Oggi si ricomincia a lavorare. Oggi finisce tutto. Mai più uccellini cantanti, mai più lunghe scampagnate, mai più grigliate, mai più giornate passate a rosolarsi al sole finendo libri, mai più bagni nel mare azzurro, mai più cavalcate, mai più corse a chi arriva per primo in cima alla montagna. Oggi comincia l’autunno, l’autunno della vita, e quest’estate non ho fatto nessuna delle cose che ho scritto. Ma è un simbolo. Tornare al lavoro significa che nulla di tutto ciò è più possibile, che la nube ci sovrasta, e un lungo inverno è alle porte. La distruzione totale dell’umanità è imminente, non c’è niente da dire e non c’è niente da fare, finisce l’estate e domani è Natale, i regali, l’amicizia, il piumone, gote rosse e un grog davanti al caminetto. E dopodomani è primavera, e fiorellini e amore, e spensieratezza e gioia.
(Vedi, a volte scrivere ti cambia l’umore.)