m’illumino di meno, soddisfatto.
spengo il pc, non prendo l’ascensore,
m’impegno per non essere distratto:
la lampadina accesa è disonore.

la sera resto al buio, come un matto,
digiuno, con un po’ di batticuore:
il letto non sarebbe così sfatto,
ci fosse solamente il tuo calore.

m’illumini di più, ma ho spento tutto!
gtalk, il cellu, il router, cosa fare,
come mi arriva il cenno tuo d’assenso?

mi siedo, calmo e gesso, qui ti aspetto.
un bruco striscia a passo balneare.
io penso a te e m’illumino d’immenso.

Sonetti è un genio. Punto.
16 febbraio 2007, M’illumino di meno.

(post a reti unificate)