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Archivio di June, 2008

Dialogo fra intellettuali d’inizio secolo sul romanzo Everyman di Philip Roth

Thursday 12 June 2008

io: CIAO SQUONK STO LEGENDO EVRYMAN E STO PENSANDO ALLA SUA SENESCENZA
Squonk: Spetti che mi gratto lo scroto
io: POVERO SQUONK
MA COME FA
CON TUTTI QUEI BAIPAS
Squonk: Senta, PORCATROJA
io: CHE LE TOLGONO LE ARTERIE DENTRO UNA GAMBA CE LE METTONO DENTRO IL CORPO UMANO
POVERO
Squonk: Infatti son tutto scenco
Mica m’han rimesso a posto per benino
io: tanto si capise come finise sa
Squonk: Non me lo dica, eccheccazzo
io: non ce lo dico
Squonk: Ecco, grazie
[Lei è un pericolo pubblico]
io: comunque quel libro lì
CIA UNA COPERTINA BELLISSIMISSIMA LO CONPRATO PER QUELLO
Squonk: Ma sa che ha ragione?
che secondo me il titolo dovevan scriverlo in grigio, al massimo
io: LEI E UN ESTREMISTA
AL LIMITE POTEVANO FARE COME I METALLICA L’ALBUN NERO
Squonk: Sempre meglio dei BITOLS
BIGOLS
COME CAZZO SI CHIAMANO
io: BIGOTS
Squonk: Ecco, quelli
io: THE BACIAPAILS

Ringrazio Sir Squonk per l’intensa e illuminante chiacchierata, pubblicata, ovviamente, senza autorizzazione. Intellettuali come noi, non ce ne sono più.

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Sottovuotospinto Zen

Tuesday 10 June 2008

Ci sono giorni in cui cerchi di liberare la testa da tutti i pensieri, e ti convinci che per liberare la testa da tutti i pensieri c’è solo un modo, perché è impossibile fare il sottovuotospinto zen dentro la testa, c’è un solo modo per liberare la testa da tutti i pensieri, e questo modo è sostituire tutti i pensieri con uno solo: quando ti viene un pensiero in mente, lo sostituisci con un pensiero standard, che ti sei prefabbricato di modo che sia così grande da occupare tutta la testa senza lasciare spazio per nient’altro.
Io in questi giorni continuo a chiedermi: ma saranno più fighi i Gormiti o i Cuccioli Cerca Amici?

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Internet a volte sembra un po’ il mondo all’incontrario.

Thursday 5 June 2008

Internet a volte sembra un po’ il mondo all’incontrario. Che prima di internet c’erano delle cose che ti piacevano, ma non andavi a dirlo troppo in giro, perché eran delle robe che magari, a dirle in giro, passavi un po’ come uno sfigato.

Tipo Guerre Stellari. Nel mondo reale se trovi qualcuno che ti dice che è appassionato di Guerre Stellari, stai tranquillo che quello lì è uno sfigato.
Su internet no. Su internet Guerre Stellari è una delle cose più cool, e se non conosci Guerre Stellari, tutti e sei i film, anche la seconda trilogia, quella brutta, che però viene prima della prima trilogia (è un casino, spiegarlo), se non li conosci, su internet rischi di far delle figure.

Internet è, a volte, un po’ un mondo all’incontrario, dove quel che fuori, nel mondo vero, è da sfigati, su internet diventa una specie di culto, e se non lo conosci o non ti piace, sei fuori. Tranne quelli che si veston da Star Trek, quelli rimangon sfigati anche su internet.

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Per svegliarsi al mattino

Wednesday 4 June 2008

Passa uno anziano che abita qui vicino mentre io son lì che ramazzo il marciapiede, mi dice Allora, come va? gli dico Va abbastanza bene, salvo il fatto che stamattina faccio un po’ fatica a svegliarmi.

È uno anziano in pensione, quando passa facciam sempre questi discorsi qua.

Mi dice, L’altro giorno dentro il giornale c’era una bustina, c’era scritto che era crema per quelli che non riescono a svegliarsi, se la vuoi non l’ho ancora aperta, te la porto, mi dice.

Grazie, gli dico, ma non vorrei fare come la mia ragazza, che l’altro giorno, dentro al giornale, c’era una bustina di profumo, lei se l’è messo, dopo invece era dopobarba, è andata in giro tutto il giorno sembrava che si era fatta la barba.

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Blutù

Tuesday 3 June 2008

L’altro giorno al supermercato vendevano quegli aggeggi che si mettono all’orecchio per parlare al telefono senza mani, Blutù, si chiamano, costavan pochissimo allora ne ho comprato uno.

Dopo poi io non lo uso mica per telefonare, lo uso mentre cammino così posso parlare da solo senza che mi prendan per matto.

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Un agglomerato di molecole minimo, che sei tu

Tuesday 3 June 2008

… (“Cos’hai?” ha detto Monica), cos’ho? l’intero universo sta scappando, Monica, a una velocità vertiginosa, cioè si sta diradando, le galassie sempre più lontane l’una dall’altra (“Le Galassie?”), sì, le galassie, che sono vortici di polvere, anzi sono vortici di scintille, qualcuna che brilla al massimo, altre già spente, cenere, vortici di scintille e di cenere che si allontanano, girando, come le trottole. E attorno a una scintilla, su un granello di cenere tiepida che ruota e che finirà dispersa, prima o poi, o inghiottita dalla sua stella gigante rossa, su un punto di questo granello che un microscopio farebbe fatica a vedere, in un angolo di stanza dalle finestre socchiuse, in cui penetra un po’ della radiazione elettromagnetica della banda visibile, ecco, lì dentro, c’è un agglomerato di molecole minimo, che sei tu Monica sdraiata di pancia, che giri insieme al tutto universale, ed evaporerai, disperdendoti, come evaporerò io stesso, e Barbieri, come evaporerà Gianluigi, che però se fosse già evaporato l’anno scorso, ad esempio, sarebbe meglio. O fosse stato risucchiato da qualche entità extraterrestre come tipico oggetto di studio, e poi messo nella condotta di scarico in quanto già usato e inservibile.

(tratto dalle pagine 148 e 149 di quel libro meraviglioso (proprio perché pieno di meraviglie) (che bella parola, meraviglia) che è Storia naturale dei giganti, di Ermanno Cavazzoni, che sto leggendo molto lentamente, un po’ per assaporarlo meglio, e un po’ perché non ce la faccio a leggerlo velocemente)

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