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Archivio di July, 2010

Arrota parole

Thursday 29 July 2010

È arrivato l’arrotino.
Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto!
Donne è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli.
Ripariamo cucine a gas: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gas.
Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas.

Ci son dei libri che secondo me son passati attraverso un arrotino e le parole son così affilate che se non si sta attenti ci si può anche tagliare.

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Una fucina di idee

Wednesday 28 July 2010

Adesso mi son messo in testa di aprire una fabbrica di cartelli. Ho già in mente il primo. Si tratta di un cartello adesivo fatto per essere attaccato alla portiera del guidatore delle auto.
C’è scritto, in caratteri, come direbbe un mio amico, cubitali:

Se il mio veicolo è in movimento
E il tuo veicolo è in movimento
E stai leggendo questo cartello
MI STAI SUPERANDO

e sotto, più in piccolo:
(Converrai che non è bello)

Secondo me può aver successo.

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Vagabondi

Friday 23 July 2010

Siam qua, a Marina di Carrara. È un posto dove c’è il mare, ma da qua, dentro un giardino, non si vede, anche se si sente che c’è, il mare, non so come, ma è così. Comunque, siam qua adesso, ieri eravamo a Roma, siam passati da Kansas City, e stasera non so mica dove siamo, siam dei vagabondi, oggi in un posto, domani in un altro, e poi chissà. Mi viene in mente che domenica, alle 18.30, siamo a Pescara, in piazza salotto, si chiama piazza Rinascita ma la chiamano piazza salotto, non so perché ma mi han detto così. Mi sembrava una cosa che dovevo dire. Adesso son qua, che scrivo su un cellulare, e tra poco si parte. Statemi bene.

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Amar la spam

Tuesday 20 July 2010

Ci son diversi tipi di spam, c’è quella automatica che tutti odiamo e poi ce ne son altri tipi, in particolare c’è quella più casereccia, di aziende che trovano il tuo indirizzo chissà come, magari comprandolo da qualche altra azienda che vende elenchi di indirizzi email (esistono aziende che vendono elenchi di indirizzi email: altro indizio della decadenza del mondo occidentale) (esistono anche aziende che vendono elenchi di indirizzi di blogger, davvero, non sto scherzando), e ti mandano delle mail, evidentemente realizzate a mano, diciamo, mail in cui pubblicizzano i loro prodotti, le loro piastrelle, i loro software, i loro vini, le loro villette in riva al lago. Queste mail qui, alla fine, son simpatiche, hanno un non so che di ingenuo che mi ispira una certa qual empatia nei confronti dell’estensore, infatti io a queste mail rispondo sempre. Risposte corte, in genere. Dico Ma che meraviglia! o Grazie di avermelo detto! o Adesso che lo so la mia vita non sarà più la stessa. La cosa più bella è che tre volte su quattro poi questi tizi ti mandano altre mail con ulteriori informazioni, chiamandoti per nome e dicendoti che hai ragione, le loro piastrelle sono davvero fantastiche, i loro vini sono davvero speciali, eccetera. Son cose che mi divertono tanto, forse davvero sono una persona orribile.

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Il mondo è una macchina del tempo piena di gnocchi e meringhe

Thursday 15 July 2010

Son cose che uno non ci pensa, le sa ma non ci pensa, oppure non le sa, e non ci pensa perché non le sa, però, anche se le sa, tutte le volte che le legge o le sente dire, lo colpiscono come lo colpivano le meringhe che faceva la signora che abitava vicino ai nonni, quella signora anziana che faceva delle meringhe che, mi venisse un crampo, non m’è più venuto da trovarle, delle meringhe così buone come le faceva quella signora anziana che abitava vicino ai nonni, quella che suo marito faceva il tabaccaio, poi lui è morto, e poi è morta anche lei. Ma torniamo un attimo indietro che mi son fatto prender la mano. Leggevo ieri un post del prof. Balbi, lo chiamo prof. per celia, è mio amico, uno di quegli amici a cui racconti per filo e per segno gli esiti delle tue visite urologiche prima ancora di raccontarli a tua madre, dicevo, leggevo ieri un post del prof. Balbi dove parlava della velocità della luce, e diceva che Siccome la luce impiega sempre un certo tempo a raggiungerci, ciò che vediamo guardandoci intorno sono quindi in realtà i fantasmi di cose passate. Una cosa lontana 300 metri vi appare come era un milionesimo di secondo fa. Bazzecole. Però, se guardate, che so, Moon and Half Dome di Ansel Adams, la Luna è 1.2 secondi più giovane delle montagne (perché la sua luce ha viaggiato per circa 1.2 secondi prima di raggiungere l’obiettivo). Se fotografate un tramonto sul mare, il Sole sullo sfondo è circa 8 minuti più giovane della schiuma sulla spiaggia. Son cose che uno non ci pensa, le sa ma non ci pensa, oppure non le sa, e non ci pensa perché non le sa, però, anche se le sa, tutte le volte che le legge o le sente dire, lo colpiscono come lo colpivano gli gnocchi di patate al ragù che faceva nonna al giovedì, e uno pensa agli gnocchi, e alle meringhe, e al ricordo che ne ha, e pensa che già allora, quando guardava gli gnocchi e le meringhe, li vedeva non come erano in quel momento in cui pensava di vederli, ma in un qualche momento imprecisato, bisognerebbe fare un calcolo, in un qualche momento precedente, e gli viene da pensare che le cose, non le vedi mai come sono adesso, ma le vedi com’erano un po’ prima, e anche te, te che ti sto guardando, e ti guardo tutte le volte che posso, non ti vedo mai come sei adesso, ma com’eri poco fa, non tanto tempo fa, ma non adesso. Son cose che uno non ci pensa, le sa ma non ci pensa, oppure non le sa, e non ci pensa perché non le sa, però, anche se le sa, tutte le volte che le legge o le sente dire, gli vien voglia non dico di meringhe, ma di gnocchi al ragù. Che poi è anche giovedì.

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Dopo una notte di sogni inquieti

Wednesday 14 July 2010

C’era uno che si era svegliato con un buco nella tempia, e da quel giorno lì doveva stare sempre con la testa inclinata, altrimenti gli colava via il cervello.

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Was ist los?

Monday 12 July 2010

Domenica mattina. Compro il giornale. Ho appuntamento con i miei per il caffè. Non li vedo. Accendo la musica nelle orecchie. C’è un blocco di cemento, un dissuasore contro il parcheggio selvaggio. Ci salgo su, in piedi. Cerco i miei. Non li vedo. Do un’occhiata al giornale, lì, in piedi sul dissuasore. Dopo un po’, alzo gli occhi dal giornale. Tre turisti tedeschi, fermi davanti a me da chissà quanto, discutono tra loro mentre mi guardano con interesse.

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Siamo gente ricorsiva

Friday 9 July 2010

Cerea è una parola piemontese che significa Buongiorno. Ne parlavo l’altro giorno con Mitì, e dicevamo che pare che derivi da una contrazione di Buongiorno Signoria Vostra e non riuscivamo a capacitarci di come possa essere successo, che Buongiorno Signoria Vostra sia diventato Cerèa, ma poi m’è venuta l’idea che siccome Cerèa significa Buongiorno, probabilmente il Buongiorno Signoria Vostra è in realtà più un Cerèa Signoria vostra, e Cerèa è proprio la contrazione di Cerèa Signoria Vostra, che a sua volta è una contrazione di Cerèa, Cerèa Signoria Vostra, che a sua volta è una contrazione di Cerèa, Cerèa, Cerèa Signoria Vostra e così via.

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Sull’integrazione e il terrorismo

Thursday 8 July 2010

Dicono l’integrazione l’integrazione, ma nessuno ci fa caso agli inconvenienti delle famiglie multietniche. Io ci sto anche provando, tipo che ho la fidanzata di Firenze, solo che succedono delle cose, tipo sul balcone, che a un certo punto lei si mette a dire ad alta voce cose come Quell’armadietto lì potremmo metterlo qui, e dentro ci mettiamo tutte le granate.
Tu ti guardi intorno per veder se ha sentito qualcuno, ché sai benissimo che le granate son le scope di saggina, e che i fiorentini adoperano quel termine abitualmente, però i vicini, i vicini qua di Cuneo, chissà cos’han pensato.

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Tié

Wednesday 7 July 2010

(Domani sera, giovedì 8 luglio, all’Ippogrifo Bookstore di Corso Nizza 1, a Cuneo, alle ore 21.15, ci sarà la presentazione di Spinoza, un libro serissimo. E niente, volevo che lo sapeste. Se venite, è bello.)

Ci son dei periodi che non mi vien nessuna idea e mi tirerei dei calci in culo, tanto mi odio, in quei periodi lì. Adesso è un periodo che invece le idee mi vengono, mi vengono delle idee magari lunghe da realizzare, ma che secondo me son anche belle. Ieri, mentre ero in macchina, m’è venuta un’idea, una di quelle che le riconosci subito quando ti vengono, e ho pensato O no, un’altra, proprio in questo periodo che non ho tempo per far niente, e ho fatto e fatto finché non son riuscito a mandarla via, ‘sta stronza. Tié.

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