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Archivio di November, 2008

Quanta neve

Friday 28 November 2008

Stanotte, saran state le quattro, mi son svegliato, son andato nel bagno e mi son detto Vacca, che luce strana, ho aperto la finestra, Vacca, quanta neve. Poi mi son fatto un tè, ho letto qualche cosa e son tornato a letto. Poi non ho mica più dormito, sarà per il tè, mi son detto. Un po’ forse ho dormicchiato, ma più che altro son rimasto lì nel letto a pensare al teletrasporto (il teletrasporto è una cosa affascinantissima che dall’adolescenza mi fa trascorrere felicemente le notti insonni).

Poi stamattina mi son alzato, ho guardato fuori, Vacca, quanta neve, mi son detto, poi mi son fatto il caffè e quelle cose lì che si fan di mattina, poi son uscito.
Non c’era nessuno.
Davanti all’ufficio, c’era tanta neve, ho provato a toglierla con la scopa, ma non funzionava. Allora son partito, son andato in ferramenta per comprare una pala (non ce l’avevo, una pala), per strada non c’era nessuno.
Nessuno. Nessuno in giro per Cuneo, stamattina.
Tranne in ferramenta. Tutti a comprar delle pale, stamattina.

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Ritenta

Wednesday 26 November 2008

L’altra settimana mi son ritrovato a comprare una confezione di barrette Kinder, perché sapevo che nel fine settimana avrei avuto degli ospiti che di barrette Kinder son ghiotti, quindi facendo la spesa ne ho comprata una confezione di quelle grandi, da sedici barrette, così magari me ne mangiavo anche una o due io, ché eran secoli, che non mangiavo una barretta Kinder.

Quando son arrivato a casa ho aperto la confezione e ne ho mangiata subito una, perché volevo esser sicuro che fossero buone, sapete, come fanno i sommelier.

Ho tolto il nylon dalla confezione, l’ho buttato nella raccolta differenziata, ho lasciato le barrette residue nella loro vaschetta di cartoncino bianco, e le ho messe nell’armadietto dove tengo le robe da mangiare. Poi lunedì notte, come dicevo, m’è venuta voglia di cioccolato, eran rimaste due barrette Kinder, gli ospiti ne avevan mangiate solo quattro, le restanti eran sparite chissà come, me le sono mangiate, ho visto che eran le ultime, faccio per buttar via la vaschetta di cartoncino e vedo che sul fondo c’è scritto Ritenta.

Non l’avevo neanche notato, che c’era un concorso.

Ho pensato che se per un caso del destino c’era scritto Hai vinto, non l’avrei mai saputo, cos’avevo vinto.

Secondo me ci marciano, quelli della Ferrero.

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Sono fortunato

Tuesday 25 November 2008

Questa notte mi son svegliato, erano le 3.50, mi son svegliato che avevo voglia di: cioccolato. Mi capita, ogni tanto, di svegliarmi nel cuore della notte con la voglia di: cioccolato, oppure con la voglia di: biscotti. Sono fortunato, penso sempre, che io sia uno a cui vien voglia di: cioccolato, oppure voglia di: biscotti, perché se fossi stato uno a cui veniva voglia di: brasato al barolo, oppure di: tortelli di zucca alla mantovana, oppure di: coniglio alla cacciatora, sarebbe stata una fatica, la notte.

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Quel che stava facendo non era veramente quello che stava facendo

Monday 24 November 2008

Mi diceva Borgetto che lui tutte le sere le passava ad aspettare che la sua ragazza gli telefonasse, e il tempo, mentre aspettava, non passava mai; poi, quando finalmente la chiamata arrivava, lei gli chiedeva cosa stesse facendo, e lui rispondeva Ma guarda, stavo leggendo un libro, mi diceva Borgetto, Che libro, gli chiedeva lei, e lui rispondeva magari A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia, o magari quando lei gli chiedeva cosa stesse facendo lui rispondeva Sto guardando un film, e lei gli chiedeva Che film, e lui magari rispondeva Essi vivono, di Carpenter, ma in realtà, mi diceva lui, quel che stava facendo non era veramente quello che stava facendo, mi diceva Borgetto, quel che stava facendo era guardare il telefono aspettando che lei telefonasse, però non glielo diceva mica.

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Perché leggo Maurizio Milani

Friday 21 November 2008

Comunque faccio tutto quello che vedo su Internet. Mi rendo conto che non è giusto, infatti la mia psicologa fa: “Se Internet ti dice di lavarti tutti i giorni lo fai?”. Io: “No, assolutamente: ho ancora spirito critico”.

Ecco perché. (e, già che ci sono, ricordo che, finché dura, esiste ancora il feed non ufficiale per leggerlo tutti i giorni)

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Controllo qualità

Thursday 20 November 2008

C’è questo blog che si chiama Spinoza, che è un blog che ho aperto nel 2005 per scriverci delle cose che qui dentro non stavano tanto bene, che, diciamo, facevano un po’ a pugni con la linea editoriale di questo blog qua, robe di satira politica e di costume, o come si chiamano. Poi mi è venuta l’idea di farlo diventare un blog di gruppo e adesso come adesso se ne occupano Stark e Mauro Gasparini, e io mi limito a fare un po’ di supervisione, un po’ di controllo, perché alla fine il responsabile son io, e sapete com’è che va a finire, con la satira. Devo dire che da quando se ne occupano loro, e da quando ci son state le ultime elezioni, Spinoza è diventato proprio bello, secondo me è uno dei più bei blog italiani, e non lo dico perché ci son in mezzo, lo dico perché secondo me è vero. Solo una cosa mi dispiace: è che Stark va a dire in giro che io faccio il controllo qualità, che lui prima di pubblicarle, le battute me le sottopone tutte, e se non mi piacciono, le pubblica, e se mi piacciono, le scarta. Ma guarda un po’ te.

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Violenza sulle donne.

Tuesday 18 November 2008

L’altro giorno ero a veder delle conferenze, poi è capitato che di conferenze non m’è venuta voglia di vederne neanche una, perché mi è venuta voglia di star lì fuori a chiacchierare con quelli che passavano, e allora son stato lì fuori un paio d’ore, ho chiacchierato con un bel po’ di gente che conoscevo. Mi son sentito un po’ come a un barcamp, che son quelle cose che fanno i blogger, che si riuniscono, ci son le conferenze, e poi invece di andar alle conferenze si sta fuori a chiacchierare, a bere dei Negroni. C’era lì fuori una signora che dava un volantino a tutti quelli che passavano, e dopo un po’ che ero lì m’è venuta voglia di vedere che cosa c’era, su ‘sto volantino, quindi mi son avvicinato, le ho chiesto di darne uno anche a me, perché, le ho detto, Voglio proprio vedere cosa c’è scritto. Mi ha sorriso, me l’ha dato, mi son messo a leggere e ho visto che era un volantino che pubblicizzava una manifestazione contro la violenza sulle donne che ci sarebbe stata il 25 novembre. Son tornato dalla signora, le ho detto Mi dispiace, purtroppo il 25 novembre non ci posso proprio essere. Però le giuro che smetto.

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Pescare come metafora

Thursday 13 November 2008

C’era Salvemini, che si era lì al bar che si discuteva, e quando la discussione si faceva un po’ più animata, lui si alzava e diceva Bon, vado a pescare. Se andasse o non andasse poi non si sapeva mica.

C’era Curti che diceva a sua moglie che andava a pescare e poi andava dall’amante. Poi mentre tornava passava dalla pescheria, prendeva tre o quattro pesci e poi diceva a sua moglie Guarda che belle trote che ho preso.

C’era Blesio che andava a pescare tutti i sabati, tornava sempre carico di pesci e poi sua moglie cercava sempre di rifilarceli a noi, visto che a casa sua il pesce non lo mangiava nessuno.

Io quando conosco delle persone nuove, per capire bene di che pasta son fatte, mi verrebbe sempre da chiedere Ma te, sei mica uno che va a pescare?

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Pescare

Wednesday 12 November 2008

Io pensavo che il piacere di andare a pescare fosse nella solitudine, nella natura, pensavo che l’andare a pescare fosse una sorta di meditazione, ma poi per caso mi son imbattuto in dei videogiochi di pesca simulata e io, di questo fatto che esistano dei videogiochi di pesca simulata, e che evidentemente esistano delle persone che comprano i videogiochi di pesca simulata, io non non me ne capacito.

P.S. Questo post è stato onorato da una eccellente riscrittura che lo rende, secondo me, perfetto.

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Profezia

Monday 10 November 2008

Una domenica pomeriggio ho deciso che se non uscivo, morivo. E che se uscivo, non morivo. Allora son uscito e infatti eccomi qua.

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