, tanto m’era mancato.

Ma se ci penso, mi sento ancora i piedi tutti intirizziti.

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Fincipit

Saturday 25 November 2006

Lo sai che è uscito il libro dei fincipit?

C’era una volta.
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
E allora visto che fate i saputelli non vi racconto nessuna cazzo di storia, stronzetti presuntuosi.
(Amanita –
qui)

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?
No.
(
Kimota qui)

Rossella O’Hara non era una bellezza. E infatti nessuno se la cagava.
(
Starkqui)

Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai per una selva oscura,
fortuna che il mio SUV c’aveva il GPS.
(
Marchinoqui)

Quando Zarathustra ebbe trent’anni, lasciò il suo paese e il lago del suo paese e andò sui monti. Lì trovò l’amore della sua vita, il Superuomo.
(
Gigi Massiqui)

***

Era una notte buia e tempestosa e avevo scritto un post che si chiamava Ogni inizio è una fine.

Il post conteneva tre modi di concludere brevemente una storia.

In un caso, si prendeva l’incipit di un’opera, e la si faceva concludere lì. Era nato il Fincipit (definizione coniata da Stark).

Il primo a segnalarlo sul suo blog è stato Davide L. Malesi, che lo definisce “pratica collettiva dell’importanza della brevità in letteratura”.

Luoghinoncomuni lo battezza Story Trimming: “La cosa è interessante, si prende una storia e la si condensa il più possibile, con il risultato che, a volte, ne esce una storia completamente nuova, o magari solo lo spunto di una storia. Nel non detto, nell’omissione stà in fondo tutta la magia, in un attimo il lettore è obbligato ad inventare il resto.” o anche Snoopying: “Snoopying perché alcune storie assomigliano molto a quelle che Snoopy scriveva sul tetto della sua cuccia.”

Mi pare che i tentativi di Luoghinoncomuni siano più onnicomprensivi di Fincipit, e siano più adatti al concetto che avevo in mente, ma i commentatori hanno spinto sul concetto di Fincipit, e quindi, così sia.

***

Dicono del gioco (in puro stile da bandella di bestseller):

Giavasan: “Il gioco del momento è puramente letterario e si chiama Fincipit. L’ha inventato Eìo e ha una sola regola: si prende l’incipit di un romanzo o di una poesia (ma anche di una canzone o di un film) e lo si cambia per fare in modo che la storia termini lì, subito, stravolgendone la logica.
Io lo trovo perfettamente in sintonia con lo spirito dei blog.”

Parolibero: “un incipit letterario celebre che finisce appena nato.”

Gattostanco: “L’inizio originale di un romanzo (poesia o altro) troncato dalla divertita e creativa genialità del blogger.”

Albamarina: “Consiste nel prendere l’incipit di un romanzo, di una canzone, di un poema o della lista della spesa, per dire, e lo si fa finire lì inventandone la… sconclusione.”

Random Access Life: “storie che iniziano finendo o finiscono iniziando.”

La vita istruzioni per l’uso: “Ma che meraviglia! Io amo questi giochini…”

8e49: “Secondo me, la giornata di oggi, va ricordata per questa cosa. Provoca assuefazione, ma val la pena di andare, leggere, partecipare.”

Botulinux: “il piu’ impostore fra i tessitori c’ha gabbati tutti. giochiamo tutti assieme al fincipit.”

Marcoscan: “è un gioco in cui si sceglie un romanzo, poesia o quant’altro, lo si decapita, e gli si attacca un corpo nuovo, in genere quello di un lillipuziano sotto l’effetto di stupefacenti.”

Senzavolto: “un modo inventato da eiochemipensavo per condensare una storia nelle sue battute d’inizio. Il fascino del non detto, lo charme del colpo di teatro, un sudoku per menti letterarie.”

Kurai: “Eìo lancia una delle sue idee vulcaniche. Si prende l’incipit di un libro, e lo si conclude, subito. Il grado zero della letteratura, lo zen dello scrivere.”

n3mo: “Eio va incontro ai lettori svogliati e senza tempo, che non hanno inutili ore da passare leggendo un libro o una poesia, nè di vedere un film o ascoltare una canzone trascinandosi stancamente fino alla fine dell’opera. Ora c’è Fincipit™ (Stark © 2006), il gioco che partendo da un incipit di qualsiasi storia, la stronca in poche battute. E’ divertentissimo, lo considero già droga pesante.”

Zu: “giochino che sembra fatto apposta per la vil razza bloggante.”

Tambu: “Il nuovo tormentone della blogosfera, creato da eìo e battezzato da Stark, è troppo bello per non farsi prendere dalla manìa.”

HUGINNogMUNINN: “come si legge sulle fascette dei libri: “…non riuscirete più a smettere”.”

ComeCampaMattia: “imperversa il Fincipit dappertutto.”

Pensierineccesso: “A quando un libro sui Fincipit?”

Farfintadiesseresani: “Si tratta del gioco di società del momento, qui nella blogpalla. L’ha cominciato Eio. Le regole sono semplici: si prende un incipit famoso (romanzo, poesia, canzone, cinema, quel che si vuole) e lo si conclude in una riga. I risultati spesso sono divertenti, e soprattutto raccontano microstorie nuove e parecchio diverse dall’originale.”

Terzadicopertina: “Fincipit. l’ultima follia da blogger.”

Ilpaesechenonc’è: “Eio ha fatto un guaio, ha creato i FINCIPIT, ovvero come far partire una storia (anche famosa) e farla finire subito. Vale anche per le canzoni.”

Strelnik: “mirabile esempio di viral-post attivo”

Catepol: “un giochino letterario di tutto rispetto che non mi stupirò se diventerà mania collettiva”

Swinging Literature: “Prendete un incipit famoso e troncatelo, non dando adito al romanzo di proseguire. Leggendo gli esempi che trovate qui, oltre che scompisciarsi dal ridere, dà la dimostrazione dell’evoluzione di quelle forme brevi la cui venuta fu auspicata da Calvino nelle Lezioni Americane ” a prescindere dalle indicazioni che il mercato editoriale dà”. ”

Sintetismi: “ora te prendi il libro che ti piace di più e ci dici come inizia. Poi, subito, ci dici pure come finisce, visto che è risaputo che qui non abbiamo tempo da perdere e ci annoiamo presto”

LadraDiCaramelle: “Cos’è un fincipit? Praticamente prendete un incipit famoso – libro, poesia, canzone, quel che volete – e scegliete una fine alternativa che sia breve, secca, incisiva e se ironica meglio.”

Altre prove di seduzione: “Eiochemipensavo ha lanciato l’idea dei Fincipit, sostenendo (giustamente!?) che ogni inizio è una fine.”

Principe aggiunge grafica (animata, perdinci) al fincipit.

Lo segnalano anche: Principe, La Spostata, Stefanomd, Il Grande Maestro Morelli, Samuele Silva, Andrea Beggi, American Beauty, Bloggo Intestinale, NIUVS, Fullo, il Blog di un Blogger, SevenHeaven, Fmf, Filosoffessa, Zio Mantellini, Dario Salvelli, TLUC, Setfocus, MarcoBertoli, TheEyes, il buon Sir Squonk.

(post in aggiornamento)

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Ogni inizio è una fine.

Thursday 23 November 2006

Dopo una notte di sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò uguale al giorno prima, ed andò a lavorare.

***

C’è un romanzo in cui il protagonista è cattivo, ma talmente cattivo che lo scrittore che scrive il romanzo, non ci riesce, a scrivere il romanzo, e allora, non lo scrive.

***

Un film di 007 comincia con James Bond inseguito da una pletora di nemici che gli sparano, mancandolo. Tranne uno, che lo colpisce al cuore. E zan.

(continua copiosissimamente nei commenti)

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Autarchia

Wednesday 22 November 2006

L’anno scorso in primavera abbiamo comprato dei piantini di fragole all’Auchan.

Costavano pochissimo, le abbiam prese, con il segreto sogno di viver del prodotto della nostra agricoltura da balcone.

Beh, forse, più che miraggio di autarchia, ci sembrava un simpatico esperimento.

L’anno scorso, le piantine, le avevo messe dentro dei vasetti, han fatto cinque o sei fragoline, più simili alle fragoline selvatiche che alle fragole, quelle comprate.

Si son riprodotte, però, e han fatto diverse altre piantine, che abbiamo anche regalato in giro.

(peraltro, interessantissimo come si riproducon le fragole, un giorno ve lo racconto, se v’interessa)

Quest’anno, han fatto di nuovo delle piccole fragoline, abbastanza insipide.

Poi, a fine ottobre, ha cominciato a comparire una fragola.

Bianca, grossa.

Poi, negli ultimi giorni, ha cominciato a colorarsi di rosso.

Sembra una fragola di quelle importate dalla spagna che compri al supermercato.

Rossa e carnosa.

Polli oggi l’ha mangiata.

Dice che era anche buona.

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Autogratificazione

Wednesday 22 November 2006

Sul forum della Littizzetto parlano di questo blog (in particolare, di questo post) e dicono:

ma quelli che scrivono in quel blog li’ riescono quasi ad essere piu’ scemi di noi!!!

Eh, che ci vuoi fare, c’è gente che ci nasce…

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Certo alla schiuma (etc etc)

Tuesday 21 November 2006

Domenica, verso le cinque, c’erano veramente molte macchine in coda per entrare in Cuneo.

Alcune giravano verso l’Auchan, per vedere se era aperto.

Ma era chiuso e tornavan da dove eran venuti.

Li vedo tutte le domeniche, quei che vanno a vedere se è aperto l’Auchan.

Me li figuro, che son a casa che non san che fare, che si chiedon Che facciamo, andiamo a vedere se è aperto l’Auchan?

(che poi lo san benissimo, che è chiuso)

Ero lì in coda che guardavo le altre macchine, dove andavano, da dove venivano, e poi, per passare il tempo, mi son messo a guardare il cielo.

Era di un azzurro che io a novembre non me lo ricordavo, un cielo azzurro così.

Il sole stava tramontando davanti a me e illuminava le poche nuvole di una luce radente.

Un aereo stava passando tra me e il sole, e lasciava una scia bianca che rimaneva, lì, sospesa, senza disfarsi.

Qualcuno lassù, ho pensato, avrà esagerato col bagnoschiuma.

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Come campa Mattia?

Monday 20 November 2006

Pare che qui su diludovico abbiamo un nuovo coinquilino: Orazio (Ci son più cose in cielo e in terra…), non so niente di lui, e lui non sa niente di me, mi dicono.

Il suo blog si chiama Come campa Mattia, che a occhio, deriva da un sonetto del Belli.

Come campa Mattia? campa er cazzaccio
a le spalle der vecchio Zaccaria.
Fa l’arte che faceva er Micchelaccio:
magnà e beve, annà a spasso, e tirà via.

Ci sarà tempo per conoscerci.

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Sempre sulla notizia!

Friday 17 November 2006

Qua di solito non ci si occupa di contemporaneità, ma a volte lo si è fatto, specie nella rubrica settimanale di approfondimento della realtà il venerdì di eìo. Oggi lo si fa di nuovo perché oggi c’è lo sciopero contro il governo prodi e la finanziaria e Luoghinoncomuni, sempre sulla notizia, ne ha ricavato un fantastico reportage.

Fidatevi: andatelo a vedere, lo Sciopero contro Prodi, sotto casa Prodi.

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Uno Zune per Natale

Friday 17 November 2006

(Forse lo sapete, o forse non lo sapete, e se non lo sapete non vi siete persi molto; in ogni caso, la notizia è che Microsoft ha appena fatto uscire un lettore Mp3 che si chiama Zune, che è più grosso e più pesante dell’iPod, ha una funzione wireless che non si può usare e non si capisce perché, non suona né i brani comprati con iTunes, né quelli comprati con il sistema Microsoft playforsure (se non sapete cos’è, buon per voi) ed è disponibile nei colori bianco, nero, e marrone. Neanche a dirlo, il più pubblicizzato, è il colore marrone. Il pezzo che segue è un riassunto di ciò che ne penso, pubblicato in origine come commento ad un post di sviluppina.co.uk.)

A me una volta, avrò avuto sei anni, a Natale m’han regalato due lampade e un maglione.

Tutto quel che m’han regalato, quel Natale lì, io me lo ricorderò tutta la vita, eran due lampade e un maglione.

Quel natale lì, son stato male.

Mi viene in mente che se mi regalassero uno Zune, sarebbe un po’ come quel Natale lì.

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