My Blog » 2010 » January

Archivio di January, 2010

I love shopping con Zio Bonino

Friday 29 January 2010

Ieri ho visto una borsa che sarebbe stata perfetta per i documenti dell’ufficio, il prezzo era buono, quindi son entrato nel negozio e l’ho comprata. Al momento di pagarla, la signorina voleva mettermela in una borsa, e io le ho detto no, guardi, la porto così, lei mi ha chiesto se ero sicuro, e io le ho risposto che preferisco davvero portarla così, una borsa, perché, le ho detto, pensare di infilare una borsa dentro un’altra borsa è una cosa che mi fa uscire di testa. Le ho detto, sarebbe come mettere il caffè dentro al caffè. Lei non so se ha capito.

Sabato ho comprato una vaschetta di polenta precotta e pretagliata, solo da infilare nel microonde. Non mi piace tanto la polenta, però era in offerta, costava un euro, era buona come il cartone, e ci ho mangiato due giorni.

Son tre giorni che mi dimentico di comprare il caffè solubile, e son tre giorni che di conseguenza bevo caffè normale. Ma non è la stessa cosa.

36 Commenti

Un singolo granello di polvere che ti entra in testa

Thursday 28 January 2010

Io, quando scrivo, ho bisogno di esser sereno. Anche se scrivo di cose che mi fanno sanguinare, devo scriverne una volta che son passate, una volta che ho fatto pace con me stesso, una volta che sono riuscito a non farmi prendere dai pensieri ma avere il controllo su di essi. È proprio una questione di controllo su di sé: una volta che ce l’hai, io penso, puoi scrivere di qualunque cosa, ma quando il controllo su di te ce l’ha qualcos’altro, che sia qualcosa di grande o una cosa infinitesima, un singolo granello di polvere che ti entra in testa e poi nella tua testa ti sembra tutto sporco, quando il controllo su di te ce l’hanno cose del genere è meglio che tu non scriva niente, perché scrivere, ci vuol della concentrazione.
Anche a scrivere male.
C’era uno, purtroppo non mi ricordo chi è, che diceva che se hai l’urgenza di scrivere, aspetta che passi. Poi scrivi.

(Comunque non c’è da preoccuparsi, non è niente di grave. Uno che dice che non gli ho messo un link.)

17 Commenti

Come fuori

Wednesday 27 January 2010

Stamattina, ho guardato fuori. Ho guardato fuori e ho visto che c’erano due metri di neve. Ho subito richiuso la finestra e son tornato a dormire. Solo che appena ho appoggiato la testa sul cuscino mi son ricordato che avevo un appuntamento con il mio libraio di fiducia, allora ho pensato che potevo scavare una galleria sotto la neve. La pala era in soffitta, son salito su in soffitta a prenderla, ma quando son stato su, mi son accorto che davanti alla pala, era un po’ che non la usavo, davanti alla pala c’era un baule. Quel baule. Oddio, quel baule, mi son detto. L’ultima volta che l’ho aperto c’era la neve, come oggi. Son passati degli anni, dall’ultima volta che l’ho aperto, e mi son ricordato di quando l’ho aperto, e dentro c’era la neve, dentro il baule c’era la neve, come fuori, e all’improvviso mi è venuta voglia di aprirlo di nuovo, per vedere se c’era ancora, dentro, la neve, come fuori, quindi son ridisceso giù di corsa, ho aperto il cassetto della cucina, quello dove ci sta la roba che non sai dove mettere, lo spago, le mollette, lo scotch, le pinze, e in fondo al cassetto c’era la chiave, la chiave del baule. Son risalito, con la chiave, girava a fatica, e io smaniavo dalla voglia di sapere se dentro il baule c’era ancora la neve, come fuori. Poi, ha fatto uno scatto, e l’ho aperto.
Si era sciolta.

(questo post è derivato da un esperimento collettivo autogenerato, che trovate qui. loro hanno continuato, e io li ringrazio tutti)

12 Commenti

Biella è situata ai piedi delle Alpi biellesi

Tuesday 26 January 2010

L’altro giorno ero lì che chattavo con uno che una volta aveva un blog, si chiama Paul The Wine Guy, e siccome in questi giorni ho un po’ la testa girata nel verso sbagliato gli ho chiesto se aveva qualche argomento da consigliarmi, per scrivere sul blog, visto che io di argomenti ne ho pochi, o forse ne avrei tanti, ma non ho tanto la testa per pensarci.
Lui, Paul The Wine Guy, uno che ha vinto anche il premio come blogger dell’anno 2009 e poi ha chiuso il blog, mi ha consigliato di scrivere un post su Biella, che, dice Wikipedia, è un comune italiano di 45.870 abitanti capoluogo dell’omonima provincia nel Piemonte settentrionale.
Dice Paul The Wine Guy che dice Wikipedia che Biella è situata ai piedi delle Alpi biellesi, sezione delle Alpi Pennine, al centro di rilievi montuosi ricchi di sorgenti (Massiccio del Bo, monti Mucrone – con l’omonimo lago – e Camino cuore di questa sezione) che alimentano i torrenti Elvo a ovest della città, Oropa e Cervo a est.
Dice Paul The Wine Guy, quella bestia, che Biella dev’essere proprio un bel posto, per uno che sta a Cuneo.
Io non so se son d’accordo; Paul The Wine Guy intanto dice che sta bene e vi saluta tutti (lui però l’ha detto con parole più colorite).

19 Commenti

Il millenovecentoottanta

Thursday 21 January 2010

Diceva Kottke, mi diceva l’altro giorno Amedeo, che se Ritorno al futuro lo avessero girato oggi invece che nel 1985, Marty McFly non ritornerebbe al 1955, ma al 1980.
Nel 1985, pensare al 1955, mi sembrava di pensare alla preistoria, ma adesso, nel 2010, se penso che io nel 1980 c’ero, non proprio so cosa dire, perché quando mi ci ha fatto pensare ci son rimasto male, e ci rimango male tutte le volte che ci ripenso.
Avevo sei anni, nel 1980.

60 Commenti

Un panettone.

Wednesday 20 January 2010

Mi piace, il panettone. Ieri, mia zia me ne ha portato uno. Un panettone da cinquecento grammi. Credo le sia avanzato dalle feste.
Lei lo sa che mi piace, il panettone.
Ieri sera, a cena, ho mangiato la minestra. Due bei piatti.
E dopo, un panettone.
Intero.

20 Commenti

Bambini (romanzo in 98 battute)

Tuesday 19 January 2010

Io volevo fare l’astronauta. Il mio vicino di banco voleva fare l’elettricista. Lui ce l’ha fatta.

38 Commenti

Dentifrici

Monday 18 January 2010

Sabato pomeriggio, tornando da pranzo, sono passato al supermercato, come tutti. Sembra una cosa così conformista, così borghese, come si diceva un tempo, ma se dico che sabato mattina avevo spremuto il dentifricio al di là del possibile si capirà che non era procrastinabile, la sosta al supermercato. Non si può mica, star senza dentifricio. Avevo bisogno anche di altre cose, robe da mangiare, perché in questa casa se non faccio la spesa io, guarda un po’, in questa casa se non faccio la spesa io non la fa nessuno, e va bene che vivo da solo, però secondo me non è una giustificazione.
Comunque, ho visto che c’era un dentifricio in sconto, tre confezioni a prezzo speciale, non mi ricordo il prezzo totale ma mi ricordo il prezzo al litro, sì, il dentifricio lo misurano a litri, e il prezzo al litro era, mi sembra, sedici euro e sessantasette o giù di lì. Metto il pacco nella sporta, però controllo se, magari, ci sono altri dentifrici che costan meno, come prezzo al litro. Non ce n’è. A dirla così uno magari non ci crede, ma se uno guarda bene, i dentifrici possono arrivare anche a costare quaranta cinquanta euro al litro. Mi sembra tanto. Poi vedi che anche il caffè solubile può arrivare a quelle cifre lì, e ti stupisci di meno, però subito subito ti vengon degli scompensi, a guardare i prezzi al litro, o al chilo.
Dopo son arrivato a casa, mi son lavato i denti, mi son accorto che il dentifricio che avevo comprato era verde, un verde quasi fluorescente che, se c’era scritto sulla confezione, non lo compravo mica. Forse l’ho già detto, ma io li detesto, questi dentifrici colorati, secondo me son cose contronatura.

25 Commenti

Tagliarsi le unghie

Friday 15 January 2010

(Oggi, a Apogeo, fanno un incontro per parlare di libri digitali. Mi sarebbe piaciuto molto andarci, ma non posso. Però ho scritto una cosa, si potrebbe dire una specie di pamphlet (di giusto un paio di pagine), ieri, invece di pranzare. Lo trovate nei contributi, su questa pagina.)

Quando mi taglio le unghie mi sento sempre un po’ strano per due o tre giorni. Ogni cosa che tocco, dopo che mi son tagliato le unghie, per due o tre giorni diventa strana: le maniglie, la carta, le chiavi, il volante, o la tastiera del computer, tutto diventa strano, a toccarlo, e questa stranezza si ripercuote su tutto il mio corpo e la mia psiche. L’ho detto anche alla mia ragazza, lei dice che le unghie non bisogna tagliarsele, ma bisogna limarsele spesso. A me passarsi la limetta sulle unghie sembra una cosa così poco virile, ci ho pensato ma proprio non ce la faccio.
Poi, comunque, secondo me, le unghie sono tecnologicamente superate.

26 Commenti

Una storia di cento parole

Thursday 14 January 2010

Vi volevo dire che Hannes Pasqualini, nel suo ciclo Cento storie cento parole, illustra una mia storiella di cento parole. Secondo me è venuta bene.

4 Commenti