Questo potrebbe essere un segnale, mi dicevo. Potrebbe essere il segnale che mi fa capire come vanno veramente le cose. Avevo lasciato il sacchetto dell’immondizia lì, e non c’è più. L’avevo lasciato lì, vicino alla porta, e non c’è più. Sono sicuro, sarà mezz’oretta fa, l’avevo lasciato lì un attimo, mi son detto Poi mi metto le scarpe e lo porto, l’ho lasciato lì, son rientrato in casa e ho fatto delle cose, poi mi son messo le scarpe, son uscito e non c’era più. Questo potrebbe essere un segnale, mi dicevo. Ma di cosa? Che c’è qualcuno che fa le cose per te? Che l’universo si autoregola, e se c’è dell’immondizia che avevi intenzione di buttare la butta via lui? Ma non c’era l’entropia? Non c’era quel principio della termodinamica che dice che le cose, pian piano, si dirigono verso il disordine? E allora come mai c’era quel sacchetto di immondizia, mezz’ora prima, e adesso non c’era più? A questo pensavo, questa cosa è un segnale, di sicuro, ma che segnale è, mi dicevo, mentre rientravo in casa e vedevo la posta sul tavolo, che avevo preso prima, dalla buca, mezz’oretta prima, mentre tornavo da portare giù l’immondizia.