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Archivio di February, 2008

Parla con me

Friday 29 February 2008

No, niente, ti dicevo no, che l’altro giorno, ero lì in macchina, e alla radio c’era una scrittrice, una della quale non ho sentito il nome perché quando ho acceso stavano già parlando, e quando poi son sceso dalla macchina stavano ancora parlando, beh, cosa ti stavo dicendo, ah, che c’era questa scrittrice che diceva che lei ogni tanto, ma adesso a pensarci è probabile che non parlasse di se stessa ma della protagonista del suo romanzo, ma tanto si sa che tante volte i protagonisti dei romanzi somigliano molto agli scrittori che li hanno immaginati, proprio come un cane assomiglia al suo padrone, beh, in ogni caso, ti dicevo, questa scrittrice diceva che ogni tanto a lei capita di ritrovarsi, lei o la sua protagonista, sinceramente, lo ribadisco, non ho capito, dicevo, a lei capita di ritrovarsi a parlare con gli oggetti, e in particolare citava un momento in cui si ricordava di essersi messa a parlare con un roboraptor, un giocattolo mezzo dinosauro mezzo robot, probabilmente di uno dei figli.
Sai, non mi è affatto suonato strano, che questa signora si mettesse a parlare con un giocattolo, mi è sembrata una cosa normale, d’altronde, anche io e te, caro Moulinex, facciam dei bei discorsi.

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Ja tvoi sluga, ja tvoi Rabotnik

Thursday 28 February 2008

Mi è successo, un paio d’anni fa, o forse è solo l’anno scorso, non saprei qua il tempo passa e non te ne accorgi, oppure pensi che sia passato e invece era ieri, dicevo, mi è successo di vincere, no, non coi punti del supermercato, era un’altra cosa, non c’entra, state tranquilli, non ho dovuto comprare niente per vincerlo, comunque, dicevo, mi è successo di vincere un robot da cucina della Moulinex, di quelli semplici che tagliano sminuzzano frullano impastano, molto bello, l’unica cosa che non fa è cuocere, mi dispiace un po’ che non cuocia, perché ho un amico che ha il Bimby che invece cuoce e ci fa delle cose fantastiche e allora il fatto che il mio non cuocia mi fa sentire un po’ in inferiorità, anche se poi a pensarci la differenza di costo tra il mio e il suo si aggirerà intorno ai mille euro, anche se l’avessi pagato dico, e allora la differenza di prezzo fa un po’ scomparire tutta l’inferiorità, che con mille euro potrei comprarmene quindici o venti di questi robot qua come quello che ho, solo che poi mi vien spontaneo di chiedermi cosa me ne farei di venti robot da cucina uguali, mi sembra anche un po’ uno spreco, venti robot da cucina in una casa, e allora, m’è venuta un’idea, mi tengo i miei mille euro in tasca e faccio finta d’esser ricco.

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Chi l’avrebbe mai detto

Wednesday 27 February 2008

Oggi Phonkmeister compie un anno. Chi l’avrebbe mai detto?

Ché un anno di un uomo, per un cane, son sette anni, e per un cane immaginario, son EONI.

(Certo, se non lo leggeva nessuno mica durava così tanto. Quindi la colpa è anche vostra eh. Dividiamocela equamente.)

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Il barcamp del giovane Hurley

Sunday 24 February 2008

sabato con mio papà sono andato a quel coso che si chiama barcamp e ci sono tante persone che sono strane ma divertenti.

il viaggio è stato palloso ma ho dormito, per fortuna mio papà teneva d’occhio i bagagli.

siamo arrivati e ci siamo persi anche se un signore bravo ci aveva fatto una mappa che come dice mio papà era coi controcazzi. io contro i cazzi non ho niente ma lui dice così e siccome è mio papà dice bene e io ci credo.

abbiamo trovato il posto e all’inizio mio papà mi seguiva sempre ed ero anche un po’ a disagio ma io non gliel’ho detto perché gli voglio tantissimo bene.

poi secondo me mio papà si è spaventato dei tipi buffi che c’erano ed è scappato via. ha detto che voleva vedere il museo egizio. mah. secondo me aveva paura dei tipi buffi.

io intanto ho mangiato a scrocco e ho conosciuto i tipi più stranissimi di tutti erano uno che c’ha un cane invisibile, un tipo con un orecchio pieno di cose gialle appese, una tipa con il fidanzato che la prendeva sempre in giro, una con un nome tutto punti e.l.e.n.a., uno che si chiamava hardcorejudas ma secondo me è un agente fbi in segreto, un tizio che regalava libri che poi scoppiavano, poi tanti altri che non ricordo il nome e mi dispiace perché avevano anche dei bei nomi.

poi sono stato tanto tempo a cercare il cane del signore di prima, ho anche scosso una scatola di biscottini invisibili ma non è arrivato. ci sono rimasto male. non vorrei che siccome è invisibile qualcuno l’abbia pestato, mi dispiacerebbe proprio.

alla fine mio papà è andato via con una signora a mangiare un gelato, ora lo dico a mamma, quando è tornato siamo dovuti andare via perché siccome stiamo lontani da quel posto il treno c’era prestissimissimo.

una cosa volevo dire: scusate persone che parlavate su quei palchetti ma io proprio non ho avuto di sentirvi che dovevo divertirmi con i bravi signori che giravano lì.

(questo l’ha scritto Hurley, imitando il se stesso di qualche anno fa)
(se a qualcuno interessa, qui ci sono le foto che ho fatto al barcamp)
(e grazie a chi ci ha lavorato per metterlo insieme, chi ha fatto tanti chilometri per arrivare, grazie a tutti)

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Sono forse io il custode di mio fratello?

Thursday 21 February 2008

Quand’eravam giovani, a scuola, facevamo un gioco molto intelligente che consisteva nel toccare la spalla di qualcuno che era girato dall’altra parte, e quando questo si girava, noi stavam lì tutti a roteare un dito verso l’alto, e quello lì doveva dire chi era stato, a toccarlo sulla spalla.

A volte poi c’era anche un’evoluzione del gioco, una specie di Second Edition, in cui quelli che poi dovevan stare lì a roteare il dito verso l’alto facevan finta di niente, tranne uno, che stava lì come un baciciu, da solo a roteare il dito.

M’è venuto in mente, anche se non so se l’ho spiegato bene bene, perché stamattina leggevo un libro, e a un certo punto dentro questo libro c’era scritto “il delitto poco perfetto di Caino”, e niente, m’è venuto in mente che anche lui, Caino, magari s’era messo d’accordo con qualcuno, e poi era rimasto lì a girare il dito tutto da solo.

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Too many internets

Tuesday 19 February 2008

Son diversi giorni che ho difficoltà a postare, mi sa che si era capito. Credo sia ora di darci una mossa e cambiare una volta per tutte (o almeno per i prossimi due-tre minuti) la politica editoriale di questo blog (che figo, politica editoriale). E’ chiaro, a questo punto, che il ritornello del postare tutti i giorni, whatever happens, non funziona più, e quindi, a malincuore, ci si adegua. Sì, perché non sempre c’è qualcosa da dire, qualcosa che non possa comunque essere messo sul phonkmeister, non ci sono sempre delle storielle da raccontare. E questo, detto da uno che diceva che la quantità di cose che ci sono da raccontare dipende soltanto dal modo in cui si guardano le cose, dice molto dello sguardo che ho in questo momento.
Anche se, e lo dico per giustificarmi, negli ultimi tempi ho riscoperto il piacere di scrivere sulla carta, con la penna stilo, e credo che questa riscoperta sia imputabile anche un po’ a una sorta di pena che devo scontare, una sorta di contrappasso per i troppi internets che consumo.

Detto questo, io e il mio cane, sabato,  andiamo al TorinoBarCamp, e spero che ci sii anche te.

(però, le macchie di inchiostro sulle dita, che two balls)

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Surprise! You’re dead!

Monday 18 February 2008

Succede che dicono che è finita la guerra dei formati. Cioè, per anni hanno dibattuto su quale poteva essere il successore del DVD, e adesso hanno deciso che sarà il formato chiamato Blu-Ray, e non quell’altro che era in gara, chiamato HD-DVD. E’ bello che le industrie si perdano in queste inezie, che vuol dire che non hanno capito una cippa di quel che sta succedendo.

Quando esce un film negli stati uniti, io, per vederlo a casa mia, ho due alternative:

1- aspettare che esca nelle sale italiane, e ci vogliono di solito almeno tre mesi, e poi aspettare che esca in DVD (o in chissà quale altro formato), e ci vorranno di solito almeno altri sei mesi: in tutto fa nove mesi.

2- scaricarlo subito (di frodo) da qualche utente americano.

Come si nota, l’alternativa 1 è poco praticabile. Nove mesi sono un’era geologica. O l’industria trova un modo per colmare il divario tecnologico che la separa dagli utenti, oppure farà la fine delle case discografiche (che non hanno ancora fatto nessuna fine, però se non si spicciano, la fine arriverà di sicuro).

Per finire, due articoli correlati, quello di Antonio Dini, e quello di Alessandro Longo (ma ne avevamo già parlato, no?).

Semplicemente, in molti casi, alla cosiddetta “pirateria” non c’è alternativa. Non parliamo poi delle serie televisive, perché lì la supremazia dei canali non ortodossi è to-ta-le.

Bon, come pezzo mi sembra completo.

P.S. come fa notare FreeThoughts, la situazione dei cartoni animati giapponesi è ancora peggiore.

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Friday 15 February 2008

M'illumino di meno

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1001

Thursday 14 February 2008

Mi è saltato agli occhi che l’ultima cazzata che ho scritto è stata contrassegnata con il numero 1000.

Mi sembra giusto, compiere il millepostiversario con una cazzata.

Mi sembra anche un ottimo auspicio per il futuro.

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Oh, nostalgia.

Thursday 14 February 2008

Due anni fa, il giorno di San Valentino, era una bella giornata di sole. Ero in ferie e ho passato il pomeriggio sdraiato sul balcone a leggere il Codice Da Vinci.

Me lo ricordo come fosse adesso.

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