Ero lì che tornavo dal mercato con le borse penzolanti dal manubrio della bicicletta, con l’andatura un po’ a zig zag, tipica di chi torna dal mercato con le borse della spesa infilate sul manubrio, e dunque ero lì che pedalavo sotto il sole e arrivo al parcheggio del supermercato, ché per andar a casa ci ho da attraversare il parcheggio del supermercato e vedo questa ragazza, in bicicletta ma ferma nel parcheggio, e questa ragazza, che stava in bicicletta ma era ferma, si vedeva che stava parlando al telefono, al che io ho pensato che c’è chi parla al telefono e intanto guida l’auto (e magari pure non ha allacciato la cintura di sicurezza, ma questo è un altro discorso) e invece, questa ragazza, che era in bicicletta, si è fermata per parlare al telefono, e intanto mi avvicinavo e quando sono arrivato vicino a lei ho sentito che singhiozzava, parlando al telefono e in quel momento lì una nuvola è passata sul sole e c’era quella luce strana che c’è quando il sole è alto nel cielo ma si nasconde dietro una nuvola; ecco a me è sembrato che il sole si dispiacesse un po’ per lei.

(e questo l’ha scritto il grande Marchino)
(e per ora, finisce l’esperimento della scrittura mimetica)
(grazie a tutti, mi è servito molto, a molti diversi livelli)