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Archivio di March, 2008

Jet-lag

Monday 31 March 2008

Ieri mattina c’era l’ora legale, allora mi son svegliato e ho visto che alcuni orologi eran già aggiornati, e alcuni no. Saran state le otto, che all’ora solare sarebbero state le sette, mi son alzato, mi son fatto colazione. Poi son andato in bagno, quando son uscito saran state le nove, che all’ora solare saran state le undici, e visto che Polli dormiva ancora mi son detto Vado a comprare il giornale. Ho fatto due passi, poi ho visto che era quasi mezzogiorno, che all’ora solare facevan più o meno le diciotto, allora son tornato in casa, e ho visto che Polli dormiva ancora. L’ho svegliata all’una e zerocinque, che all’ora solare sarebbero state circa le settantadue, le ho preparato colazione e lei m’ha detto che tutto ‘sto sconquassamento di ore le aveva fatto venire un po’ di jet-lag.

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Fulminante!

Friday 28 March 2008

Quelli che hanno i blog hanno tutti dei complessissimi sistemi di statistiche per vedere quanti visitatori arrivano sul blog, da dove arrivano e cosa fanno, e, irrimediabilmente, molto spesso si fermano a guardare che cosa cercavano quelli che sono arrivati sul blog attraverso i motori di ricerca: tra le chiavi usate ci sono delle frasi bellissime che non compaiono affatto sul blog, non ci sono proprio, e probabilmente non ci sono neanche altrove su internet, e il motore di ricerca, poverino, non ha potuto far altro che indirizzare questi utenti, questi veri e propri minatori dell’informazione, sul tuo blog, che contiene le parole ricercate ma non l’intera frase che stava cercando il minatore.

Poniamo il caso che uno scrittore (ma potrebbe essere persino qualcos’altro, si lavori pure di fantasia a piacimento: un giornalista, un altro blogger, un filosofo, eccetera) stia cercando una frase adatta per il titolo del suo nuovo libro, e a un certo punto ha l’intuizione giusta, una frase breve, bellissima e fulminante. E’ una frase troppo bella per essere originale, e allora lo scrittore va su internet, va su un motore di ricerca e inserisce la sua frase.

Google gli restituisce alcuni risultati, lo scrittore visita i primi due o tre siti, tra cui un paio di blog, e con gioia vede che quei siti contengono sì buona parte delle parole che compongono la sua fantastica frase, ma nessuno su internet l’ha ancora usata, e quindi adesso lo scrittore è convinto, egli sa, che la sua frase è originale. Lo scrittore è contentissimo, telefona alla casa editrice, che gli aveva detto che il libro era un bel libro ma il titolo era un po’ deboluccio, e comunica l’intuizione: anche la casa editrice è contenta, perché il titolo questa volta funziona: è davvero fulminante e originale, e permetterà al libro di avere la visibilità che merita.

Nel frattempo, il possessore di uno dei blog che lo scrittore aveva visitato vede quella frase nelle chiavi di ricerca e pensa, Diavolo, questa frase è bellissima, è fulminante, devo usarla per qualcosa, e allora si lambicca un po’ e poi scrive uno dei post più belli che abbia mai scritto, usando quella frase come titolo. Il post è bello, il titolo è bello, e provoca discussioni negli altri blog.

Dopo qualche mese esce il libro dello scrittore, e, anche grazie a quel titolo azzeccato, vende veramente tanto e ne parlano tutti.

Peccato che il titolo l’abbia rubato da un blog, senza citarlo, e senza neanche chiedere.

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Robe che ho scritto un giorno mentre ero dal meccanico

Thursday 27 March 2008

E’ bello quando ti senti utile.
Ero lì che lavoravo, a un certo punto il capo mi fa, Va’ un po’ a farmi cambiare l’olio alla macchina.

A me un po’ mi dispiaceva, ché avevo delle robe da fare, ma poi ci son andato, chi ero io per questionare, solo che non mi ero portato niente da leggere, per fortuna avevo da scrivere.

Quel giorno lì, c’era un sole bellissimo, era un po’ che non c’era un sole così, ed era bello starsene seduti fuori dell’officina del meccanico, seduti, a scrivere.

E’ passato uno, con una macchina, faceva un rumore, io ho pensato Guarda questo, guarda qua che vien dal meccanico, con tutto il rumore che fa, e infatti ha rallentato, ma poi è ripartito, e mi son accorto che il rumore non era altro che quella che viene comunemente chiamata “musica da discoteca”.

Che poi sto scrivendo al passato, ma in realtà lo faccio solo per darmi un tono, perché è adesso, in questo momento, che son seduto fuori dal meccanico, a scrivere.

(Adesso invece no, son al computer che, in assenza di idee migliori, sto ribattendo e correggendo quel che avevo scritto sul taccuino quel giorno là, davanti all’officina del meccanico)

Mi è venuto in mente, che fino a poco tempo fa, se mi fosse venuto in mente di scrivere su un taccuino avrei pensato che ero matto. La gente lo pensa ancora: paradossalmente è più socialmente accettabile uno che scrive ossessivamente su un cellulare che non su un taccuino. E però fino a poco tempo fa se mi fosse venuto in mente di scrivere un post mentre ero dal meccanico, mi sarei fatto un appunto mentale che magari poi mi sarei ricordato, o magari no; invece adesso, in barba all’accettabilità sociale, posso anche scrivere i post dal meccanico.

Ben venga, il progresso.

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Giovani scrittori esordienti

Tuesday 25 March 2008

Venerdì ho mandato Polli in libreria a comprarmi un libro di un giovane scrittore esordiente a caso con l’intenzione di leggerlo in questo lungo week-end, ma non ce l’ho fatta.
Leggo sempre in giro che i giovani scrittori esordienti italiani non valgono una cippa, per cui mi sono impegnato, mi son detto, ne leggo uno, così poi faccio la recensione e vediamo se vale o non vale. Ma non l’ho finito, non tanto per colpa del libro, ma perché ho fatto anche un po’ di vita sociale, altrimenti sarei stato attaccato al libro per tutto il tempo.

Son quasi settecento pagine, comunque, quindi direi che son quasi scusato.

In questo libro qua, succedono pacchi di cose, ci son un sacco di personaggi dai nomi astrusi che però è difficile confondere tra loro. E’ ambientato a Pietroburgo (Leningrado, San Pietroburgo, fate un po’ voi, io non ci sto dietro al cambiar dei nomi) e quindi si può dire che i suoi padri nobili siano Pietroburgo di Belyj e Pancetta di Nori.

Tarda un po’ ad ingranare ma quando ingrana ci son delle parti che se io avessi avuto qua l’autore, indipendentemente dal suo sesso, l’avrei baciato. Davvero. Fino al punto a cui sono arrivato, pagina quattrocento e qualcosa, stranamente non ci sono cose che mi farebbero tirar via il libro dalla finestra, e vi assicuro che mi capita di rado.

Il giudizio è quindi ottimo, a parte due cose che non fan parte del testo, ma del cosiddetto paratesto, che quindi si possono imputare forse più alla casa editrice che non allo scrittore:
– il titolo ti fa capire tutta la trama, porca miseria, e non si fa, porca miseria, non si fa;
– l’autore si firma con uno pseudonimo che è lunghissimo e astruso come i nomi dei suoi personaggi, e quindi è difficilissimo da ricordare.

A parte queste due sviste di marketing, il libro è bello, bello bello, molto più bello di quanto avrei potuto immaginare.

Si chiama Delitto e castigo e lo ha scritto un tizio che si firma Fëdor Dostoevskij.

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Dell’ottimismo

Friday 21 March 2008

L’ottimismo, per quel che ne so, è una gran qualità. L’ottimismo ti permette di vedere il lato positivo delle cose anche quando questo lato positivo non è immediatamente apparente, e ti permette quindi di andare avanti nonostante le avversità, ma con il lato negativo (il pessimista, diversamente dall’ottimista, vede un lato negativo anche nell’ottimismo) di non riflettere la realtà. Perché, anche se siamo ottimisti, non dobbiamo impedire al nostro ottimismo di vedere la realtà quale essa è, e non possiamo lasciare che l’ottimismo ci ottenebri la mente e ci faccia perdere il contatto con il mondo. A questo proposito, ho elaborato una tecnica speciale che vado ora a condividere. Ho preso uno degli inni all’ottimismo più popolari, uno degli inni più cantati dagli ottimisti, Viva la gente, e ho apportato un semplice cambiamento per adattarlo alla realtà. Spero si diffonda come e più dell’originale.

Ho visto stamattina mentre andavo a lavorar
il lattaio, il postino e la guardia comunal.
Per la prima volta vedo merda intorno a me.
Ieri non ci badavo non so proprio perché.

Viva la merda la trovi ovunque vai
viva la merda simpatica più che mai!
Se più merda guardasse alla merda con favor
avremo meno merda difficile
e più merda di cuor
avremo meno merda difficile
e più merda di cuor.

Dal nord e dal sud li vedevo arrivar
come grandi fiumi che discendon verso il mar.
Quasi una gran festa fatta apposta per un re.
Vale più delle cose la merda intorno a me.

(il testo dell’originale si trova qui)

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Convivio 2.0

Thursday 20 March 2008

Ci son degli amici che recentemente si son fatti mettere internet a banda larga e allora m’han chiesto un po’ di consigli su cosa si poteva fare con la banda larga, e io, come prima cosa, gli ho detto di installare Skype, ché, gli ho detto, con Skype si può parlare a distanza attraverso il computer, ci si può anche vedere, il tutto senza pagare.

A loro quest’idea è piaciuta subito, allora si son iscritti e ogni tanto ci sentiamo e ci vediamo.

La cosa più bella è che delle volte ci sentiamo la sera, mentre sia noi che loro stiamo mangiando, allora entrambi mettiamo il computer sul tavolo, a una estremità, ed è proprio come averli a cena, ci vediamo, parliamo proprio come se fossimo uno a casa dell’altro, senza la fatica del doversi muovere, senza la fatica del dovergli preparare da mangiare, senza la fatica di dover poi rassettare il doppio delle robe.

Niente, mi è sembrato un avanzamento tecnologico mica da poco.

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Che tempo farà il giorno di Pasqua

Wednesday 19 March 2008

Il giorno di pasqua ci sarà un sole bellissimo e un cielo azzurrissimo.

(questo post l’ho scritto perché ieri è venuta mia zia per invitarmi a pranzo il giorno di Pasqua dicendomi di non andare in giro a Pasqua perché il tempo sarà brutto, e io le ho detto che invece il giorno di Pasqua ci sarà un sole bellissimo e un cielo azzurrissimo e lei invece mi ha detto che No, farà brutto, e che non mi conviene andare in giro e che se non ci credevo potevo andare a guardare su internet dove, diceva lei, c’era scritto che a Pasqua sarà bruttissimo, e allora io adesso ho scritto questo post dove c’è scritto che il giorno di Pasqua ci sarà un sole bellissimo e un cielo azzurrissimo e tra dieci minuti andrò su google e cercherò “Che tempo farà il giorno di Pasqua” e troverò questo post che dice che il giorno di Pasqua ci sarà un sole bellissimo e un cielo azzurrissimo e allora le telefonerò per dirglielo, che ho fatto come diceva lei, ho guardato su internet, e ho trovato che il giorno di Pasqua ci sarà un sole bellissimo e un cielo azzurrissimo) (che internet è fatta così, ci può scrivere chiunque, e ci può scrivere qualsiasi cosa, e non bisogna mica dargli per forza credito) (oh, comunque, il giorno di Pasqua ci sarà un sole bellissimo e un cielo azzurrissimo)

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In un mondo normale

Tuesday 18 March 2008

L’altro giorno mi è capitato di andare a una conferenza con mio padre, e quei che parlavan alla conferenza eran tutti della gente che faceva dei lavori come Amministratore Delegato, oppure Responsabile di Area, oppure IT Manager, oppure Qualcosa Consultant, era tutta gente che faceva quei lavori lì che a me m’è sembrato che non son mica lavori normali di gente che vive in un mondo normale, son lavori inventati in un mondo collassato e prossimo alla sua fine, lavori inventati per della gente che altrimenti non sapresti mica cosa fargli fare.

Allora io mi son messo a guardare le facce di questi personaggi e mi son immaginato, guardando le facce, che lavori avrebbero fatto, quella gente lì, se questo fosse un mondo normale.

E allora li guardavo, pensavo ecco qua il camionista, ecco qua il poliziotto, il calzolaio, ecco il dottore, il becchino, ecco il prete (c’era anche il prete, giuro era uguale sputato, anche come parlava, ho proprio pensato, guarda te, poverino, in un mondo normale avrebbe potuto seguire la sua vocazione e invece si ritrova in questo mondo qua a fare il consulente).

Poi in un momento di pausa ho raccontato a mio padre questa cosa che avevo pensato, e lui m’ha dato ragione, gli facevo vedere quelli a cui avevo già attribuito le loro professioni naturali anziché quelle artificiali che gli sono state attribuite in questo mondo finto, e lui diceva Sì Sì hai ragione e poi a un certo punto mi ha indicato uno che non era tra i relatori e mi ha detto E quello lì, secondo te, in un mondo normale, cosa farebbe?

Io, così, senza poterlo osservare a lungo (è disdicevole, osservare a lungo uno che non conosci, invece i relatori sì, quelli li puoi osservare quanto vuoi, e più li osservi, più loro son contenti, che pensano che stai attento e trovi interessante quel che stan dicendo), così, a bruciapelo, non sapendo bene cosa rispondere ho buttato lì un Mah, magari il salumiere, e mio padre, facendo di no con la testa, mi ha detto Figurati, lui sarebbe un giocatore di poker.

Io ci son rimasto di sasso, perché, a guardarlo, aveva proprio ragione mio padre, era un giocatore di poker uguale sputato.

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Pensieri sputendi

Monday 17 March 2008

Dicono che passando i lampioni dell’illuminazione pubblica a delle nuove luci a LED, gli USA risparmierebbero circa 115 miliardi di dollari, che a un rapido conto, al cambio attuale, farà al massimo due o tre euro.

***

C’era uno in televisione che faceva un bel discorso sulle energie rinnovabili, un discorso che stavo condividendo fino in fondo, quando poi, proprio nel finale ha detto una parola per un’altra, io gli avrei spento la televisione addosso.

***

Delle volte, dopo che mi son preparato il caffè, non mi ricordo più se ho già messo lo zucchero oppure no.
Ma io son furbo, ho sviluppato una tecnica speciale: lo assaggio, così capisco subito.

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Enlarge Your Spirit

Friday 14 March 2008

L’altro giorno ho ricevuto una email che diceva ENLARGE YOUR SPIRIT, ho pensato che fosse una email di spam e allora con la pressione di un tasto l’ho spedita nell’apposito limbo. Però poi ormai la frase Allarga il tuo spirito mi era rimasta in testa e dopo che mi son fatto la doccia mi son messo davanti allo specchio e mi son guardato da tutte le angolazioni per vedere se davvero avevo bisogno di allargare il mio spirito: guardandomi bene bene avevo desunto che Sì, forse ne avrei avuto bisogno, di allargare il mio spirito.

Poi son ritornato al computer e ho ripescato quella email dalla casella della posta indesiderata e ci ho dato un’occhiata, ho visto che si trattava di pillole, allora mi son fatto un appunto mentale, ho pensato che andare a chiedere in farmacia sarebbe stata una buona idea, di sicuro meglio che comprare attraverso quelle email lì, ché anche se nel caso specifico la email che avevo ricevuto aveva scatenato in me un bisogno preciso, non mi sembra che ci sia molto da fidarsi di quelle email lì, che poi ti chiedono il numero della carta di credito e poi chissà cosa se ne fanno.

Quando son uscito son passato in farmacia, gli ho chiesto se avevano le pillole per allargare lo spirito, e la signorina, carina e molto gentile tra l’altro, mi ha detto che Sì, le avevano, ma che per comprarle ci voleva la prescrizione del prete.

Visto che tanto dovevo andare poco lontano, son passato alla Chiesa di San Giuseppe Protettore degli Affranti per vedere se c’era il prete per farmi prescrivere le pillole. Quando son entrato ho visto che il prete era proprio lì in chiesa che stava parlando con una signora anziana, e allora ho aspettato che finisse e poi mi son avvicinato, gli ho detto di cosa avevo bisogno, lui mi ha detto che mi avrebbe dovuto confessare per darmi la ricetta: per me non c’era problema, mi son fatto confessare, gli ho detto che la mia più grossa debolezza era che scrivo un sacco di puttanate e già che c’ero gli ho detto che il papa corrente mi suscitava un po’ di pensieri non cristianamente accettabili, e lui m’ha detto che i disegni di Dio sono imperscrutabili.

Allora poi mi ha fatto recitare tre Paternoster e un Cuiprodest e m’ha dato la prescrizione, poi sono andato in farmacia e le ho comprate, le pillole.

Stasera le prendo e poi vi faccio sapere com’è andata.

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