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Archivio di February, 2010

Tigremucca

Friday 26 February 2010

C’è, allo zoo di Suzhou, in Cina, una tigre vegetariana, mi hanno detto, una tigre che sta , in mezzo all’erba, e pascola, harmlessly passing her time in the grasslands away, con i visitatori dello zoo di Suzhou, in Cina, che non sanno più cosa dirsene: la guardano, e lei è lì che bruca l’erba, sta lì, tranquilla, in mezzo all’erba, e bruca l’erba, indifferente a tutto quello che le capita intorno, indifferente alla gente, e alle altre bestiole. Non posso fare a meno di immaginare la tigre, la tigre vegetariana la chiamano, che guarda passare i treni con i suoi occhi opachi, non posso fare a meno di pensare a questa tigre che se qualcosa la spaventa, lei dice mu.
E questo post qua finisce così.

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Carogna

Wednesday 24 February 2010

Adesso è un po’ che è un periodo che se mi metto a scrivere, o solo mi metto a pensare di scrivere, mi sale su la carogna. E se invece penso che non sto scrivendo, uguale. Son cose che fan pensare.

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Giorgio aveva un panda (poesia)

Tuesday 23 February 2010

Giorgio aveva un panda
che aveva
un occhio nero
perché lui
lo picchiava.

Ma il vicino,
quell’orribile vicino,
aveva chiamato il vuvueffe.

Erano arrivati,
il vuvueffe,
e avevano tolto
(a Giorgio)
la patria potestà
del panda.

E Giorgio era triste,
perché a lui piaceva,
picchiare il panda.

E il panda era triste,
perché
(sinceramente)
piaceva anche a lui.

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Mutande

Monday 22 February 2010

Questo mi ha fatto venire in mente che c’è un mio amico, non so bene se fidarmi, c’è un mio amico che dice che quando va a comprare le mutande lui le compra sempre di due misure in più: le commesse gli fan delle storie, gli dicono che gli stan larghe di sicuro, ma poi lui gli spiega che in particolari situazioni quelle della sua misura non gli stanno. Dice che dopo loro vogliono subito andare a casa sua a controllare.

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Pane

Thursday 18 February 2010

Son andato a prendere il pane, volevo quattro roselle, mi son sbagliato, ho detto rosette. Mi son corretto, ho detto Scusa, volevo dir roselle, e lei, No no, è giusto, rosette. È strano, a me è sempre venuto da dir rosette ma mi son sempre corretto, mi sembrava che lei dicesse roselle. Tu le hai sempre chiamate roselle, mi dice, e io ho sempre capito, che volevi dir rosette.
È un anno e mezzo che vengo qui, e ho sempre sbagliato a parlare.

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Sensi

Wednesday 17 February 2010

La prima cosa che arriva è la vista. Spesso vedi le persone da lontano, e le riconosci. Poi, quando si avvicinano, le senti con le orecchie. Non sempre, però. Quando ci son degli ostacoli alla vista, capita che senti con le orecchie prima di vedere con gli occhi: riconosci una voce, ti giri, e cerchi con gli occhi la sorgente di quella voce, e poi la vedi. Pensavo a queste cose l’altra sera, e m’è venuto in mente che si potrebbe tentare di classificare le persone che hai conosciuto nella tua vita tramite i sensi; non sono un grande classificatore, per cui l’idea è solo un abbozzo, ma pensavo, l’altra sera, che si potrebbe tentare di classificare le persone che hai conosciuto nella tua vita tramite i sensi, a partire dalle più lontane, arrivando alle più vicine.
Potrebbero esserci infinite variazioni, sia oggettive, sia soggettive, ma nell’ordine di, diciamo, importanza nella tua vita, una classificazione, in una specie di grafico a cipolla, potrebbe essere più o meno così: ci sono le persone che hai soltanto visto, le persone che hai soltanto ascoltato, le persone che hai visto e ascoltato, ci sono le persone che hai visto, ascoltato e toccato, e poi le persone che hai visto, ascoltato, toccato e annusato, e poi, alla fine, le persone che hai visto, ascoltato, toccato, annusato e gustato.
Come classificazione, secondo me va bene.

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Musica sacra del detersivo

Tuesday 16 February 2010

(Ieri è uscito Finzioni n.10, che tra l’altro si può scaricare in formato pdf. Dentro, in mezzo a molte belle cose, come un brutto anatroccolo, c’è un mio pezzo, che parla di Learco Pignagnoli, lo scrittore che non c’è.) (Questo post qui, invece, vien fuori da un software, questo qui, ho provato a leggerlo ad alta voce, secondo me vien bene.)

Ti svegli, di merda.
A volte che veniva tutti i fine settimana comincia col lunedì mattina, sto male esser lì piantato ai confini tra la patente, lei anche mio sentire, il mio amico, guarda, mi ci compravo delle volte mi ci compravo delle caramelle goleador alla coca- cola, era solo che ero andato a trovarla, in a silent way di nessuna importanza determinano il controllo su di te ce l’ha qualcos’altro, che mi fanno musica sacra del detersivo.
Non era mai stato in ospedale a tutti quei tempi.
Poi, dopo colazione son uno che io non ce la mia sdraio, e cosa è successo?
mi ricordo che ho fatto che la stanza, mi si è aperta un’altra roba che io lì vicino al lunedì mattina e lo ricordava che cominciava a pensare a me Genola se non mi aspettavo grosse cose che mi ricordo chi è, che diceva che da Cuneo e il cartello Provincia di Cuneo di sicuro dirà che cominciava a Fossano, ed era un periodo che cominciava a quei tempi.
Poi, dopo che era morta.

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Sono una persona orribile /16

Monday 15 February 2010

Ieri sera ho riletto Zio paperone e il Canto di Natale e mi sono commosso.

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Cose di un secolo fa

Friday 12 February 2010

Stamattina m’è venuto in mano un giornale, si chiama Il Secolo XX, un giornale di Milano del 1915, c’era una guerra, nel 1915, però c’erano anche delle pubblicità.

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Conclusione

Thursday 11 February 2010

E quando tutti erano morti, ed ero rimasto solo io, non sapevo più cosa fare.

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