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Archivio di August, 2008

MeloneMeloneMeloneCocco

Thursday 28 August 2008

Eh, vedi, l’hai voluto il cocco, te l’ho comprato il cocco, il tipo che urlava MeloneMeloneMeloneCocco come se cantasse ce l’ha aperto in due, abbiam bevuto il latte, poi l’abbiam mangiato, ma te la tua parte non l’hai mica finita, del cocco, che poi mi è toccato a me, mangiarlo, che poi non son riuscito neanche a finirlo: che io, non è che sia proprio un fan, del cocco; io, il cocco, mi lascio tirare solo in condizioni particolari, e in quel momento lì, che eravam lì che passeggiavamo sulla spiaggia, che c’era il tizio che urlava MeloneMeloneMeloneCocco come un muezzin, che lo vedevamo come lo apriva, il cocco, con quella maestria da artigiano consumato, e l’atmosfera che c’era, devo dirlo, m’era venuta anche a me, la voglia di mangiare il cocco, e anche se a me il cocco non è che mi piaccia poi tanto, e anche se te poi non l’hai neanche finito, ché era troppo grosso, io guarda, te lo devo dire, la buccia, l’involucro, come si chiama, la noce, io me la son portata a casa, lì, divisa in due, l’ho pulita, e ci ho fatto un posacenere e un portacandele.

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Vantarsi, bere liquori, e leggere Maurizio Milani tutti i giorni

Tuesday 26 August 2008

Questo qua è un post di pubblico servizio, perché, in fin dei conti, noi stiam qua a raccontarci tutti i giorni le nostre cose, così, un po’ per divertirci, un po’ per passare il tempo, ma poi, lo sappiamo bene, che son altre, le cose che contano.

A tal proposito, forse non tutti lo sanno, e se non lo sanno glielo dico, così lo sanno, che Maurizio Milani ha una rubrica giornaliera su un giornale che si chiama Il Foglio, e questa rubrica si chiama Innamorato Fisso, solo che questa rubrica è ardua da leggere, perché bisogna aprire la pagina apposita per leggerla, e diciamocelo, tanta gente non ha mica voglia di far ‘sto sforzo.

Allora mi son messo lì, e, come già avevo fatto per la Colonna Infame di Repubblica, gli ho creato un feed, che così, chi vuole, può seguire Maurizio Milani direttamente dal feed reader, tipo Google Reader, semplicemente andando su
Il Feed di Innamorato Fisso

Sperando di aver fatto cosa utile, saluto caramente.

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Signal to Noise

Monday 25 August 2008

Ieri sera, son tornato a casa, ho aperto le finestre, ho disfatto le valigie per quel che era strettamente necessario, poi mi son fatto da mangiare e ho acceso il computer, mi son accorto che in questi sette giorni di assenza ho ricevuto esattamente 100 mail.

Cento.

Me ne son accorto perché eran due pagine precise precise di gmail. Cinquanta mail a pagina per due pagine, fan cento.
(non fate il conto, l’ho già fatto io)
(devo ammettere che è stato difficile)

E di queste cento mail, solo due o tre eran delle mail vere scritte da degli umani, poi c’eran i commenti sul blog, e le altre eran robe generate automaticamente da dei servizi a cui sono iscritto, inviti ad iscriversi ad altri servizi, annunci, newsletter e parapà.

Questa cosa qua potrebbe portare a ponderare, su quanto sia segnale, e quanto sia rumore, questo cosiddetto web 2.0 in cui viviamo, ma io, a pensarci, non ho mica voglia, di pensarci, a questa cosa qua.

Comunque, le ho guardate tutte, ho risposto dove c’era da rispondere, ho cancellato dove c’era da cancellare, ho archiviato dove c’era da archiviare, mi son sentito proprio un bravo bambino, a guardarle tutte.

Una cosa che mi ha colpito, che c’entra, ma solo relativamente, è che c’era una email che mi diceva che una galleria fotografica che seguo era stata aggiornata, e allora son andato a vederla. Ho visto, che in quella galleria eran state aggiunte delle foto, e in quelle foto c’ero io. Mi son guardato, e ho avvertito un significativo cambiamento. È che mi son visto, in quelle foto lì, e ho visto che in quelle foto lì c’era qualcosa che nelle foto che mi aveva fatto quella stessa persona qualche tempo fa non c’era.

Io, guardarmi nelle foto, mi è sempre sembrato di guardar le foto di uno che voleva esser da un’altra parte. E invece, guardarmi nelle foto dell’ultimo mese, mi è sembrato di veder le foto di uno che era contento, di esser lì.

Non lo so se è lo stato psicofisico dell’io-che-guarda-le-foto che è cambiato, oppure quello dell’io-soggetto-fotografato, però io lo devo dire, veder ste foto tramite questa mail generata automaticamente, mi ha fatto piacere, perché, a veder ‘ste foto, mi son reso conto che io sarà un mesetto, che son contento.

E allora, segnale, rumore, fate un po’ cosa volete, ma di mail che ti fan render conto che sei contento, mandatemene quante volete.

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Pioveva mica

Saturday 16 August 2008

la inseguii nella nebbia
ma non era nebbia
erano le mie lenti appannate

lei mi disse: “vattene!”
“vattene tu!” risposi
“io me ne sto andando!”
“allora rimani”
“no”
“perché?”
“perché son stufa” disse
“sei stufa?” chiesi
“sì” rispose
“di che?”
“di te”
“di me?”

la presi in braccio
stringendola forte
da farle del male

“lasciami!” urlò
“lasciami tu!” urlai
“sei tu che mi tieni” notò
“è vero” ammisi
“mi fai male”
“scusa”

poi la guardai
dentro i suoi occhi
entrambi verdi

“ti amo”
“io no”
“sicura?”
“sicura”

me lo disse così
ma le si bagnavano gl’occhi
“hai gl’occhi in pianto” dichiarai
“è la pioggia”
“fammele assaggiare, allora”
“che cosa?”
“le lacrime”
“non sono lacrime, è la pioggia”
“fammele assaggiare per prova”
“sei pazzo”
“lo so”

poi se n’andò
pioveva mica
giuro
pioveva mica

Tratto da quel libro meraviglioso che è Motosega, di Guido Catalano. Detto questo, mi sa che ci si sente dopo il 24. O anche prima, chissà.

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La ricetta segreta della Coca Cola

Saturday 9 August 2008

È ormai luogo comune tanto frequente quanto privo di fondamento la favola che gl’ingredienti della famosa bibita “Coca Cola” siano un segreto commerciale ignoto a tutti e che sia assolutamente impossibile imitarla e tantomeno prepararla artigianalmente.

Balle. Seguendo questi preziosi consigli ciascuno di voi potrà produrre in casa propria una squisita cocacola d’assoluta perfezione e aderenza all’originale!

Prendete anzitutto una capiente pentola e riempitela d’acqua gassata (essendo la bibita gassata, se ben ricordo); ponetela sur un fuoco dolcissimo e portatela alla temperatura di 48°. A parte preparate: due etti di zucchero (per rendere dolce la bibita), due prese gagliarde di mordente a noce (per dargli il caratteristico color marrone), una lieve spolverata di noce moscata (per dargli quell’aroma inconfondibile che nessuno è mai riuscito a svelare), infine un bello schizzo di Alchemers Alchermens Alchem, insomma quel lic liquore lì.

Se tutto va bene dovrebbe venire una bibita perfetta, ma se per caso – o per motivi di malocchio che sicuramente voi avrete – il sapore non fosse proprio esatto, potete efficacemente correggerlo vuotandoci dentro un bel bottiglione di cocacola vera, così vedrete che il gusto sarà molto più simile e anche la dose di mordente, normalmente velenosa, diventerà molto meno nociva.

Federico Sardelli, I MIRACOLI DI PADREPIO che avvenettero veramende, potesse stiantare chi non ci crede. Ame.

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Self-confidence

Thursday 7 August 2008

Ieri ho promesso che ce l’avrei messa tutta per far sì che oggi non piovesse.

Per ora ce la sto facendo.

Aggiornamento delle ore 15.44: Piove da bestia. Ho fallito ancora una volta.

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Disturbo da deficit attentivo.

Wednesday 6 August 2008

Si dice in giro che io sia andato in ferie zitto zitto senza dire niente, ma francamente son delle voci infondate a cui non bisogna dare nessun credito, anche se a veder dal blog ormai è una settimana che non scrivo niente, ma non è perché son andato in ferie, è più per il fatto che in questo periodo mi vien difficile concentrarmi su una cosa per più di un minuto, e, anche se io in realtà son abbastanza veloce, a scrivere i post, in un minuto scrivo ben poco, di solito il primo minuto serve a carburare, a metter a posto le idee, ma con questo short attention span che mi ritrovo, io prima che finisca il primo minuto son già da un’altra parte coi pensieri, immerso in cose che col blog non c’entrano niente, o forse c’entrano, chi lo sa, ma non c’entrano con lo scriverci delle cose sopra; infatti adesso mi sto costringendo a scrivere un periodo solo, così, per non interrompermi, anche se ogni tanto mi vien da fare, quando metto delle virgole, delle lunghe passeggiate di cinque o sei passi in cui penso ad altro, ma poi mi ricordo, Ah già, mi dico, Stavo scrivendo un post, e allora torno al computer, e continuo a scrivere.

Delle volte mi sembra di star per trasformarmi in un criceto.

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