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Archivio di January, 2007

Ronfar sotto il mare

Wednesday 31 January 2007

Ieri sera siamo andati a teatro a vedere Fabio De Luigi che recitava dei pezzi de Il bar sotto il mare di Stefano Benni.

Polli dice che è stato bravissimo, e che, da solo, ha tenuto il palco per tutto il tempo, dice Polli.

Io mi fido, direi, penso che abbia ragione lei.

Perché opinioni personali, non ne posso mica avere, visto che ho dormito per quasi tutto il tempo.

Sigh.

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Non ci sono.

Tuesday 30 January 2007

Sono al NoCamp a presentare l’intervento che ho preparato negli ultimi giorni: “Contumacia 2.0”.

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Il castello di Turku

Monday 29 January 2007

Quest’estate, mentre eravamo in Finlandia (ve lo avevo detto, che avrei avuto materiale per un anno, con la storia della Finlandia), ci siam fermati un paio di giorni a Turku, la vecchia capitale, che, come vecchia capitale, ha un castello molto grande, che si situa un po’ fuori città: per arrivarci, abbiamo affittato delle biciclette all’ufficio turistico.

Sin da quando eravamo arrivati in Finlandia mi avevano incuriosito quelle bici che, guardandole, avresti detto che erano senza freni, perché non c’erano leve ne fili sul manubrio. Poi mi ero documentato (avevo guardato della gente che andava in bici: questa è documentazione) e avevo visto che quelle bici avevano il freno a contropedale, ovvero, per frenare, bisognava dare un colpo indietro ai pedali. Questo, di certo, ti impedisce di cazzeggiare coi piedi come fai con le bici nostrane, e senz’altro, è una difficoltà di adattamento in più, rispetto a dover andare in posti che non conosci, rispettando le piste ciclabili, perché, come abbiamo scoperto poi, se non sei su una pista ciclabile (che peraltro c’è quasi dappertutto), non sei nessuno, e sei alla mercé delle automobili, che ti schifano, ma non ti schivano.

Dopo qualche minuto di bicicletta, abbiam poi scoperto che era abbastanza facile usare queste biciclette per noi piuttosto strambe e seguendo il fiume siamo arrivati al castello.

Dice il luogo comune che i finlandesi siano gente fredda e poco disponibile, ma quando siamo arrivati al castello ci siamo fermati al chioschetto lì di fianco per prendere qualcosa da mangiare (io non avevo molta fame, ma uno di noi invece ha trovato nel mangiare il suo hobby principale) e la signora del chioschetto, in una lingua che assomigliava all’inglese, ci ha anticipato tutta la storia del castello. Quando siamo entrati, sapevamo già quasi tutto, così abbiam potuto fare i fighi.

La visita, al castello di Turku, è durata circa tre ore, con le gambine che ci facevan male, ché il castello, era veramente immenso, più di quanto uno avrebbe immaginato da fuori.

Quando siamo usciti, stava piovendo.

Noi avevamo le bici, e siccome quando siam partiti era tutto sereno, non eravam mica tanto attrezzati; allora ci siam messi lì, sotto l’arco di entrata del castello, ad aspettare che spiovesse.

C’era un fotografo, con l’assistente che gli teneva il flash sopra un treppiede, e c’era un tizio, che aveva l’aria di uno scrittore, che era evidentemente l’oggetto delle fotografie; non so, probabilmente, stavan facendo un servizio su questo scrittore per qualche giornale, o per qualche quarta di copertina, non c’era niente di certo, l’unica cosa era è che quasi sicuramente, quell’uomo che stavano fotografando, era uno scrittore.

Si vedeva dalle pose che faceva che era uno scrittore, uno scrittore di quelli un po’ vanitosi, come quasi tutti, si metteva in delle pose che non ti potevi sbagliare, si vedeva, che era uno che voleva darsi un tono.

Noi eravamo lì sotto l’arco che aspettavamo che spiovesse, e lì sotto l’arco c’erano anche il fotografo, l’assistente col treppiede e lo scrittore, che stavan facendo quelle foto con lo sfondo del castello, con questo scrittore che faceva delle pose da uno che voleva darsi delle arie, ma che a guardarlo, faceva ridere.

Il fotografo era lì che faceva le foto, gliene avrà scattate una ventina, così, distrattamente, con quel bel tipo tutto in posa, e a un certo punto, mentre scattava le foto, il fotografo si è messo ad urlare come un ossesso, e lo scrittore si è spaventato, e allora mentre lo scrittore aveva delle espressioni che non controllava, il fotografo ha cominciato a scattarle a raffica, poi lo scrittore si è messo a ridere, e si vedeva, che il fotografo era soddisfatto, che aveva trovato quel che voleva.

Io allora in quel momento lì, ho appreso l’importante lezione che per trovar quel che cerchi, delle volte, basta urlare.

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Il giorno (dopo) della memoria

Sunday 28 January 2007

L’anno scorso, ho scritto un pezzo sul giorno della memoria.

Quest’anno, il giorno della memoria, volevo scrivere un pezzo, ma me ne son dimenticato.

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Cazzari del sabato

Saturday 27 January 2007

Fullo ha fatto Eio che balla.

Non è tanto somigliante, però socchiudendo un po’ gli occhi…

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M’illumino di meno

Saturday 27 January 2007

m’illumino di meno, soddisfatto.
spengo il pc, non prendo l’ascensore,
m’impegno per non essere distratto:
la lampadina accesa è disonore.

la sera resto al buio, come un matto,
digiuno, con un po’ di batticuore:
il letto non sarebbe così sfatto,
ci fosse solamente il tuo calore.

m’illumini di più, ma ho spento tutto!
gtalk, il cellu, il router, cosa fare,
come mi arriva il cenno tuo d’assenso?

mi siedo, calmo e gesso, qui ti aspetto.
un bruco striscia a passo balneare.
io penso a te e m’illumino d’immenso.

Sonetti è un genio. Punto.
16 febbraio 2007, M’illumino di meno.

(post a reti unificate)

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Perplessità

Friday 26 January 2007

Nella quarta di copertina di un libro di Gianni Celati (a me piace Gianni Celati), un libro che si chiama Quattro novelle sulle apparenze, ho trovato delle parole che mi son rimaste impresse

“raccontare storie per rendersi perplessi”

Io, sono sempre, perplesso. Poi mentre sto scrivendo, scrivo delle cose che non immaginavo di scrivere, e rimango perplesso.

Mai come quando rileggo, però.

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Il libro di Stark!!!

Thursday 25 January 2007

Stark fa lo gnorri, fa finta di niente, fa l’indiano.
E’ che è timido.
E invece, non dovrebbe.
Ché per puro caso, ho visto che è uscito il suo libro.

Complimenti Stark.

(e poi dicon che i blogger son tutti cazzari)

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Tre

Thursday 25 January 2007

Uno che sapeva sempre tutte le risposte di chi vuol esser milionario (ce n’è uno in tutte le famiglie), allora poi l’hanno iscritto, e quando è andato in trasmissione, alla prima domanda: “Chi fu il primo Re di Roma” rispose sicuro Remo (perché Romolo non era di sicuro, e Remolo non era previsto).

Uno che si sveglia sempre prestissimo per questioni di orologio biologico, e una mattina che dormirebbe come un sasso fino alle otto e mezza viene svegliato da Una (non facciamo nomi: Polli) che non riesce ad aprire il vasetto della marmellata.

Uno che manda una email aziendale a tutti i clienti, poi si accorge di aver sbagliato un dato, e allora manda un’altra email che come oggetto ha le parole ERRETA CORRIGE.

Tutta brava gente, che non sa farsi una posizione (cit.).

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Un lavoro

Wednesday 24 January 2007

C’era uno che nella sua vita non aveva mai fatto niente, proprio per scelta, ché i pochi soldi che aveva gli bastavano, e a lui non andava di far nessun lavoro. Per principio, lui, il lavoro, lo considerava una gabbia nella quale l’uomo comune si rifugiava per evitare di pensare a questioni più importanti. Lui, dipingeva.

Un giorno, mentre era al bar a bere un Marie Blizzard, un altro tipo che stava bevendo lì a fianco gli aveva rivolto la parola, e poi avevan cominciato a parlare, e poi si erano incontrati lì al bar per molte volte. Avevano cominciato a parlare dei suoi dipinti, e l’altro sembrava davvero interessato. Un giorno, quindi, l’aveva invitato a casa sua a vederli, i dipinti. L’altro, era sinceramente meravigliato dalla bellezza dell’opera del pittore.

Lui pensava che fossero diventati amici, mentre l’altro, voleva solo offrirgli un lavoro.

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