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Archivio di December, 2008

Superclassifica

Tuesday 30 December 2008

A fine anno fanno tutti delle classifiche dei dischi più belli; io non lo so quali siano i dischi più belli di quest’anno, però so che in quest’ultimo mese ho ascoltato molto un disco che si chiama Left di un certo Enduser, un disco che è difficile che piaccia, perché è tutto un bum bum sbranghete sbrang, però io lo ascolto molto perché mi son accorto che quando lo ascolto cammino più veloce e tengo la schiena più dritta.

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Panettonismo

Monday 29 December 2008

Una sera, sarà stato metà dicembre, mentre facevo la spesa, ho visto che c’erano i panettoni Balocco a un euro e novantanove, e allora mi son detto Guarda qua che costa meno che a comprare i biscotti, mi risolvo la colazione per una settimana. Poi son arrivato a casa e dopo cena me lo son mangiato tutto.

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Una specie di saluto.

Sunday 28 December 2008

Nella cosiddetta blogosfera succede a volte di trovar dei post che dicon che la blogosfera è tutta una cerchia di amicizie, una casta, dicono, ma se da un certo lato non è così, son sicuro che non è così, dall’altro lato, se hai un blog per un certo periodo, ci saranno altre persone che hanno un blog che saranno interessate a quel che dici, e aspetteranno i tuoi post. Da un po’, di post nuovi di Blazar non ce n’erano più, e ci si chiedeva l’un l’altro che fine avesse fatto, anche perché lo sapevamo tutti che Blazar era malato da tempo. Di post nuovi non ce ne saranno più, si è saputo ieri, e questo è una specie di saluto.

Ciao Blazar.

(Ieri sera ci ho pensato un po’, se scrivere o no questo post, e poi stanotte mi son svegliato, e continuavo a pensarci, e stamattina anche. È che non ce la facevo ad andare avanti come se non fosse successo niente.)

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E auguri.

Wednesday 24 December 2008

Che poi io lo so, che vi arriva vostra zia, che lo sa che a voi piace leggere, e magari sa anche che voi siete di quelli che passan le ore a scrivere su quella diavoleria del computer, e a Natale vostra zia cosa dice, Gli regalo un bel libro, e se ne arriva il giorno di Natale con il suo bel pacchettino tutta contenta, ve lo dà, voi lo aprite e dentro c’è un libro di Giorgio Faletti, o di Paulo Coelho, o di Federico Moccia, fate voi, immaginatevelo voi, uno di quei libri dei quali magari vostra zia ha sentito parlare e si è detta Quel libro lì lo devo regalare a mio nipote, secondo me gli piace di sicuro, e voi, invece quel libro lì non lo potete sopportare, solo che non potete mica dirle Zia, ma non mi regalar delle puttanate, che io non le leggo mica queste merde qua; non glielo potete mica dire, dai, non siam mica degli incivili, poi non ci si comporta mica così, coi parenti, e allora le dite Ma zia, questo libro qua è bellissimo, hai proprio indovinato i miei gusti, ma come hai fatto, e lei sarà felice, penserà di avervi fatti contenti e di aver fatto bella figura davanti a tutti i parenti; poi la prenderete da parte e le direte Zia, guarda, questo libro qua è bellissimo, son contento che ci hai proprio beccato, sei forte zia, solo che a me questo autore qua piace talmente tanto che l’ho comprato proprio il giorno che è uscito, non è che mi dici dove l’hai preso che ne prendo uno diverso? E a lei non farà dispiacere, no, lei sarà contenta lo stesso, perché penserà di conoscervi così bene da regalarvi un libro che comprereste voi stessi, e penserà che questo gesto di apertura che avete fatto, dicendole la verità in privato, dimostri che voi potete dire tutto, a lei, e lei si sentirà gratificata, da questa confidenza che avete dimostrato. Lei vi dirà dove l’ha comprato, e il primo giorno utile voi procederete. (Al limite se non volete dirglielo, di solito sul talloncino che usano per coprire il prezzo c’è, il nome della libreria, e di solito, se non son grosse catene, il libro ve lo cambiano anche senza lo scontrino. Al limite chiedete.) Andrete in libreria e comprerete un libro che si chiama La fondazione, di Raffaello Baldini, edito quest’anno da Einaudi, un libretto di 68 pagine con il testo a fronte in dialetto romagnolo (da leggere quindi alla fine sono una trentina di pagine, fate anche veloce) al costo di nove euro. Poi lo leggerete e sarete contenti. E anche vostra zia.

E auguri.

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Competizione

Wednesday 24 December 2008

Ero da un amico a mettergli a posto il computer (lui ha windows) e mi dice Lo sai che ho X amici su facebook?

Io gli ho detto Bravo, e lui voleva sapere quanti ne avevo io, io gli ho detto Ma no, ma no, non mettiamoci a far le gare anche su queste cose, dai, che la competizione a me mi sta sulle balle anche nel mondo normale, non mettiamoci a far della competizione anche su queste cazzate.

Poi comunque ho vinto io.

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Santa Clausola

Tuesday 23 December 2008

Una cosa che mi dispiace di non aver l’antenna della televisione in questi giorni, è che in questi giorni qui, sotto Natale, fan vedere dei film americani tutti edificanti e stupidissimi come Santa Clausola, Babbo Natale cerca moglie, La renna disoccupata, e io lo devo ammettere che mi piace, vedere quei film lì, che più son americani, stupidi e edificanti, più io mi commuovo.

(ma veramente, delle robe tipo lacrime a fiotti)

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E ora un’informazione rilevante per tutti

Monday 22 December 2008

I nomi dei folletti di Babbo Natale sono Askasleikir, Bjugnakraekir, Hurdaskellir, Stekkjarstaur, Gattathefur, Giljagaur, Gluggagaegir, Ketkrokur, Kertasnikir, Pottasleikir, Skyrjarmur, Stufur, Thvorusleikir.

(via L’Accalappiacani)

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Mi chiedo

Friday 19 December 2008

Stamattina mi hanno regalato un berretto da Babbo Natale e non sapendo cosa farne l’ho messo sopra l’albero di Natale dell’ufficio. Sarà sincretismo?

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Sono una persona orribile /4

Friday 19 December 2008

I miei calzini, quando li stendo, sono sempre dispari.

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Mi ha fatto piacere sentirti.

Thursday 18 December 2008

Stamattina, saran state le otto e qualcosa, mi ha chiamato un amico e io son stato proprio contento che mi abbia chiamato, perché stamattina mi è successa una cosa che non mi era mai successa, che io ricordi: mi son svegliato alle sette meno un quarto, ho fatto colazione, e poi mi son riaddormentato. Di sasso. Mi ha telefonato per una cavolata, niente di importante, cose che magari di solito se uno ti chiama per dirtele a certe ore tu ti arrabbieresti, ma io, quando ho visto che ora era, mi son detto Grazie al cielo che mi ha chiamato, perché altrimenti facevo tardi al lavoro, e allora gli ho detto, prima di riagganciare, Grazie che mi hai chiamato, e lui Ma grazie di cosa? e io, Ma no, niente, grazie che mi hai chiamato, mi ha fatto piacere sentirti.

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