Io non lo so la cosiddetta blogosfera a cosa serva se tutto oggi non ho trovato un singolo post tra i centomila blog che leggo che mi ricordasse che oggi è il Bloomsday; se non c’era Gaspar che me lo ricordava me lo dimenticavo del tutto, tra una cosa e l’altra: e dire che qua in questo blog qua il Bloomsday lo si è sempre festeggiato: è un po’ una tradizione, di questo blog qua, il Bloomsday, da quando ho scritto quel post sempreverde che è il Monologo di Polli, che era un po’ una parodia del capitolo finale dell’Ulisse, dove c’è Molly da sola nel letto che monologa e

Comunque io qua adesso devo riparare e allora ho scritto una cosa che è un po’ un remix di quella cosa che avevo scritto un paio d’anni fa, che si chiamava il Monologo di Polli, e questa qua, essendo un remix, l’ho chiamata il Ponologo di Molly.

Essì, perché dentro l’Ulisse non lo dice, Joyce, però Molly Bloom era appassionata di cavalli, ce ne aveva di alti e bassi, di cavalli, e quando stavan male, per quelli alti chiamava il cavallologo, e per quelli bassi chiamava il ponologo.

(Avverto un po’ di gelo. Non sono sicuro che sia per il clima.)