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Archivio di September, 2007

Ho visto cose che voi umani…

Sunday 30 September 2007

Ieri sera prima di cena mio zio mi ha raccontato dettagliatamente di quando gli hanno fatto la rettoscopia.

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Ma è un’ingiustisia!

Friday 28 September 2007

Ieri sera, son arrivato a casa, e come ho aperto la porta ho sentito un buon odorino, e allora ho detto a Polli, Mi hai fatto il budino! e lei, Ma no, ho fatto la torta. Ma non è per te, la porto in ufficio, mi ha detto.

Io ci son stato un po’ male, a dirla tutta, ma ho fatto finta di niente, io son uno che non se la prende per quelle cose lì, poi tanto avevo degli altri pensieri, e subito dopo cena son ripartito, son tornato in ufficio.

Poi son tornato a casa che eran le nove, e come ho aperto la porta ho sentito un buon odorino, le ho detto, Hai fatto la torta! e lei Sì, ma non è per te.

Io ci son stato veramente male per questa cosa che Polli aveva fatto due torte, e nessuna era per me, ma ancora non prevedevo che stamattina, quando Polli stava partendo per andare al lavoro, avrebbe tirato fuori una torta dal forno e se la sarebbe portata via.

Tre torte, e nessuna per me.

E’ un’ingiustisia.

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120 passi al minuto (come camminare veloce)

Thursday 27 September 2007

Ieri mattina, pioveva, dovevo andare in giro per Cuneo in diversi posti, di prender la macchina non se ne parlava, ché poi perdevo più tempo a cercar parcheggi che non a fare quel che realmente dovevo fare, di andare in bici non se ne parlava, ché pioveva e mi sarei inzaccherato tutto, e allora ho deciso di andare a piedi, solo che andare a piedi c’è l’inconveniente che ci si mette un sacco di tempo, allora ho preso l’ipod e ci ho messo dentro della musica, ché io mi son accorto che son uno che si fa decisamente influenzare dalla musica che ascolta, specialmente dal ritmo, mentre cammino.

Dovete sapere, o probabilmente lo sapete, ma se non lo sapete ve lo dico io, così poi dopo lo sapete, che ci son delle musiche che han dei ritmi diversi e io, senza accorgermene, vario il ritmo dei miei passi a seconda del ritmo della musica, così, per andare più veloce, non c’è niente di meglio di mettersi una musica che permetta di affrettare il passo.

Mancando, ahimé, quest’anno, un album dei Daft Punk (eh, che volete farci, è da quando li ho ascoltati la prima volta a Planet Rock che io con i Daft Punk ho una fissazione), ho optato per i Justice, che hanno i ritmi giusti, 120, 130 battute al minuto che mi permetton di camminar veloce senza andar troppo veloce; ci avevo anche pensato, a un po’ di sano drum n’bass, ma poi io lo so che a 160 passi al minuto non ci arrivo e tendo ad andare a metà tempo, e capirete che 80 passi al minuto son poca cosa, eh.

Poi avevo anche pensato ad Aphex Twin, solo che lui ha dei pezzi con dei ritmi talmente ingarbugliati che poi alla fine io lo so che non riesco a coordinarmi, inciampo e cado.

Giuro, ho provato.

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Il giorno in cui il mondo del calcio entrò prepotentemente in questo blog

Wednesday 26 September 2007

Se questo commento qua è originale io mi mangio il cappello.

Ciao amici lettori sono Francesco Coco.Ricordate l’ex giocatore dell’Inter?Eccomi quì sano e salvo da quell’inferno che è il calcio.
E’ molto bello questo sito, intelligente e simpatico anche il titolo”e io che mi pensavo”bello davvero!!!Io vi saluto e ciao

Ecco.

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Un post di spiegazioni (una pippa serissima)

Wednesday 26 September 2007

Forse lo avrò già detto trenta volte, non lo so, non mi ricordo, e se non me ne ricordo io probabilmente non se ne ricorderà nessun altro, e quindi posso anche ridirlo, che quando ho aperto questo blog era un periodo abbastanza difficile, facevo un lavoro totalizzante che non mi piaceva, mi ero trasferito in un condominio di anziani e quindi di produrre rumori (il mio hobby precedente) non se ne parlava (no, ragazzi, in cuffia non va, le cuffie non mi soddisfano, io voglio vedere i woofer che ballano) e allora Polli mi ha consigliato di mettermi a scrivere. Solo che io, scrivere, non son capace; scrivere significa star dei mesi chini a far la stessa cosa senza probabilmente aver mai un prodotto finito; scrivere è una cosa che nella maggior parte dei casi non ti darà mai nessuna gratificazione, se non per l’atto di scrivere di per se stesso, e quindi, mi son detto, va bene, comincio a scrivere, però, lo faccio a modo mio, scrivo tutti i giorni dei pezzi brevi e li pubblico su internet. Mi apro un blog.

Io, lo devo dire, son sempre stato una persona incostante. Incostante vuol dire che per qualche tempo inseguivo degli interessi, magari leggevo tutto quel che c’era da leggere su una cosa, e poi basta, non m’interessavano più. Un mese, due mesi, magari facevo una cosa, perseguivo un obbiettivo (credo si dica così, gli obbiettivi si perseguono, no?), e poi, ZAN, finito.

Il fatto di impormi di scrivere tutti i giorni un qualcosa, per quanto magari insignificante e vuoto, ha fatto sì che io, dal 16 aprile del 2004, non mi sia mai più staccato dal blog, anzi, abbia continuato a giocarci con crescente passione.

Questa mi sembra una motivazione più che passabile per post come quello di ieri, e chiedo scusa a chi passa di qua se qualche volta trova post che non significano nulla (come per esempio il post di ieri): sappia solo che mi sono necessari. Davvero.

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Un post che non avendo niente da dire parla dei post in cui si parla del fatto che non si ha niente da dire

Tuesday 25 September 2007

C’è della gente in giro che dice che quando faccio i post per dire che non ho niente da scrivere esce fuori che poi questi post qua che scrivo per dire che non ho niente da scrivere son i migliori che scrivo, e allora, io, a volte, anche quando qualcosa da scrivere ce l’avrei, faccio apposta dei post in cui non dico niente, dei post in cui meno il can per l’aia, dei post in cui l’unica cosa che dico è che non ho niente da scrivere, e poi ricevo le mail della gente che mi dice Ma guarda che bel post che hai fatto oggi e io mi guardo indietro e dico Io? guardo indietro per vedere se magari quelle mail eran dirette a qualcun altro ma dietro non c’è nessuno e allora si vede che eran proprio dirette a me, e io francamente un po’ ci sto male perché quelle mail lì, quando scrivo dei post che mentre li scrivo io li sento ispiratissimi, non le ricevo mai; le ricevo soltanto quando scrivo dei post un po’ alla carlona, dei post solo per scrivere che non ho niente da scrivere. Cosa stavo dicendo? Ah già, dicevo allora che per ricevere qualche mail di complimenti io qualche volta lo faccio apposta a scrivere dei post in cui scrivo soltanto che non ho niente da scrivere, giusto così, perché poi lo so che mi arrivano le mail di complimenti e io sono contento: mi sale l’autostima se ricevo delle mail di complimenti, e allora a volte io li scrivo apposta, quei post di quel genere lì.
Beh, stavolta non era il caso. E’ che mi son un po’ scervellato a trovar qualcosa da scrivere stamattina ma non m’è venuto in mente niente.

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Plurale Uxoris

Monday 24 September 2007

Sabato, Gattostanco, commentando il post di Giavasan sui dieci comandamenti delle Blogstar, diceva, commentando il punto due:

Adottare il ‘plurale maiestatis’ significa usare il “Noi” al posto di “io” (usato in tempi antichi dai regnanti e in tempi moderni dai leader di partito). Da non confondere con il Plurale Uxoris usato dalle mogli (esempio: la moglie dice all’amica “Noi questa estate abbiamo deciso di andare in Trentino”, mentre il marito è ancora convinto di andarsi a spaparanzare in spiaggia a vedere passare qualche bella figliola).

Io son subito andato a dirlo a Polli che era di là che leggeva, ché questa cosa del Plurale Uxoris mi è sembrata abbastanza vera e abbastanza verosimile. Ci siam messi a ridere tutti e due: più io, però.

Poi siam usciti, dovevam far delle spese e io dovevo passare in libreria a vedere se era arrivata della roba che aspettavo. Ci siam fatti un giro, ma no, non c’era niente delle robe che aspettavo, così ho ancora chiesto al libraio barbuto, uscendo, se qualcosa fosse arrivato e magari me l’avesse tenuto da parte. No, non era arrivato niente, lui ha guardato nel computer e me l’ha confermato: non era arrivato niente.

Mentre eravam lì abbiam scambiato due parole col libraio barbuto, lui ci conosce bene, e a un certo punto ci chiede Che cosa fate domani e Polli gli risponde Ma guarda, noi pensavamo di andare in montagna.

Io l’ho guardata sorridendo, le ho detto, Ah, io pensavo di star in casa tutto il giorno a non fare un cazzo.

Plurale Uxoris. Ci siam messi a ridere tutti e due: più io, però.

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You shall know our velocity

Friday 21 September 2007

Questa mattina potrei scrivere delle parole velocissime che potrebbero anche andare sul gran lago salato a far le gare a spaccare i muri del suono potrebbero anche far la gara col concorde magari vincerebbero o magari no però se non vincono comunque perderebbero con onore
delle parole che a tirarle contro lo stipite spaccherebbero tutta la porta e il legno e i vetri e gli altri materiali si spaccherebbero in piccolissimi frammenti che a raccoglierli ci andrebbe la paletta e non riconosceresti neanche più di che materiali si tratta visto che i frammenti sarebbero appunto piccolissimi
delle parole che a mangiarle le digeriresti velocissimo poi dopo dovresti subito andare al gabinetto

Potrei scriverle.
Già.
Magari un’altra volta, va’.

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Una volta ero più furbo

Thursday 20 September 2007

Questa mattina, quando mi son alzato, ho visto che qualcuno è arrivato sul blog ed è andato a leggersi un post del 2005 (due anni fa, urca) che non mi ricordavo affatto di aver scritto (scritto, parola grossa), son andato a rileggerlo, e mi son accorto di quanto ero furbo una volta.

Visto che può ancora essere utile a qualcuno, sia per quelli che hanno un blog sia per quelli che non ce l’hanno, ho pensato di rimandarvi a leggerlo: Del rapporto del blogger col proprio pubblico: un decalogo.

State bene.

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E’ la bellezza, bellezza.

Wednesday 19 September 2007

Che poi io lo capisco che le case discografiche debbano difendere il loro modello di business dagli scambi di file, però io una cosa che non ho mai capito e continuo a non capire è come questi scambi di file possano essere in qualche modo illegali, io lo capisco che questa gente delle case discografiche abbia paura, e certo, qui se la cosa va avanti così come sta andando non ci sarà più verso di ricavare un centesimo dalla vendita dei dischi, epperò, a parte che non ce la potete fare, io son sempre dell’idea che lo scambio di file non solo non sia illegale, ma sia anche la cosa più naturale del mondo, proprio come quando avevi un disco bello e facevi la cassetta per il tuo amico, proprio per condividere quel che tu pensavi che fosse una cosa bella, e ti piaceva farla ascoltare a più gente possibile; ecco, adesso è la stessa identica cosa, solo che invece di fare la cassetta lasci i file disponibili sul tuo computer e chi vuole, che sian persone che conosci o persone che non conosci, chiunque può scaricarseli, e tu ti senti bene perché in qualche modo hai reso altre persone partecipi della bellezza, delle sensazioni che tu hai provato ascoltando un certo disco.

E’ la bellezza, bellezza.

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