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Archivio di July, 2007

Il Boxino fai-da-te

Tuesday 31 July 2007

Leggevo stamattina da Simone un pezzo in cui lui proponeva di inventarsi i titoli per il Boxino Morboso® di Repubblica.it (detto anche La Colonna Infame, di cui avevo costruito un simpaticissimo quanto non ufficiale, e probabilmente anche illegale, feed) e ho pensato che, in questi tempi di Contenuti generati dagli utenti/User Generated Content ci poteva anche stare, e allora mi son detto, proviamoci, aiutiamo Repubblica a trovare nuovi titoli per il caro boxino che piace a tutti noi (a me, piace. voi non so)

Eccone qua cinque:

Il raduno degli uomini con sei dita – Visita la galleria fotografica.

La moda dell’estate – Uomini in topless sulle spiagge

Jakob Oak – L’artista che dipinge le unghie alle passanti ignare

I nuovi sex symbol – La modella senza braccia e senza gambe

Il sudoku nudista – Nuove frontiere del gioco balneare

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Playlist 80

Monday 30 July 2007

L’altro giorno Trentamarlboro diceva che se non facevo una lista di venticinque canzoni imperdibili degli anni ottanta, un alieno mi avrebbe fatto una cosa orribile. Io in realtà di partecipare a queste cose non ho mai voglia, ma la prospettiva dell’alternativa mi ha fatto stare abbastanza male, e allora, considerato tutto, ho deciso di partecipare, perché, cosa volete, bisogna pur scegliere tra le cose che ci piacciono poco e le cose che ci piacciono niente, e quindi, ho scelto le catene.

Io quando son finiti gli anni ottanta avevo massimo quindici anni, quindi la musica che ascoltavo veniva principalmente da una fonte: una trasmissione che si chiamava Deejay Television. Io la guardavo tutti i giorni, c’era Gerry Scotti, Linus, Amadeus, c’era anche Cecchetto; Deejay Television, che io sappia, è stata la prima trasmissione che trasmetteva solo video musicali. Ci son dei video che io mi ricordo benissimo, mi ricordo delle scene, e non so associarle a nessuna canzone, certe volte me lo chiedo, ma non so rispondermi. E comunque, io, le musiche degli anni ottanta che ricordo più volentieri (a parte quelle che ho scoperto dopo gli anni ottanta, ma che negli anni ottanta non avevo mai sentito, forse perché troppo poco mainstream) sono queste qua (ce ne son alcune che mi piaccion ancora adesso, alcune altre adesso le trovo oscene). Non son venticinque, io credo (non ho contato), ma spero valgano lo stesso per evitare la terribile punizione.

(ce n’erano delle altre, ma ho preferito non includere quelle che aveva già incluso lui nella sua lista)

M.a.r.r.s. – Pump up the Volume (video)
Eric B and Rakim – Paid in Full (video)
Bomb the Bass – Beat Dis
Beastie Boys – No Sleep till Brooklyn (video)
Public Enemy – Bring The Noise
Coldcut – Doctorin’ The House (video)
Kraftwerk – Boing Boom Tschak
Cameo – Word Up (video)
Grandmaster Flash – The Message (video)
Phuture – Acid Trax (video)
Joy Division – Love Will Tear Us Apart (video)
New Order – Blue Monday (video)
Human League – Don’t you want me (video)
Pet Shop Boys – West End Girls (video)
The Housemartins – Caravan of love (video)
Inxs – What you need (video)
Suzanne Vega – Luka (video)
Opus – Live is life (video)
Falco – Rock me Amadeus (video)
Sandra – Maria Magdalena (video)
Europe – The Final Countdown (video)
A-ha – Take on me (video)
Righeira – Vamos a la Playa (video)
Paul Hardcastle – 19 (video)

Oh, di quasi tutte ci son pure i video. Visto che lavoro che ho fatto?

(Personalmente, fin da quando le ho sentite per la prima volta, ho avuto una preferenza per le robe elettroniche e hip-hop, non so se si nota, eh)

(Chissà che ne pensa Parolibero)

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Alla donna piace l’uomo falso

Saturday 28 July 2007

Polli oggi parte, sta via un paio di giorni con le amiche.

Io allora son da solo, ho un bel programmino: leggere, scrivere, star connesso e bere liquori.

A lei ho detto che vado a donne, così non si preoccupa.

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Straniaculosità

Friday 27 July 2007

Ci sono spesso dei libri, o dei passi di libri, che si rivelano fondamentali per la nostra percezione del mondo, ci sono spesso delle singole frasi che pensiamo che se non le avessimo lette, tutto il nostro pensiero mancherebbe di qualcosa, o persino, potrebbe sfracellarsi a terra. E’ incredibile certe volte pensarci, che senza quella frase, letta magari in un libro preso a caso in biblioteca, tutta una serie di percezioni sarebbero rimaste senza nome, e che magari, sarebbero passate del tutto inosservate.

C’era Douglas Adams, in uno degli scritti postumi raccolti dentro Il salmone del dubbio* (ahimè, fuori catalogo), se non sbaglio, che diceva che il dizionario spesso non è adeguato a descrivere il mondo, che spesso ci sono cose, sentimenti e sensazioni che non è possibile descrivere con le parole esistenti: lui fa diversi esempi, ma quello che nella mia vita mi son ritrovato a sperimentare più e più volte, spesso anche una volta al giorno, quindi con un totale di migliaia e migliaia di volte, è la Straniaculosità (traduzione italiana dell’originale Shoeburyness), che è la sensazione spiacevole di sedersi su una sedia, sedile, poltrona o poltroncina, già resa calda dal sedere di qualcun altro.

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Il giovane Stalin

Thursday 26 July 2007

Si racconta che nei primi tempi fosse molto difficile diventare membri del Partito comunista bolscevico. Bisognava superare degli esami molto severi.
Una delle prove più dure, riservata a quanti erano ritenuti l’avanguardia del Partito, fu abolita dopo essere stata sostenuta del giovane candidato Iosif Vissarionovic Dzugasvilij detto Stalin.
Essa consisteva nel consegnare un’arma caricata a salve al candidato, ignaro della cosa; poi gli veniva detto: “In quella stanza c’è un nemico del popolo. Vai e uccidilo.”
Quel nemico era però la madre del candidato stesso, il quale nella maggiore parte dei casi si rifiutava di sparare non superando così la prova.
Solo pochissimi riuscivano a premere il grilletto, forse perché totalmente privi di sentimenti o abbastanza smaliziati da fiutare l’inganno.
Con il giovane Stalin, le cose andarono in maniera diversa.
Da fuori della stanza, gli esaminatori udirono prima parecchi colpi di pistola, poi un fracasso assordante e delle urla strazianti. Alla fine Stalin uscì dalla stanza con la pistola in mano, e disse: “Al diavolo! Quest’arma non funziona! Ho dovuto ammazzarla a sediate!”

Tratta da Lavoratori di tutto il mondo, ridete* di Moni Ovadia, Einaudi 2007, p.97, ma si trova anche qui.

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Non odiarmi

Thursday 26 July 2007

No io adesso allora volevo scusarmi per il casino di ieri, ma io non me l’aspettavo, francamente, di fare una cosa grossa, ecco, io volevo soltanto, come dire, offrire una specie di aperitivo a chi passava di qui, nella fattispecie, offrirgli un link, un piccolo spicchio di visibilità, e invece la cosa s’è allargata a dismisura e io non ho ancora avuto neanche il tempo di inserire tutti i link. Io non so come e perché sia successo quest’anno e non gli altri anni, ma fa niente, è andata, poi finisco di inserire i link e morta lì. Non odiatemi. Non credevo, ecco tutto.

Comunque ho compiuto 33 anni, cambia tutto, quest’anno se va bene si supera Cristo e Alessandro Magno, se non per altro, almeno per età.

Poi, qua ci si sente sempre cazzoni uguali.

P.S. Nancy, nata lo stesso giorno dello stesso anno, chissà come si sente. Spero non cazzona, eh.

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Free Linkin’ Day 2007

Wednesday 25 July 2007

Diceva un mese fa Gattostanco che di lì a un mese sarebbe caduta la ricorrenza del Free Linkin’ Day, festività inaugurata esattamente un anno fa su queste pagine, ricordandomi quindi che essendo passato un mese dal suo post e un anno dal primo Free Linkin’ Day (usanza peraltro già ripresa altrove senza attribuirne la paternità) (son cose che fanno incazzare i blogger come poche altre) oggi, dopo un anno, sarebbe stata cosa buona e giusta ripetere l’esperienza.

Quindi, Buon Free Linkin’ Day a tutti.

Che vuol dire?
Vuol dire che oggi chi commenta questo post avrà un link for free (a gratis, come si dice) in calce a questo post.
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Io guardo i filmini

Tuesday 24 July 2007

Domenica mattina, io son uno che si sveglia presto, ero lì al tavolo della cucina con il compiuter che stavo guardando una cosa mentre Polli dormiva ancora (lei è una che si sveglia presto per andare a lavorare, ma se potesse si farebbe delle dormite).

A un certo punto dietro di me sento una voce che dice Ti ho beccato a guardare i filmini!, era Polli, che si era alzata, e subito con fare inquisitorio si piazza davanti al compiuter a guardare che filmato stavo guardando.

A un certo punto legge ad alta voce Interface preview, con un tono tutto deluso.

Credo sperasse che io fossi uno normale.

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Una delle mie perversioni

Monday 23 July 2007

Andare su Internetbookshop a leggere i commenti che i lettori lasciano è una mie perversioni preferite.

Per esempio questo commento su Il nome della rosa di Umberto Eco, per quanto sufficientemente motivato, ha una grafia interessantissima:

Le prime 100 pagine sn state un vero strazio! Più di una volta ho pensato di mollare ttt tenendo conto sprttt del fatto ke la lettura di quel libro nn era un impegno scolastico, ma, subito dopo il secondo omicidio, nn sn + riuscita a metterlo giù. Ho passato a leggere un intero finesettimana e sn rimasta profondamente affascinata da questo intrigato giallo storico. Peccato x le frasi in latino saltate a pie’ pari, eccetto l’ultima. Il film nn regge sicuramente xò il confronto: nn solo ha stravolto completamente la storia x renderla + vivace x uno skermo, ma nn ha neanke dato la risposta ad alcuni enigmi facendo prevalere la parte sentimentale. Inoltre posso capire ke molti preferiscano una storia d’amore cn una bella ragazza a degli inciuci tra monaci, ma nn si può fare un lavoro del genere a questo povero libro! Infatti nonostante ttt, questo resta sicuramente uno dei più completi libri ke abbia mai letto.

O questo, con contenuti liricissimi, su Il codice Da Vinci, di Dan Brown:

Semplicemente stupendo! un gran libro che non si sa perche viene continuamente critcato da tutti.. uno dei migliori libri mai letti..

Ce ne sarebbero migliaia, e li posterei tutti. Ma adesso mi fermo, perché se continuo, poi, non mi fermo più.

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Tradimenti

Friday 20 July 2007

Da qualche giorno ho il sospetto che Polli si sia segretamente innamorata del ventilatore.

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