La vista di Cuneo dal mio ufficio, stamattina, è la vista di una città fantasma.

Non c’è nessuno, non ci sono macchine, neanche un prete per chiacchierar.

Prima di venire qui, ho preso la bici e sono andato in piazza, perché volevo dare un’occhiata se là c’era qualcuno, ché oggi di qui, da Cuneo, parte il Tour de France, e mi son detto Chissà, se là in piazza sembra una città viva.

E lo sembrava, una città viva, c’era tanta gente, a piedi, in bici, che curiosava, come me.

C’eran le macchine pubblicitarie, in tutti i colori del giallo (è per via della maglia gialla, non per i gialli, che loro non san neanche cosa siano, loro li chiaman Polar), c’eran gli omini e le donnine vestite dei colori del giallo come le loro rispettive macchine, gente che parlava francese, non sembrava neanche di essere a Cuneo.

E ognuna di queste macchine mandava musica, sembrava una festa, con la gente che schiammazzava curiosa già alle otto e mezza del mattino.

E un camioncino pubblicitario, di una qualche catena di alberghi, pensando, visto che siamo in Italia, di star facendo cosa buona e giusta, diffondeva a un volume più alto degli altri Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri.