Nel dicembre 2006, quasi un anno fa, avevo scritto un post che si chiamava [la dimostrazione del folletto](http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/12/19/la-dimostrazione-del-folletto/), un post che continua ad avere commenti ancora oggi, commenti anche aspri da parte di venditori del folletto, gente che, si vede, ha una fede incrollabile nell’azienda per cui lavora che gli ottunde ogni percezione della realtà. Se ci date un’occhiata, io non avevo scritto grosse cose, avevo solo riportato la conversazione sulla porta, quasi esattamente com’era avvenuta, e mi si accusa di avere la protezione di alti prelati, di essere un dipendente statale e cose così. Quel post là, e soprattutto i commenti, meriterebbero un’indagine antropologica. Se qualcuno vuol farci una tesi, faccia pure.

L’altro giorno, ora di pranzo, suona il campanello. Di solito, all’ora di pranzo, son quelli della Pubblicità In Buca, che suonano tutti i campanelli producendo un suono molto corto. Questo qua no, questo suono era molto lungo, un suono molto insistente, segno che non erano quelli della Pubblicità In Buca ma magari qualcun altro che veramente cercava me.
Vado subito a rispondere

Sì? dico

Mi potrebbe aprire?

Chi è?

Mi potrebbe gentilmente aprire?

No scusi, gli dico, mi spieghi perché

Dovrei salire su

Per cosa, di grazia (comincio a spazientirmi)

Dovrei parlare con la signora Polli, mi dice

Per cos’era?

Mi faccia salire! (con un tono un po’ autoritario)

Di cosa doveva parlare? gli dico, sempre con la voce tranquilla (anche se dentro non ero tranquillo per niente)

Senta sono del Folletto, se mi lascia salire parlo con la signora Polli e

(lo interrompo)

Senta, siete già passati poco tempo fa, io vi avevo già detto che un aspirapolvere ce l’abbiamo e funziona ancora abbastanza bene, comunque, grazie lo stesso.

(faccio per posare il citofono ma lo sento che continua a parlare urlando) Sento che dice

Questo è il nostro lavoro! e allora gli rispondo

Lo so che è il vostro lavoro e lo rispetto, ma per favore tenete conto del fatto che noi il vostro prodotto lo conosciamo e non ci interessa perché ne abbiamo già uno simile, per favore non passate più.

E lui conclude con una frase che mi perseguiterà nei secoli a venire:

NOI

PASSEREMO

SEMPRE!