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Archivio di February, 2007

Oggetto di culto

Tuesday 20 February 2007

Nei commenti a questo post di Mantellini si definisce questo blog

puttanate diventate oggetto di culto.

Quasi quasi ce lo metto come sottotitolo. Figata.

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Gli insegno io.

Monday 19 February 2007

Giuro che se capita che una volta ci ho diciotto persone in casa e mi entra Giovanni Rana con una (dico UNA) confezione di lasagne io gli spezzo le braccia.

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Pizza d’asporto

Monday 19 February 2007

E’ un po’ di tempo che, andare in giro, uno si accorge che sempre di più, davanti alle pizzerie, c’è scritto Pizza d’asporto.

Pizza d’asporto.

Probabilmente sarò io, come sempre, che ho una visione distorta delle cose, ma a me Pizza d’asporto, suona veramente male.

Ditemi che mi sbaglio io, e non quegli 86300 risultati di google.

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“Voglio fare il furbo”

Saturday 17 February 2007

Learco Pignagnoli. Uno dei più grandi scrittori viventi. Come disse a suo tempo Letturalenta:

La prima cosa che ho pensato dopo aver letto il libro è che la scrittura di Learco Pignagnoli non è riassumibile. Questa cosa l’avevo già pensata un’altra volta, leggendo l’opera maggiore di Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione. Quando una scrittura non è riassumibile, ho pensato mentre leggevo Schopenhauer, è segno che l’autore ha usato la quantità esatta di parole necessarie per esprimere quel che aveva in testa: non una parola di più, non una di meno. Ne deriva che, se a posteriori uno vuole rendere l’idea di cosa dice Schopenhauer in un certo punto del libro, è costretto a usare le parole dell’autore, perché togliendone perderebbe in chiarezza, e aggiungendone aggiungerebbe solo del rumore inutile. Per parlare delle opere complete di Learco Pignagnoli la cosa più sensata è usare le parole di Learco Pignagnoli.

E oggi lo intervista Gisy.

Ti ringrazio per avermi concesso l’intervista e la mia prima domanda è questa. Sono ormai tre anni che si fanno letture e convegni coi tuoi testi e ora è finalmente uscito il libro con le tue opere complete. Ma tu continui a non comparire in pubblico. E’ forse perché in un mondo dove tutti appaiono o vogliono apparire forse è meglio fare un passo indietro?

No, no. Io non compaio perché voglio fare il furbo.
Voglio fare come quegli autori americani che non si fanno mai vedere in pubblico e non partecipano mai a nessun avvenimento così cresce l’interesse nei loro confronti.

Imperdibile.

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Sedimentare, boys

Thursday 15 February 2007

C’era un post che dovevo scrivere oggi, un post che mi gira in testa da un po’ e che sarebbe davvero indicato per la giornata di oggi, ma mi son reso conto che se scrivi qualcosa nell’impeto di scriver qualcosa, perché senti che c’è il bisogno di scriverle, le cose che hai bisogno di scrivere, verrà fuori una merdata.

Meglio lasciarle sedimentare.

E’ per questo motivo che i diari di solito sono assolutamente illeggibili.

Sedimentare, boys, sedimentare.

***

Domani 16 febbraio, se riesco, per M’illumino di meno, spengo il blog.

Aggiornamento del 17 febbraio: il blog è tornato online dopo essere stato spento per tutta la giornata di ieri. Spero che come esperimento sia piaciuto a tutti (dico, coloro che se ne sono accorti, eh).

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Il Collezionista

Tuesday 13 February 2007

Portelli era uno che era in pensione, se la passava così così, la pensione era quel che era, ma bastava per le sue esigenze: viveva da solo, Portelli, ché sua moglie, caso raro, lo aveva lasciato vedovo qualche anno prima.

Portelli, dopo che era andato in pensione aveva per qualche anno badato alla moglie malata, e dopo un tempo lunghissimo che a lui era sembrato poco, si era trovato da solo, senza moglie, e senza figli (non ne avevano mai avuti).

Portelli, l’ho incontrato l’altro giorno, mentre tornavo a casa dal lavoro, e l’ho visto, vicino al cassonetto dell’immondizia, con un sacchetto di plastica ed una bacchetta di quelle che servono per prendere i vestiti ai piani alti degli armadi; io nella mia mente quella bacchetta mi son figurato che fosse un arpione.

Portelli, mentre io stavo passando, stava infilando l’arpione nel cassonetto che teneva aperto con il piede (era uno di quei cassonetti che si aprono a pedale), e mentre io guardavo incuriosito, tirava su un sacchetto della spesa pieno di immondizie, lo slegava, lo girava al contrario e agitandolo lo svuotava completamente dentro il cassonetto.

Poi del sacchetto vuoto faceva una palla e lo riponeva nel suo sacchetto vuoto, che, ho notato, era già pieno di altri sacchetti.

Sono andato avanti senza dar mostra di essermene accorto, e, pochi metri dopo, ho incontrato la mia vicina di casa che, di Portelli, mi ha raccontato tutta la storia.

Nessuno sa, che cosa se ne faccia, Portelli, di quei sacchetti vuoti e sporchi, ma sono anni, che va in giro, ogni giorno un paio di cassonetti, a recuperarli.

Ne avrà la casa piena.

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Ha ragione lui

Monday 12 February 2007

fate bene attenzione ai Religiosi.

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Il Capo

Sunday 11 February 2007

C’era Sparagnini, che una mattina, si è svegliato, e s’è messo in testa di fare il capo. Allora s’è alzato, è uscito di casa, e tutto dove andava dava degli ordini.

Andava sulle strisce pedonali, e intimava ai pedoni e alle automobili di andare o di fermarsi, tutto secondo un suo ticchio.

Poi andava negli uffici, e diceva agli impiegati, te fai questo, te fai quello.

Poi andava nei ristoranti, impartiva ordini ai camerieri, e poi andava nelle cucine e faceva lo stesso coi cuochi.

E tutti erano contenti di ubbidire, ché si sa, all’uomo, piace, essere comandato.

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La Colonna Infame

Friday 9 February 2007

Solo per appassionati:

cercando di far cosa gradita ai più, visto che non ce l’ha, ho creato un feed (tramite screenscraping, dicono quelli che ne sanno) per la Colonna blu di repubblica.it, quella dove ci stanno le notizie più succose.

Eccolo qui.

Il Feed della Colonna Infame di Repubblica.it

Adesso è pronto per giocarci un po’, magari con Yahoo! Pipes.

Mashuppiamo!

***

Il blog si è rotto e non è possibile commentare. Non capisco a cosa sia dovuto. Sigh. Ma poi è arrivato l’uomo del giappone e ha messo a posto tutto. Kewl.

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Tele

Thursday 8 February 2007

Il vantaggio di mangiar pranzo da soli è che uno può sfruttar la pausa pranzo per scriver qualcosa sul blog, per legger qualcosa; poi però se ricomincia Lost uno come fa, a far ste cose, uno mica si tiene, e allora, in pausa pranzo, guarda Lost, e non scrive niente.

Cazzo se mi prende, però.

P.S. se uno prende Telegranda (TV locale della provincia granda), verso le 19.30 di stasera dovrebbe esserci il sempre vostro, che, a pensarci, ha anche detto delle cose che non condivide, ma si è lasciato prendere dalla foga. Dire delle cose che non condividevo, non mi era mai successo.

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