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Archivio di May, 2011

Ciao coglione

Tuesday 24 May 2011

Uno, magari, quando diventa coglione, magari in quel momento lì se ne accorge anche, gli viene in mente d’esser coglione: non starò mica diventando coglione? si dice; ma poi, dopo un po’ che uno è coglione, secondo me si abitua, e non ci pensa neanche più di esser coglione, non pensa neanche più che si sta comportando da coglione, no, niente, ormai è la sua natura: non è mica una corteccia, la coglioneria, che la puoi staccare, no, uno dopo un po’ che diventa coglione poi per lui è normale, esser coglione, e non ci puoi fare niente, un coglione è un coglione, e per lui sei strano te che non sei coglione; sempre se non sei coglione anche te, perché allora andiam proprio bene, complimenti.

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Scienza. Funziona.

Wednesday 18 May 2011

Come scienziato, m’è venuto in mente stamattina, son sempre stato portato, e se ci avessi pensato prima, se avessi guardato me stesso con gli occhi che ho adesso, probabilmente la mia vita sarebbe stata del tutto diversa, mi son detto stamattina, quando d’un tratto, mentre leggevo un libro, un libro di divulgazione scientifica, mi son ricordato di quando da piccolo avevo provato a mettere due dita nella presa della corrente e non succedeva nulla, così col cacciavite avevo smontato la presa e avevo toccato direttamente i fili. Così funzionava, sì, funzionava.

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La mia vita sulle poltrone girevoli

Monday 16 May 2011

Io con le poltrone girevoli ho un rapporto conflittuale. O forse no. Diciamo che ho un rapporto conflittuale con le persone che mi guardano stare su una poltrona girevole. È che la gente non le capisce, le poltrone girevoli. Non capisce la parola girevole, delle poltrone girevoli. Le poltrone girevoli son girevoli per definizione. La gente mi guarda star su una poltrona girevole e dice Non potrebbe star fermo, quello lì, sulla poltrona girevole? ma son gente che non ha il senso del linguaggio, delle parole, del lessico, ché le poltrone girevoli son fatte così, per girare, per definizione, e se ti avessero dato una poltrona normale, fissa, allora ci sarebbe del senso a star fermi, ma se ti danno una poltrona girevole, se non la fai girare, secondo me le rendi un brutto servizio. Facile poi dopo criticare uno che sta su una poltrona girevole e la fa girare, ma secondo me, e dico secondo me così per ridere perché è un dato di fatto, secondo me se stai su una poltrona girevole e stai fermo, sei uno che non sa stare al mondo. E poi la poltrona girevole si offende.

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Annunciazione annunciazione

Friday 13 May 2011

Interrompiamo le irregolari trasmissioni per segnalare che domani sabato 14 maggio 2011 alle ore 15, al Salone del libro di Torino, Padiglione 2, Spazio Autori A, con Stefano Andreoli, (quasi) tutto lo staff di Spinoza, e Maurizio Milani (ospite d’onore al quale non siamo degni di sciogliere i legacci dei sandali, se li ha) presenteremo Spinoza. Una risata vi disseppellirà, il nuovo volume dedicato alle peripezie di questo nostro mondo in quest’ultimo anno. Se non potete esserci, sappiate che il libro uscirà nelle librerie il 26 maggio prossimo.

Domenica, sempre al Salone del libro di Torino, alle ore 16, spazio ebook startup, invasioni mediatiche, Padiglione 2, insieme a Paolo Nori, presenteremo la nostra casa editrice digitale Sugaman, con la partecipazione di Luciano Marrocu, di cui abbiamo appena pubblicato Le rivoluzioni vanno sempre storte, che è un libro elettronico che non potete assolutamente perdervi, come anche il precedente Restituiscimi il cappotto, di Adrian Bravi, che è uscito a aprile (c’è anche la nostra grafica Simona Toncelli, ma dice che vuol farci una sorpresa).

Poi, se siete lì al Salone del libro, andate allo stand di Bookrepublic a rubare (è gratis) una copia del libretto Questo non è un ebook, che ho scritto insieme a Letizia Sechi. Se non potete essere lì lo potete scaricare anche in formato ebook (è gratis anche quello), anche se con quel titolo si potrebbe rompere il continuum spaziotemporale.

Sembra pubblicità, ma sembrava brutto non avvertire. Son quelle cose che comunque fai, sbagli.

(è anche per spiegare perché sono stato un po’ assente, ultimamente)

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Sono una persona orribile (ultimate edition)

Thursday 12 May 2011

Davanti ai cassonetti c’è un crocicchio di ragazzi portatori di handicap, poco più in là ci sono quelle che potrebbero essere le loro insegnanti, che stanno parlando tra loro. Li aggiro tutti e butto il mio sacco nel cassonetto dell’indifferenziato. Quando sono a qualche metro di distanza sento il rumore del cassonetto che si chiude, e una delle insegnanti che urla Vi avevo detto di non giocare coi cassonetti. Mi allontano facendo finta di nulla. Sono una persona orribile.

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Sono una persona orribile /33

Wednesday 11 May 2011

Stamattina mi ha chiesto cosa volevo per pranzo. Ho detto a caso: Pasta e zucchine. Arrivo a casa e c’è pasta e zucchine. Domani provo a dire: Pasta e Viakal.

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Sensi di colpa

Tuesday 10 May 2011

Mi sento un po’ in colpa, caro blog: ti ho trascurato un po’. Lo so che è così e anche tu lo sai, anche se adesso sei lì che fai finta di niente e mi corri incontro tutto pimpante e festaiolo, ma dentro io lo so che covi del rancore, e hai ragione, cosa vuoi che ti dica, ho fatto passare tanto tanto tempo per i nostri, miei e tuoi, standard, prima di scrivere ancora qui, ti chiedo scusa, caro blog, magari eri anche in pensiero, magari ti chiedevi se non mi fosse successo qualcosa, e magari negli ultimi giorni te lo eri anche augurato, vedendo che magari in altri posti qualche frase la scrivevo. Ti chiedo scusa. È che ho avuto talmente tante cose da fare, da preparare, da scrivere, che al mattino, quando mi alzavo, invece di pensare a te come sempre era successo, dovevo pensare ad altro, tutte cose belle, vai tranquillo che nei prossimi giorni te le racconto tutte. Sì, è una promessa, così domani ci vediamo di nuovo e ci raccontiamo delle belle cose. Sei contento? Io sì. Ma come sei cresciuto.

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