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Archivio di June, 2008

Respiro facce da senso critico

Monday 30 June 2008

Ho ricevuto un commento a quel post immarcescibile (olà, sta marcendo, non so perché, è bastato dirlo) del folletto, un commento che dice

ORA VOGLIO CHE QUALCHE MERDINA CON LA CRITICA SEMPRE PRONTA MI RISPONDA .

QUANTI DI VOI HANNO VOTATO BERLUSCONI ? DIRETE VOI << E CHE C’ENTRA ORA ?

SILVIO BERLUSCONI VENDEVA SPAZZOLINE ELETTRICHE PORTA A PORTA !

SIAMO GOVERNATI DA UN VENDITORE PORTA A PORTA(LO è ANCORA VISTO IL SUO METODO DI PROPAGANDA) , QUINDI VEDETE DI NON ROMPERE TANTO I COGLIONI AI VENDITORI DELLA TUPPERWARE O DELLA FOLLETTO.

Ecco, a me è sembrato un poco controproducente, che uno, magari, potrebbe pensare che, magari, potrebbe esser sensato, uccidere i rappresentanti di cui sopra prima che diventino presidenti del consiglio.

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Tecnologie essenziali

Thursday 26 June 2008

Questa settimana stanno succedendo più cose di quante io possa affrontare. S’impone, quindi, da sé, mi verrebbe da dire, il trascurare un po’ questo blog, perché, anche se non sembra, magari, visto da fuori, non sembra che io le pensi, le cose che scrivo, e invece le penso, magari per diversi giorni, ma i giorni in cui hai cose a cui pensare, cose che occupano tutto il tempo in cui sei sveglio, e che a volte occupano anche il tempo in cui dovresti dormire, il tempo per pensare alle cose che vorrei scrivere qui è necessariamente limitato, se non inesistente, e me ne dispiaccio.

Poi, all’improvviso, stamattina, mi son svegliato, m’è venuto in mente che io, nella mia vita, non ho mai mandato un MMS.

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Neocon

Tuesday 24 June 2008

Avete presente i dentifrici verdi, blu, o a strisce bianche e blu, o rosse bianche e blu?

Be’, secondo me, quelle cose lì, son contro natura.

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Avvenimenti inspiegabili, che essendo appunto inspiegabili non possono essere spiegati se non con un ricorso al paranormale

Monday 23 June 2008

Son delle mattine, che mi sveglio, e ho caldo.

Non so come succede, per esempio fino a martedì della settimana scorsa, che faceva freddo, io mi svegliavo, non avevo mica caldo.

Invece poi da mercoledì, che fa caldo, io mi sveglio che ho caldo.

Non so come succede, ho paura di esser diventato temperaturopatico.

***

Ieri sera cercavo un libro, Le città invisibili, di Italo Calvino, nella libreria, non lo trovavo.

Eppure ce l’ho, mi son detto, Le città invisibili, sta a vedere che l’ho prestato a qualcuno; Eppure no, mi son detto, non l’ho mica prestato a nessuno, ci deve essere, mi ricordavo anche il punto esatto in cui l’avevo messo, tra Mondo scritto e mondo non scritto e Il manuale di Silvan.

E invece è sparito. 

Mi son detto, Sta a vedere che Le città invisibili mi è diventato invisibile.

Magari è colpa di Silvan.

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Sul trovare le cose che cerchi e trovarle diverse da come te le aspettavi

Friday 20 June 2008

C’era una citazione di Schopenhauer che cercavo perché la volevo mettere qua, solo che non mi ricordavo niente, l’unica cosa che mi ricordavo era che era su un vecchio numero dei Fantastici Quattro, solo che i vecchi numeri dei Fantastici Quattro ce li ho tutti dove mio nonno aveva il negozio di tabaccaio, e mi sembra una cosa, andar fin là per cercare una citazione da mettere sul blog, che poi non era neanche così essenziale, come citazione, visto che non mi ricordo mica bene come faceva.

Che poi adesso mentre scrivevo mi è venuto in mente di cercarla in inglese, mi son detto In inglese c’è di sicuro, e l’ho cercata, l’ho trovata su un sito di citazioni, però a guardarla non me la ricordavo mica tanto bene, d’altronde era pubblicata su un numero dei Fantastici Quattro dell’ottantasei, son passati ventidue anni, direi che son scusato: me la ricordavo talmente male che mi ricordavo che in quel momento lì che l’avevo letta, m’era piaciuta, ma a rileggerla adesso non mi è mica piaciuta più tanto, non so se sia perché sono cambiato nel frattempo o per il momento mio storico personale che sto vivendo, però io adesso quella citazione lì non la metto e neanche ne voglio parlare.

Ne ho parlato soltanto perché volevo scriverci un pezzo, su quella citazione che come me la ricordavo aveva un senso per tutto un discorso, e invece niente, è diversa, e tutto quel discorso lì che volevo fare è andato tutto a catafascio.

Comunque anche questa cosa che ho scritto in questo post un paio di cose me le ha fatte venire in mente:

  1. Che volte trovare le cose è peggio che non trovarle;
  2. Che i Fantastici Quattro eran fighi.

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Il calcio spiegato al mio cane, anche se io di calcio capisco poco, ma il mio cane ancora meno. Che poi tra l’altro non ce l’ho neanche, un cane.

Thursday 19 June 2008

Io, se c’era da comprar la Coca Cola o la Pepsi Cola, io sceglievo la Pepsi Cola, e se c’era da sceglier tra la Pepsi Cola e la Ben Cola, io sceglievo la Ben Cola. E non è una questione di gusto, perché io di gusti non me ne intendo, è proprio per una questione di prender la parte di qualcuno che lo sai che è minoritario: proprio il fatto che è minoritario te lo rende più simpatico, e allora lo appoggi, e se del gusto non te ne frega niente, è normale, per me, tener le parti di quello che perde.

Anche il calcio, io non capisco niente di calcio. Io non capisco neanche perché uno dovrebbe agitarsi per il calcio, tener le parti di una squadra invece di un’altra, e tutti quei lì, i cosiddetti tifosi, che tengon esagitatamente per una squadra invece che per un’altra, io non li capisco tanto bene, a meno che non giochino loro stessi per quella squadra lì, o avessero dei parenti che ci giocano. Io, se avessi un cognato, e se questo cognato giocasse per la squadra del Lazio (mi dicon che si dice La Lazio, ma questa è un’altra cosa che non ho mai capito), be’, se questo cognato giocasse per il Lazio, io sarei contento se lui facesse gol e vincesse le partite, e poi, quando mi viene a trovare gli direi, Bravo cognato che hai fatto gol sei il capocannoniere.

Solo che non ce l’ho, un cognato.

E allora io il tifo, che è una malattia che, come dice wikipedia, a seconda del tipo di microorganismo da cui è provocata, si distingue in: Tifo addominale, provocato dalla Salmonella typhi (tifo addominale o febbre tifoide); Tifo endemico, provocato dalla Rickettsia mooseri (tifo endemico o murino); Tifo esantematico, malattia provocata dalla Rickettsia prowazekii (tifo epidemico o esantematico o petecchiale), non lo so, il tifo, io, non pratico, non son avvezzo, e dopo che ho letto quelle cose lì che ho ricopiato, non so neanche se ci tengo particolarmente.

E allora se giocan per esempio l’Italia contro la Romania, io son uno che istintivamente si ritrova a parteggiar per la Romania, perché mi sembra che abbia delle possibiltà in meno di vincere, perché mi sembra che poi oltretutto la Romania, a livello politico-mediatico, come si dice, ultimamente l’Italia non l’abbia trattata tanto bene, e allora mi vien proprio dal sangue, di parteggiar per la Romania.

Poi se c’è la Romania che gioca contro l’Olanda, allora lì sospendo il giudizio, perché la Romania contro l’Italia è un conto, ma la Romania contro l’Olanda, non saprei.

È che gli olandesi son vestiti d’arancione, e a me piace, come colore, l’arancione.

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Urusei Yatsura

Wednesday 18 June 2008

Da anni sopra questo sito c’è scritto diludovico. In effetti mi è capitato di trovare dei blog dove nella barra laterale c’era un collegamento che portava a questo blog, e sopra c’era scritto Il blog di Ludovico, perché probabilmente pensavano, quei che han messo quel collegamento, che eiochemipensavo.diludovico.it volesse dire il blog eiochemipensavo di Ludovico, e che quindi questo fantomatico Ludovico fosse il proprietario del blog E io che mi pensavo, e invece no.

È che esite un signore che si chiama Dario Di Ludovico, nome Dario, cognome Di Ludovico, eh, lo so che sembra fatto apposta per far confusione, ma coi nomi e i cognomi uno ci nasce, cosa ci vuoi fare.

Dicevo c’è questo signore che si chiama Dario Di Ludovico che da anni ospita questo blog (e anche tutti quegli altri che trovate in basso a destra), e infatti in fondo a tutte le pagine qua sotto vedete scritto Tutto questo accade grazie a Dario Di Ludovico, e c’è anche scritto in fondo al libro, la stessa frase precisa identica, perché è vero, son anni che io non gli do una lira, e lui mi ospita.

Dicevo comunque che questo signore che si chiama Dario Di Ludovico che venerdì si sposa, e niente, io ho fatto una pagina apposta, così, visto che se le merita tutte, se volete fargli le felicitazioni, le congratulazioni e quelle cose lì, gliele potete fare a questa pagina qui.

(Ah, che cosa c’entra il titolo, dite. È perché la sposa è giapponese.)

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Il Ponologo di Molly

Monday 16 June 2008

Io non lo so la cosiddetta blogosfera a cosa serva se tutto oggi non ho trovato un singolo post tra i centomila blog che leggo che mi ricordasse che oggi è il Bloomsday; se non c’era Gaspar che me lo ricordava me lo dimenticavo del tutto, tra una cosa e l’altra: e dire che qua in questo blog qua il Bloomsday lo si è sempre festeggiato: è un po’ una tradizione, di questo blog qua, il Bloomsday, da quando ho scritto quel post sempreverde che è il Monologo di Polli, che era un po’ una parodia del capitolo finale dell’Ulisse, dove c’è Molly da sola nel letto che monologa e

Comunque io qua adesso devo riparare e allora ho scritto una cosa che è un po’ un remix di quella cosa che avevo scritto un paio d’anni fa, che si chiamava il Monologo di Polli, e questa qua, essendo un remix, l’ho chiamata il Ponologo di Molly.

Essì, perché dentro l’Ulisse non lo dice, Joyce, però Molly Bloom era appassionata di cavalli, ce ne aveva di alti e bassi, di cavalli, e quando stavan male, per quelli alti chiamava il cavallologo, e per quelli bassi chiamava il ponologo.

(Avverto un po’ di gelo. Non sono sicuro che sia per il clima.)

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Il momento del lamento

Monday 16 June 2008

Uno è abituato a andare nei posti, magari prima eran dei vecchi posti con i tavoli in legno e le luci basse, poi un giorno uno ci va e li trova tutti arredati con dei mobili di design, con delle luci abbaglianti, uno non è abituato, è anche fisiologico, se si lamenta.

Ma anche viceversa, magari uno andava in un locale tutto con delle tinte che colpivano, il nero, il giallo, l’arancione, tutto ben contrastato, poi un giorno ci va, ci son i grigetti, un arancione pallido, tutto con lo sfondo bianco, che sembra che han preso il primo imbianchino che passava, magari costava poco, e allora, io penso, uno non è abituato, e allora, io penso, che è anche fisiologico, che si lamenti.

Niente, ieri ho cambiato l’aspetto di questo blog, lo dico anche a quelli che lo seguono con quegli strumenti tecnologici che gli permettono di leggere senza venire fisicamente a vedere il sito, perché altrimenti, c’è anche il caso che non se ne accorgano.

E comunque, se qualche sito, uno a caso, magari proprio questo qui, ogni tanto non venisse aggiornato, perché può capitare, c’è roba da fare, magari non c’è niente da dire, magari ci son dei cosiddetti stati d’animo che è meglio che uno se li tenga per sé, beh, in quei casi lì, c’è sempre la colonna di destra, dove ci son un sacco di robe, che se per caso uno vien qua e non trova niente di nuovo, c’è caso che lì, qualcosa di nuovo ci sia sempre, perché io di robe ne leggo moltissime, e quelle che mi piacciono mi piace condividerle.

Comunque, niente, questo spazio qua è per lamentarsi. Perché, come diceva il maestro, io, le critiche, se son costruttive, non le ascolto neanche.

State bene.

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Un post che qualcuno potrebbe trovare blasfemo, ma che blasfemo non è

Friday 13 June 2008

A me, questo papa che c’è adesso, dà fastidio. Mi dà fastidio proprio come persona, una di quelle persone che quando le incontri vorresti essere da qualche altra parte, perché le vedi, come sorridono, come ti guardano, come camminano, con quella loro postura, come parlano, con quella voce lì che hanno, come sono viscidi e spocchiosi; e questa cosa, che a me questo papa qua dà fastidio, ogni tanto la dico, anche in presenza di degli amici cattolicissimi, e loro non mi dicon niente, non me lo dicono, che queste cose non le dovrei dire, perché in fondo il papa è il papa, e certe cose del papa non si devon dire, perché il papa, in fondo, è il papa. E non me lo dicono, perché lo sanno che ho ragione io, e lo so, e certe volte me lo hanno anche detto, che con qualche sfumatura condividono il mio pensiero. Solo che c’è un problema, e il problema è che il papa è il vicario di Cristo, e com’è stato che Dio ha permesso che una persona del genere entrasse nella chiesa, com’è stato che una persona del genere abbia potuto scalare le gerarchie, com’è stato che Dio ha permesso che una persona del genere sia potuta diventare papa?
Mi dico, l’ha fatto perché non si riproducesse.
Che in fondo, se aveva dei figli e dei pronipoti tutti uguali a lui, era fin peggio.

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