Mi sveglio in un posto, non so mica bene dove sono. C’è uno che russa, nel letto vicino. Lo conosco. Ci metto un po’ ma lo riconosco. Mi ricordo anche dove sono e perché. Il tizio lì nel letto vicino continua a russare, io penso che sia strano di non averlo sentito stanotte mentre dormivo, magari è proprio il fatto che dormivo che mi ha impedito di sentirlo, e forse anche io, anzi, quasi sicuramente, anzi, sicuramente russo anche io, e magari lui ieri sera mi ha sentito, chi lo sa. Bisognerebbe, quando due che russano dormono nella stessa stanza, sincronizzarsi, decidere esattamente il momento in cui ci si addormenta insieme, e decidere esattamente il momento in cui ci si sveglia insieme, di modo che nessuno dei due senta il russare dell’altro, di modo che il russare si annulli, il russare diventi effettivamente non esistente, come il rumore di quell’albero nella foresta, che chissà, se fa rumore, se nessuno lo sente. E niente, adesso gli tiro una botta in testa.