Stamattina mi son svegliato che saran state le cinque e qualche cosa. Eran quasi le sei quando alla fine mi son alzato, non ce la facevo più. La sete, la fame. Ho fatto colazione, e poi mi son messo sul divano a leggere un libro. Mi son svegliato che eran le otto.

Non lo faccio mai, ho fatto una seconda colazione al bar. Croissant alla crema e caffè. Non so come ma mi son trovato infilato in una conversazione che parlava di vincite al superenalotto. Dicono che ci sono centinaia di milioni di euro in palio, qualcuno dice che gliene basterebbe anche solo uno. Io dico magari un paio, una casetta senza pretese in costa azzurra, e tutto il resto per mantenersi. Qualcuno dice eh, una casetta per i weekend, ma io dico quali weekend, non ci sarebbero più, i weekend, sarebbe sempre domenica. Un altro dice magari poi torneresti qua per le vacanze, ti chiederebbero come mai non ti si vede più in giro, tu risponderesti che ormai abiti stabilmente in costa azzurra, e loro ti direbbero ah, sei diventato francese.

M’è venuto in mente che l’altro giorno mi sembrava di avere dei fiorellini nella pancia, dei fiorellini che ogni tanto sbocciavano in bolle di sapone che girovagavano per la città per la gioia di grandi e piccini, delle bolle di sapone che a un certo punto sarebbero esplose con il loro profumo di fiorellini.

Non lo so cosa c’entra, ma vincere al superenalotto per poi diventar francese, all’improvviso mi è sembrata una ben magra vittoria.