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Archivio di November, 2007

Combopost

Friday 16 November 2007

* Alla riga 8 di pagina 119 del libro Un mucchio di cadaveri di Jean-Patrick Manchette, edito da Einaudi nel 2003 ([ibs](http://www.internetbookshop.it/code/9788806166267/manchette-jean-patrick/mucchio-cadaveri.html)) c’è scritto
*”Volevano sapere cosa ci venivo a fare a casa sua, e ho detto che ci eravamo conosciuti l’*h*anno scorso”*
quel che vorrei sapere: l’errore c’è solo nella mia copia oppure c’è su tutte? No, perché è difficilissimamente catalogabile come refuso.

* Visto che me lo chiedono in tanti, no, [La Persona Depressa](http://lapersonadepressa.tumblr.com/) non sono io, anche se un po’ me ne dispiaccio, visto che [il video](http://lapersonadepressa.tumblr.com/post/19474463) mi ha fatto davvero ridere.

* Ho sentito ieri alla radio una pubblicità che diceva che era uscita la compilation delle migliori canzoni di Ligabue. Dopo che l’ho sentita (la pubblicità, eh, non la compilation) son stato così allegro come non succedeva da quando avevo scoperto che aveva fatto un libro di poesie.

* Quando ho salvato questo post, il programma mi ha detto: *Sei davvero sicuro di voler aggiungere questo articolo?* (ecco, se i programmi per bloggare cominciano a fare un controllo di qualità, la blogosfera l’è bell’e che spacciata).

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Un paese decente.

Thursday 15 November 2007

Hanno ragione. Sì, hanno ragione.

Per rendere l’Italia un paese decente c’è una sola soluzione:

Via i rumeni.

Via i bulgari, i lettoni, i russi, serbi, croati, montenegrini, georgiani, uzbeki e cinesi, australiani, americani di tutti gli stati, africani del nord, del centro e del sud.
Via i turchi, gli arabi, gli afgani, gli iracheni, i nepalesi, gli indiani e i pachistani, i francesi, i portoghesi, i finlandesi, gli islandesi, i lussemburghesi e i tedeschi.
Via gli israeliani, i giapponesi, i groenlandesi, gli inglesi, gli spagnoli e i filippini.
Via i vaticanesi, i sanmarinesi, i montecarlesi e i lichtensteinesi.

Via tutti.

E via anche gli italiani.

Poi vedi che paese decente che vien fuori.

(Oh, anche il turismo eh, bisogna bloccarlo, che poi loro arrivano, dicono Siamo una coppia di ricchi canadesi, vogliam solo visitare Firenze Roma Venezia la costa amalfitana che son posti bellissimi, ma poi lo sappiamo che fan finta di niente fanno il ricongiungimento fan venire qua figli e nipoti e tutto il lavoro di risanamento va a farsi benedire) (che i lavori, bisogna farli bene)

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Il mondo in tasca

Wednesday 14 November 2007

A volte lo sai da te, che hai il mondo in tasca.

Poi però, quando lo tiri fuori, *è tutto spiegazzato*.

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Il sesso degli angeli

Tuesday 13 November 2007

Domenica abbiamo incontrato una coppia di amici, lei aveva il pancione, abbiamo appurato che era incinta. Allora abbiam fatto due parole, loro ci han detto che dovrebbe essere una femmina, ma non sono sicuri, perché, se ti dicono che è un maschio, si può esser quasi sicuri che abbian ragione, se invece ti dicono che non si vede niente, potrebbe avere semplicemente il pirillino nascosto da una gamba, quindi non si può esser sicuri che sia un maschio o una femmina. Poi quando li abbiam salutati gli ho chiesto se avevan già pensato a un nome, e loro han detto che finché non nasce non lo dicono; d’altronde han anche ragione loro, ché c’è una persona che conosco molto bene, che finché era dentro il pancione si chiamava Annalisa, poi quando è nata l’han chiamata Davide.

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Qualcos’altro

Monday 12 November 2007

Ci son dei giorni che succede *il fatto del giorno* e allora cosa succede, succede che tutti i blog parleranno del fatto del giorno, e che tu, che del fatto del giorno hai già sentito parlare in tutte le salse, preferiresti leggere qualcos’altro, un post sbarazzino e divertente, oppure anche un post tragico, però, che non parlasse del fatto del giorno, basta che parli di qualcos’altro.

Ma è incredibile che delle volte sia impossibile parlare di qualcos’altro e allora cosa fai, chiudi la blogosfera e buonanotte, la saluti, dici, ci vediamo domani. Che a volte ti sembra incredibile che tutti questi individui così diversi ti sembrino così tutti uguali, non lo so, questa pluralità di voci si trasforma in un’omogeneità, un’uniformità che non te la sai proprio spiegare.

In ogni caso in questi giorni ho scritto un romanzo fiume di tre pagine che parla di questo:
*La mummia di Lenin, il sindaco di Pontechianale, una funzionaria della provincia di Mosca che si chiama Irina, un corriere sboccato, una donna che farebbe di tutto per il suo uomo, l’intitolazione di una via, gli americani che vanno in giro e comprano di tutto, un capo di stato straniero che se lo sai prendere diventa del tutto diverso da come uno se lo immaginerebbe, uno strano tavolo, un monumento da costruire a Cuneo.*

L’ho scritto e l’ho mandato al [Sir Squonk](http://www.spiritum.it/squonk/) per il Post Sotto L’Albero 2007. Il sopracitato Preg.mo Sig. Squonk mi ha gentilmente concesso IN ESCLUSIVA MONDIALE di invitare i lettori del presente blog a mandare le proprie opere a tema natalizio (racconti, poesie, foto, disegni e altre quisquilie) al suo indirizzo email *blogsquonk at gmail punto com* entro, diciamo, fine mese, cosicché possano essere compilati nella [consueta](http://www.google.com/search?q=post%20sotto%20l’albero) opera collettiva di fine anno.

Voi, nel frattempo, state bene. ([Cit.](http://licenziamentodelpoeta.splinder.com/))

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Buon Natale a tutti!

Friday 9 November 2007

Una volta, un po’ prima di Natale, c’era mia zia, guardavamo la televisione da mio nonno, c’era la pubblicità di un gioco e io avevo detto Che bello che sarebbe riceverlo per Natale. E mia zia mi aveva detto Ma no, il tuo regalo è molto più grosso. Allora io avevo pensato, fantasticato, ed ero giunto alla conclusione che il mio regalo fosse Commander, il capo dei Transformers, il regalo più grosso che c’era.
Poi invece era un attaccapanni di peluche.

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Bullismo domestico

Thursday 8 November 2007

Polli, l’altro giorno, di mattina presto, è andata a fare gli esami del sangue, e quando son tornato a casa per pranzo lei era lì che si guardava ancora il cerotto con il cotone che aveva sul braccio. Potrò già toglierlo, mi diceva, e io rispondevo Eh beh direi di sì, saran passate almeno quattro ore. Quindi lei si era messa lì a provare a toglierlo, un millimetro per volta, e faceva le smorfie di dolore, e allora io le ho detto Spetta spetta che ti filmo e ti metto su youtube.

Bon, finito.

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Tradizioni immemorabili

Wednesday 7 November 2007

Oggi pomeriggio, visto che siamo in ferie tutti e due, abbiamo deciso di visitare uno di quei paesini caratteristici che stanno intorno a Cuneo, paesini che conosciamo passandoci abbastanza spesso, ma che non abbiamo mai avuto opportunità di visitare.

Navigando sul sito turistico del comune di Entracque (CN) ho trovato una frase che mi ha particolarmente colpito:

>Di Entracque non è facile precisare le origini: documenti esistenti presso la Parrocchia e presso il Comune parlano di origini ultracentenarie e di tradizioni immemorabili.

Da questa frase si evince facilmente che il comune di Entracque esiste da prima del 1907 (origini ultracentenarie) e che le sue tradizioni non se le ricorda nessuno (tradizioni immemorabili).

Allora, ho pensato, se uno legge il sito turistico del comune di Entracque, non si capisce bene perché uno dovrebbe andare a Entracque.

Quindi abbiamo deciso che andiamo a Demonte

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Dovevo segnarmelo

Tuesday 6 November 2007

Devo ricordarmi di non confondere mai più le parole logorrea e gonorrea.

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La vita è dura

Monday 5 November 2007

Mi è capitato di vedere uno scrittore esordiente farsi intervistare per l’uscita del suo primo romanzo e una cosa che mi ha colpito della sua intervista è che lui ha detto che il romanzo che aveva appena pubblicato gli era costato quattordici anni della sua vita.

Subito ho pensato che l’intervistato doveva essere molto lento nello scrivere, ché duecento pagine, facciamo duecentocinquanta, son lunghe da scrivere, ma quattordici anni mi son comunque sembrati tanti; poi ho fatto due conti e mi è venuto in mente che doveva aver cominciato a scriverlo a dodici tredici anni.

Poi aveva detto che lui, quando aveva cominciato seriamente a leggere (credo intendesse autonomamente, senza costrizione alcuna da parte di scuola o genitori), aveva subito pensato che doveva anche lui scrivere un romanzo, e dal momento in cui aveva avuto questo pensiero a quando poi finalmente aveva pubblicato il suo romanzo, eran passati quattordici anni.

Oh, io giuro che quando son nato, il primo pensiero che ho avuto è stato quello di scrivere un post come questo.

Per scrivere questo post qua, mi ci son voluti 33 anni.

La vita è dura.

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