Ciao,
sono a Tunisi. Passo il Santo Natale con i tunisini. Nevica. È tutto bianco. Stranissimo, a Tunisi. Cose che uno non s’aspetta. Ci son dei ragazzetti che pattinano sul ghiaccio, sul mare, ma bisogna stare attenti, glielo dico in quella specie di francese che parlo io, bisogna stare attenti, gli dico, bisogna stare attenti, che la lastra è sottile, c’è il rischio che si rompa, e se non stai attento poi lo vedi, cosa succede. Mi considerano un po’ un guru della neve e del ghiaccio qui, da quando gli ho spiegato da dove vengo, da quando gli ho spiegato dov’è Cuneo pendono dalle mie labbra, qua non son abituati alla neve e al ghiaccio, cosa vuoi, a queste latitudini non sanno neanche fare gli igloo, questi africani. Ma io gli ho spiegato, adesso son diventati bravissimi. Non gliel’ho detto che tutta la mia conoscenza arriva dal Manuale delle Giovani Marmotte, e non gliel’ho detto che a Cuneo non fa poi così freddo, fosse Borgo San Dalmazzo, allora sì, lì fa freddo e ghiaccio e neve, ma a Cuneo, cosa vuoi che sia, in confronto a Borgo San Dalmazzo è Tunisi. Comunque imparano veloci, questi africani: ieri gli ho insegnato a fare i pupazzi di neve, e adesso ne stan facendo uno a forma di amicizia tra i popoli.