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Archivio di November, 2009

Domenica

Monday 30 November 2009

Ieri mattina son andato a prendere il giornale, poi volevo andarmelo a leggere al bar, ma c’era tantissima gente, ho detto Torno dopo. Poi non son tornato.

Mentre ero lì sotto i portici che camminavo lentamente mentre leggevo il giornale ho visto con la coda dell’occhio che c’era la porta del bancomat di una banca qui vicino che aveva un cartello con scritto Porta fuori servizio. Ci scusiamo. C’era uno che stava cercando di infilare la sua scheda per far aprire la porta, e la porta non si apriva, mi son fermato, facevo finta di leggere il giornale, volevo vedere quanto tempo ci metteva ad accorgersi del cartello. Ci ha messo sei minuti.

Anche se non sono sicuro che l’abbia visto, magari ha semplicemente ceduto, magari ha pensato Potevano metterci un cartello.

Poi son tornato a casa anche senza aver preso il caffè, mi son ricordato che stavo finendo la carta igienica, la carta da cucina e anche alcuni prodotti per la casa, mi son detto quasi quasi vado al supermercato, quasi quasi vado al Lidl, che l’han appena aperto, che son curioso delle robe che hanno, al lidl, la motozappa usb, quelle cose lì. Mentre prendevo la macchina ho incontrato due miei vicini anziani, mi han detto che secondo loro nevica. Eh, speriamo di no, gli ho detto. Poi sono andato al Lidl, ho comprato le cose di cui avevo bisogno, ho trovato un simpatico magnete telescopico con specchio che probabilmente serve agli anziani per andare a caccia di monetine perse nei tombini. C’erano anche delle polpette precotte, dove sopra c’era scritto Polpette di volatile.

Di pomeriggio, volevo uscire un po’ ma poi dovevo stare a casa a sentire la partita che ce l’avevo promesso a mia morosa, le avevo promesso che mi concentravo, e pensavo che se uscivo mentre c’era la partita magari la sua squadra non avrebbe vinto, e poi mi sarei sentito in colpa, allora ho aspettato che finisse, ha perso lo stesso.

Poi sono uscito. Volevo farmi due passi, qua ci son tutti i negozi aperti, ma faceva freddissimo, pioveva molto, son andato giusto in libreria a prendere i Romanzi in tre righe di Fénéon e poi son tornato a casa, dovevo aver di nuovo sbagliato i calzini, perché avevo un freddo. Poi mi han detto che nel paese qua attaccato nevicava e a me m’è venuta voglia di carciofi.

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Odissea

Friday 27 November 2009

In questi giorni sto scrivendo un adattamento moderno dell’Odissea, dove c’è uno che non si chiama Ulisse, che non si muove di casa e non va da nessuna parte, dove non c’è Penelope, dove non c’è Telemaco, non ci sono i Feaci, non ci sono i Proci, non c’è Polifemo, non ci sono le sirene, non c’è Circe, non ci sono i Lotofagi, non ci sono Scilla e Cariddi, non c’è niente. In effetti non ci assomiglia neanche, all’Odissea. Che poi a pensarci non la sto neanche scrivendo.

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Chissà, cosa sono

Thursday 26 November 2009

chissà, cosa sono

forse sono un’
aquila
volo alto quando nessuno mi vede, poi plano, vengo giù, sono rapace, sono predatore, caccio animaletti, e voi mi odiate, avete paura, avete paura che io mangi voi, ma io

o forse sono un
sasso
sono duro, sono tondo, sono fermo, non mi muovo, non so che fare, andare di qua, andare di là, poi ci provo, e non mi muovo, non mi muovo

o magari sono un
panda
sono tenero, forse cattivo, vivo lontano, ho gli occhi pesti, e se mi date una mano, non mi estinguo

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E niente

Wednesday 25 November 2009

Eccomi qui, non mi piace tanto scrivere con quest’aggeggio (è un software un po’ new-age che ho scaricato l’altra sera) ma già che ci siamo scriviamo, che scrivere, una volta che uno è lì a scrivere, bisogna scrivere, altrimenti cosa si sta lì a scrivere a fare, se non a scrivere. Perché è facile mettersi lì a scrivere e non scrivere, facile, bravo, così son capaci tutti, ma mettersi lì a scrivere e poi scrivere, per giunta, è una cosa difficilissima che io vi sfido, a provarci, e se poi siete davvero bravi dovete provare a mettervi lì a scrivere, e scrivere sullo scrivere, che è una cosa che secondo me bisogna esser dei maestri, star lì a scrivere di scrivere, è come pensare di pensare, o suonare di suonare, o lavare i piatti di lavare i piatti. Son cose che bisogna esserci portati, non si può mica improvvisare, scrivere di scrivere, perché alla fine magari hai scritto un po’ di righe ma in realtà non hai scritto niente, e invece bisognerebbe scrivere di scrivere scrivendo qualcosa, non scrivere parole a caso, ma questo è difficilissimo, non solo bisogna esserci portati, bisogna esserci nati, altrimenti non si fa, non si fa proprio, non si impara. Io non lo so se ci son nato, ma se sono ancora in tempo, lo nasco.

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Geografia padana

Monday 23 November 2009

L’altra settimana ho scoperto con un po’ di sbigottimento che se tracci una linea orizzontale sulla cartina dell’Italia, scopri che Cuneo è a sud di Bologna. Di poco, ma è a sud. Indiscutibilmente. L’altro giorno l’ho raccontato a un cliente che si professa nordico, dico, nordico politicamente, e lui mi ha guardato come se gli avessi fatto un affronto personale.

È strano, secondo me, a Cuneo, definirsi nordico politicamente, padano, come si dice, perché la cosiddetta padania, secondo me, comincia dove comincia la pianura padana, e Cuneo, con la pianura padana, non ha niente a che fare; comincia più in là, la pianura padana, dopo Fossano, dove lo san tutti che ci abita gente strana.

A Cuneo, sabato mattina, c’era un bel sole, faceva freddo ma c’era un bel sole, e poi, venti chilometri più in là, nebbione. Anche ieri sera, tornando a casa, nebbione, nebbione fitto fitto, e poi, cartello Cuneo, cielo sereno, spegni i fendinebbia, quarto di luna gigante.

Comunque, le ultime volte che son passato a Piacenza, c’era la nebbia. M’è venuto in mente che Piacenza ti sembra più bella se non la vedi.

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Cinetico

Thursday 19 November 2009

Quando ti girano le palle, mi diceva un mio amico, quando ti girano le palle avresti l’impulso di distruggere tutto, di fare delle cose di cui potresti pentirti, ma non è così che bisogna fare, mi diceva un mio amico. Mi diceva un mio amico che quando ti girano le palle, l’unica soluzione è lasciarle girare, Che girino, le palle, che girino quanto vogliono, mi diceva, che prima o poi, diceva, prima o poi smettono di girare. E quando smettono di girare, allora sì, è quello il momento in cui bisogna pensarci e agire, perché alle cose, mi diceva lui, è meglio pensarci a bocce ferme.

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Flipper

Wednesday 18 November 2009

A volte la vita mi sembra una partita a flipper dove lanci la pallina e la pallina va subito nel corridoio laterale da dove viene ributtata fuori perché è chiuso poi sbatte contro un respingente finisce di nuovo nel corridoio laterale che stavolta è aperto hai perso la partita e non hai neanche dato un colpo alla pallina.
(Tu dirai che nel flipper ci son almeno altre due palline, ma nella vita no)

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.epub

Tuesday 17 November 2009

Stanotte m’è venuto in mente che avevo una cosa che mi avevano mandato da leggere qualche mese fa e che non avevo mai letto, e mi son detto quasi quasi domani mattina me la stampo e me la leggo. Poi stamattina mi è venuto in mente che me la potevo mettere sul telefono, ho un programma apposta per leggere, e niente, mi son spedito il manoscritto, e vaccaboia, è comodissimo.

Adesso devo provare anche coi libri normali, ché se cammini leggendo un libro sembri uno che si sta facendo i cazzi suoi, se invece armeggi con un dispositivo elettronico sembri uno indaffaratissimo che non perde un attimo si documenta si aggiorna, che uomo, quanta ammirazione.

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Amicizia

Monday 16 November 2009

Mio padre si è iscritto a Facebook a mia insaputa. Non è amico di nessuno, si è iscritto solo per sapere com’era, mi ha poi detto. Ho scoperto che si era iscritto un giorno che mi ha fatto vedere una email dove c’era uno che gli chiedeva amicizia, e lui mi ha detto Ma cosa vuole questo qui.

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Lotteria

Friday 13 November 2009

All’autogrill, quando vado alla cassa per pagare, mi chiedono sempre se voglio un biglietto della lotteria. Io gli rispondo sempre di no, gli dico che non ci so giocare. Poi loro mi guardano un po’ strani, come se stessero parlando a un pazzo.

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