Stamattina mi son ritrovato a scrivere la parola Malloppo. La cosa più normale del mondo, una parola abbastanza comune, soprattutto se il tuo cosiddetto background culturale è costituito in massima parte di avventure di Bassotti che cercano di rapinare Paperon de’ Paperoni, ma dopo che ho scritto la parola Malloppo e l’ho vista lì, impressa sullo schermo del computer, mi son messo a guardarla e mi sembrava, mi sembrava proprio di non averla mai vista prima. Me la rigiravo tra gli occhi e sulla lingua, Malloppo malloppo malloppo, mi dicevo, e più me la giravo e ripetevo, più mi sembrava una parola strana. Malloppo malloppo malloppo.