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Archivio di September, 2008

Pensiero

Tuesday 30 September 2008

Quando penso a settembre mi vien sempre da pensare che prima che fosse settembre era agosto, e che subito dopo settembre viene ottobre, e questo pensiero qua, che prima di settembre c’è agosto, e che dopo settembre c’è ottobre, è un pensiero che mi ammazza.

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Oops! I did it again!

Monday 29 September 2008

Sabato sera ho visto che c’eran ben tre film con Paul Newman, e son stato contento.

Mi son detto Che uomo. Che attore. Che Dio ce lo conservi sempre in forma come oggi.

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Gravitazione Universale

Thursday 25 September 2008

Io, che come uomo son un tipo sportivo, ieri sera ho partecipato alle Olimpiadi di Gravitazione Universale, dove si tiran a sorte delle robe e gli atleti le devon buttar dal quinto piano e vedere che cosa arriva prima giù per terra.

I primi tentativi son andati bene, ma poi mi è toccato di buttar giù un gatto, e un gatto, buttarlo giù dal quinto piano, è una cosa difficilissima.
(mi ha anche graffiato)

E niente, volevo protestare formalmente.

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Tre

Wednesday 24 September 2008

Uno che faceva finta che non gliene fregava niente di niente, poi di notte invece di dormire guardava un punto al centro del soffitto dove pendeva una lampadina attaccata a dei fili, perché non se l’era ancora sentita, di mettere i lampadari.

Uno che le poche volte che era in largo anticipo col lavoro, gli telefonavano e gli dicevano che c’era stato un cambiamento di programma e il lavoro era da rifare tutto dall’inizio.

Uno che da quando era andato a viver da solo, tutte le donne si preoccupavano, gli chiedevan se mangiava, e lui rispondeva Buon Dio, certo che mangio, e allora le donne, per sincerarsi che non raccontasse delle balle, gli chiedevan sempre che cosa aveva mangiato la sera prima, e dopo che lui gliel’aveva detto, volevan tutte sposarlo.

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Vaccaboja

Tuesday 23 September 2008

Delle sere che vai a letto presto. Delle sere che ti addormenti subito appena toccato il cuscino. Delle notti che l’acqua che hai sul comodino non basta mai. Delle notti che ti alzi e mangi tutti i dolci che sono rimasti in casa. Delle mattine che il signor Oregon Scientific ti sveglia. E ti risveglia dopo otto minuti. E ti risveglia dopo otto minuti. E ti risveglia dopo otto minuti. Delle mattine che poi alla fine ti alzi, ma non vorresti. Delle mattine in cui avresti cose da fare, cose che di solito saresti contento di dover fare. Delle mattine che sei stanco e incazzato. Delle mattine come oggi.

E che mi venisse un embolo, vaccaboja, se solo capissi il perché.

***

Aspetta aspetta che mi son sbagliato. Mi è tornato il buonumore. Ma anche qua, senza motivo.

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Ho tutto in testa ma non riesco a scriverlo

Monday 22 September 2008

L’altra sera ero a un compleanno dove m’han detto che non si facevano regali, allora io avevo pensato un post da stampare e regalare fisicamente ai festeggiati, solo che poi in ufficio non avevo avuto spazi più larghi di un minuto per scriverlo, e allora poi alla fine non l’ho scritto, e quando è stato il momento del dolce, l’altra sera, io gliel’ho detto, ai festeggiati, che io volevo regalar loro un post stampato, solo che non avevo avuto il tempo fisico per scriverlo, e gli ho detto, se vi va bene lo stesso, ve lo racconto. Gliel’ho raccontato, parola per parola come l’avrei scritto, con tutte le virgole a posto (o fuori posto, direbbe qualcuno), e mi son stupito anch’io di come ce l’avessi già chiaro in mente, il post, anche se non l’avevo scritto. Però era come se l’avessi scritto, e infatti anche Matteo mi ha detto Ma come fai, e io gli ho detto che non sapevo, che ce l’avevo in testa, e se avessi avuto il tempo di scriverlo, l’avrei scritto.

Dopo son andato a dormire dai Bolsi, ho dormito in compagnia di due gatti ma non me ne son mica accorto, eran gatti discreti, che solo quando ho alzato la testa dal letto, la mattina, han cominciato a dir miao.

Mi ha detto Daria che alle sei del mattino Cesare, iBaby, è andato da lei e le ha detto Mamma, di là c’è un signore che dorme. Ero io.

Dopo, la mattina, è arrivato Stefano, si è fatto prestare la mia penna preferita, e poi l’ha lasciata sul tavolo dei Bolsi. E poi si lamentano che non scrivo.

Mi è venuto in mente che una volta uno scrittore importante ha letto questo blog qua, e mi ha detto che i miei post son belli.
(diceva, a patto di togliergli l’ultima riga)

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Dicono che la lettura accenda l’immaginazione più dei media visivi, e quindi, nella situazione contingente in cui mi trovo, proverò ad accendere l’immaginazione del lettore facendogli direttamente immaginare il post.

Wednesday 17 September 2008

(Salto un lungo preambolo in cui descrivo varie situazioni che ho osservato stamattina mentre ero in giro per lavoro, situazioni accomunate dalla presenza di persone che nella mano sinistra tenevano un cartoncino, e con la destra tenevano una moneta, e agitavano la mano destra, monetamunita, sul cartoncino che avevano nella mano sinistra)

(lo salto, perché non ho il tempo di scriverlo)

(immaginatevelo)

(dopo che lo avete immaginato, c’è la domanda finale)

Ma che gente sono, quelli che grattano i Gratta e Vinci?

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Grazie.

Monday 15 September 2008

Oggi volevo scrivere un post più sgrammaticato del solito che si intitolava O VINTO ma poi ho pensato che magari chi non è mai stato su questo blog sarebbe rimasto sconcertato che un blog pieno di sgrammaticature potesse anche solo pensare di vincere un cosiddetto Award come Miglior Blog letterario, e quindi ho deciso di scriverlo normale, anche se, a dirla tutta, non sapevo mica come scriverlo, perché è dura, scrivere che hai vinto un premio, perché sembra che poi uno, come si dice, se la tiri.

E io invece ero lì tranquillo, seduto nelle ultime file, non mi ero neanche tolto la borsa a tracolla, stavo lì seduto che ascoltavo, e a un certo punto sul palco, c’erano Gianluca Neri e Selvaggia Lucarelli, han aperto la busta e han detto che il miglior blog letterario era E io che mi pensavo, e io mi son detto si saran sbagliati, avran sbagliato a scrivere, com’è possibile, mi vergognavo come un ladro, e mentre io pensavo c’è stato il boato, c’erano centinaia di persone che applaudivano, io mi son alzato, son andato verso il palco, tutti eran girati verso di me, una cosa così non m’era mai capitata.

In quel momento lì, m’è sembrato che tutti mi volessero bene.

Io camminavo verso il palco, mi chiamavano, mi giravo, tutti che applaudivano, io se non fossi stato certo che si sbagliavano, mi sarei commosso, e adesso, se ci penso, mi commuovo per davvero, ché adesso posso, visto che non c’è nessuno in giro.

Ero talmente sconcertato che quando son stato sul palco, lì per lì non m’è venuta neanche l’idea di toccare le tette alla Lucarelli per vedere se eran vere, non lo so, ma in quel momento lì mi sa che non ero neanche più io.

M’han detto poi che quando camminavo verso il palco camminavo come un gay, io gli ho risposto che, no, non camminavo mica come un gay, camminavo come un dodo.

La BlogFest è stata bellissima, grazie agli organizzatori e grazie a tutti quelli che c’erano, perché, anche se pioveva e c’è stata la tromba d’aria, a me son sembrate tre giornate di sole.

Grazie davvero.

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Ho scoperto che la Fanta fa anche il chinotto, e che l’ha chiamato Fantachinotto, e ho pensato che magari il rapporto che c’è tra il chinotto e il Fantachinotto è lo stesso che c’è tra il calcio e il Fantacalcio

Thursday 11 September 2008

Sabato pomeriggio c’eravamo io e un mio amico, eravamo a Savona, ridente località marina della vicina liguria riconoscibile dalle due ridenti ciminiere che ti salutano quando arrivi dall’autostrada Torino-Savona, ciminiere graziosamente decorate con righe orizzontali bianche e rosse (il bianco e il rosso sono incidentalmente anche i colori dello stemma di Cuneo, tutto a righe bianche e rosse con sopra la parola Ferendo, che vuol dire Sopportando, ché noi di Cuneo siam gente ottimista), e c’è il mio amico che abita a Savona che tutte le volte che va in giro e vede una ciminiera a lui gli vien la nostalgia di casa.

Che poi quando sei sulla strada normale e entri in Savona, c’è uno striscione dove c’è scritto Savona Città del chinotto, e allora chiedi, Ma c’è il chinotto a Savona, e i savonesi ti rispondono Ma no, non c’è mica, il chinotto, a Savona.

E niente, c’era un vento, abbiam provato ad andare a spiaggia, ma c’eran le onde grosse, la bandiera rossa, siam stati un po’ lì a contarcela, poi siam tornati indietro un po’ dispiaciuti, ché io dovevo far dei bagni un po’ per me e un po’ per della gente che non c’era (Guarda, vado al mare, faccio un bagno anche per te).

Mentre tornavamo, siam passati in mezzo a un giardino, e lì in mezzo a quel giardino c’era diversa gente, c’era un bambino che giocava a palla con un cane, un Border Collie, e questo bambino tirava la palla, e il cane saltava, con il muso colpiva la palla e la rimandava verso il bambino. Siam rimasti lì incantati a guardarli, il bambino che tirava la palla, il cane che saltava, colpiva la palla con il muso, la rimandava indietro, il bambino che rincorreva la palla, la riprendeva, la tirava verso il cane che si sedeva ad aspettare il momento giusto per saltare, colpire la palla con il muso, rimandarla verso il bambino.

Poi si vede che il bambino aveva tirato la palla troppo forte, e il cane ha saltato, ha colpito la palla con il muso, ma ha sbagliato il colpo, la palla stava correndo lontana, e si è sentita la voce di una signora lì vicino (mi son figurato che fosse la mamma del bambino) che ha detto Corri a prenderla, e il cane è partito, ha rincorso la palla, l’ha superata, si è girato, l’ha fermata con il corpo, e poi spingendola con le zampe anteriori, un tocco con la destra, un tocco con la sinistra e così via, l’ha riportata al bambino.

Mi son girato verso il mio amico, ero tra l’entusiasta e lo stupefatto, gli ho detto Io, un cane così, che fa quelle cose lì, non l’avevo mica mai visto, e lui mi ha guardato, mi ha detto Francamente, mi sembra un po’ poco preciso.

Ma lui è uno che gioca al fantacalcio, cosa volete che capisca.

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Benedetto il buco nero (e le leggi di Keplero)

Tuesday 9 September 2008

No, che l’altro giorno, avendo letto questa cosa del buco nero, mi ero attivato per passare e far passare gli ultimi giorni prima della fine del mondo nel modo più piacevole possibile a una pletora di persone, ma poi il destino cinico e baro ci ha mezzo lo zampino e niente, non son mica riuscito a fare niente.

Avevo due alternative. Una era

Se la sorte t’è contraria
E mancato t’è il successo
Smetti di far castelli in aria
E vai a piangere sul

L’altra era andare al mare con gli amici.

Ho scelto la due.

Poi, quando siam stati soli, uno dei miei amici mi ha detto Hai fatto proprio bene a scrivere quella cosa sul buco nero, bravo bravo, mi diceva, hai fatto bene, ché io l’ho letto, mi son attrezzato, ho fatto tutto, e adesso posso morir felice, mi diceva.

Eh, gli ho detto, guarda, io invece niente, sai, ma meno male che ho letto su Keplero che i giornali scandalistici si son sbagliati, che il 10 di settembre non lo fanno mica, il buco nero, che il 10 di settembre quel che fanno è una specie di inaugurazione, che fan fare il primo giro a qualche protone, che per farli scontrare poi ci vorrà ancora un mesetto e quindi magari, gli dicevo, ce la faccio a recuperare.

Allora mi ha guardato, il mio amico, mi è sembrato che ci fosse stato male, che giovedì non finiva il mondo ma era tutto rimandato: era lì, il mio amico, stava in silenzio, e poi ha detto E io, adesso, fino alla fine del mondo, non so mica cosa fare, mi toccherà far dei sudoku.

(Che poi m’han detto che questo è un blog letterario, ma secondo me a quella gente lì gli han messo del cherosene nel negroni)

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