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Archivio di June, 2011

In italiano, quasi

Wednesday 29 June 2011

L’altra sera cercavo qualcosa di diverso da leggere, ho trovato un libro che, chissà come, era finito sul mio hard disk. Un libro di quelli in commercio, che peraltro possiedo in cartaceo, ma che non avevo mai letto, un libro trasposto in ebook da qualche volenteroso incurante dei diritti d’autore a partire da scansioni delle pagine, o dalla conversione di un qualche file di altro tipo. Mi sono accorto subito che era pieno di errori: molte parole erano attaccate alla successiva. Davvero molte, almeno una decina per pagina. Subito l’ho bollato come illeggibile, ma poi sono andato avanti, e non ci facevo quasi più caso, e l’ho considerato quasi un valore aggiunto, quasi una traduzione in una lingua simile all’italiano, ma un po’ diversa.

Una corrente d’ariacalda
Masseturbinose di vapore
Le budella gettate sullaroccia
La guancia sullaterra
Camminava con una specie disconsolata risolutezza
La figura corpulenta si chinavaavanti
Si aspettava di vederlobattere umilmente in ritirata
Sulle sue spallepesava l’autorità del capo
Proruppe l’esplosionesulfurea
La prese con tutte e due le mani, accarezzandolaquasi

L’ho quasi finito, secondo me è molto più bello così.

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Siena per principianti

Monday 27 June 2011

Siena, mi han detto, è costruita su sette colli*. L’ho già sentita da qualche parte.
A Siena conviene muoversi a piedi, anche se per andare da un posto all’altro tocca scarpinare in salita. Ma va be’, ti dici, al ritorno almeno sarà in discesa. E invece è in salita anche al ritorno.
Le città toscane, ognuna ha un’altra città contro la quale c’è un po’ di odio, Pisa, Livorno, Firenze, Lucca, le città toscane han tutte dei motivi per odiare una qualche altra città toscana. Ho chiesto Ma i senesi, chi è che odiano?, mi han risposto che i senesi si odian tra di loro.
Alle sette di sabato mattina, sulla tangenziale di Siena, non c’è nessuno. Che strano, è così un bel posto.

*mi dicono che in realtà i colli sarebbero tre. Io non ho controllato, mi han detto sette e mi son fidato. Sarebbe a dire che non c’è da fidarsi dei senesi? Che mondo. (Che poi i senesi che ho conosciuto io erano quasi tutti pugliesi. E qualche calabrese.)

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Elogio dell’acqua frizzante

Friday 24 June 2011

L’altro ieri alla stazione mi sono comprato una bottiglietta d’acqua frizzante, da bere in treno, ma poi in treno mi son addormentato, non l’ho bevuta, poi quando son arrivato a casa devo averla messa vicino al letto, e stamattina, quando mi son svegliato, m’è venuta voglia di bere, ho bevuto dell’acqua, era frizzante, era una gioia, una gioia inattesa. Quando bevo dell’acqua frizzante per me è sempre festa, la bevo poco, di solito quando bevo acqua bevo l’acqua del rubinetto, ma ogni tanto, se devo andare in giro e sono senz’acqua, mi compro una bottiglietta di acqua frizzante, e son subito contento, con tutte quelle bollicine che mi solleticano il palato l’esofago e anche un po’ il cervello, devo dire.
Chissà come ha fatto, l’uomo, a scoprir l’acqua frizzante. Chissà come si è sentito quell’uomo primitivo che per sbaglio ha messo dell’anidride carbonica nell’acqua e ha visto che era buono. Non lo so, come ha fatto, ma rimane che l’ha fatto, e per me è un regalo meraviglioso, quello dell’acqua frizzante, un regalo che ancora oggi l’umanità può gustare con somma delizia. In ogni caso, chiunque tu sia, amico primitivo che hai scoperto l’acqua frizzante, io ti ringrazio, hai fatto una bella cosa, bravo, sei stato carino.

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All’improvviso i carabinieri

Monday 20 June 2011

Stamattina mi hanno telefonato i carabinieri per sapere se andava tutto bene. Io ci son rimasto male ma loro eran gentilissimi mi han spiegato che stavo continuando a chiamare il 112 e volevan sapere se era tutto a posto. Ho scoperto che con questo vecchio telefono che sto usando in questi giorni si possono chiamare i numeri di emergenza anche se la tastiera è bloccata, che è una cosa che se uno magari sta morendo e gli han tranciato tutte le dita tranne uno può venir utile, ma se uno il telefono lo tiene in tasca magari anche no. Comunque son gentili i carabinieri di Cuneo, alla fine han visto che ero veramente mortificato per l’incidente e si son scusati loro.

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Signor Morato

Saturday 18 June 2011

A me sembra normale che uno che ha la maglia con su scritto Antony Morato, i pantaloni con su scritto Antony Morato, la borsa con su scritto Antony Morato (non so le scarpe, da qua non si vedono), mi sembra normale che si chiami Antony Morato.
Non so cosa ho fatto. Son qui sul treno, ho vicino uno che ha scritto Antony Morato dappertutto, sulla maglia, sui pantaloni, anche sulla borsa, ha anche la sigla: AM, c’è scritto. Lui mi rivolge la parola per chiedermi una cosa, e a me, anche se è un ragazzino, vien naturale dirgli Signor Morato e lui si schermisce mi dice perché mi chiama così, io non mi chiamo così, mi dice come se lo avessi offeso. Io m’immaginavo la mamma che gli ha stampato etichettato tutti i vestiti, magari sta andando in campeggio, in vacanza, in colonia, non lo so, ma è giugno, ci può anche stare che vada in vacanza, e siccome è la prima volta che va da solo, la mamma gli stampa il nome e gli etichetta tutti i vestiti, compra i trasferelli e col ferro da stiro gli sigla anche la borsa, dev’essere anche un lavoro, povera mamma, ma cosa vuoi, i ragazzi son così, magari tornano in camerata la sera e gli han ciulato i vestiti, non sai mica mai chi c’è, in questa vacanze organizzate chi lo sa da chi, dalla parrocchia, dalla scuola, o magari perfino su internet. Perché da fuori son tutti brava gente, poi magari vedono dei pantaloni che costan dei soldi, o una borsa, e be’, sai com’è, son lì, son di qualcun altro e questo è vero, però son lì, son gratis, vuoi non favorire? E allora la mamma si mette lì di buona lena e stampa il nome su tutti i vestiti. E adesso questo qua che ha scritto Antony Morato dappertutto mi rivolge la parola, io, per cortesia, anche se è un ragazzino, io per cortesia lo chiamo Signor Morato, e lui ha anche il coraggio di adombrarsi. Avrà rubato i vestiti in campeggio. Adesso scopro come si chiama e poi lo denuncio.

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La luna

Wednesday 15 June 2011

Guardavo il video dell’allunaggio, 20 luglio 1969, Apollo 11, Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins. Povero Michael Collins, ho pensato, tutto sto viaggio e poi non è neanche potuto scendere a guardar com’era, la luna, ché doveva star lì in orbita per poi tirar su gli altri due che invece son scesi a godersela in prima persona. Mi son chiesto come doveva essere, nel 1969, stare lì a guardare alla televisione in diretta le immagini che provenivano dalla luna. Io mi son già emozionato tantissimo a riguardarle su internet, ma chissà che emozioni deve aver provato, la gente dell’epoca, a vederle in diretta. Mi sembra una cosa inimmaginabile, io credo che avrei pianto, e mi vien da piangere ancora adesso a pensare che una cosa così io non la vedrò probabilmente mai, non potrò mai essere testimone di un evento del genere, vedere degli uomini che per la prima volta camminano sulla luna. La luna, quella cosa magica che c’è in cielo, e che si vede, nelle immagini, che è una specie di sasso grigio bitorzoluto che sta lì, nel cielo, e io spero sempre che non caschi.

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Sul cedere il posto alle signore in treno

Thursday 9 June 2011

Non so mai cosa fare con le signore di mezza età che non trovano posto sul treno mentre io son seduto. Ho sempre la tentazione di cederglielo, il posto, ma non riesco a capire, tranne i casi estremi, se possa far piacere o no. Ho sempre paura che se offro il mio posto a una signora quella si arrabbi, pensando che io le stia implicitamente dando della vecchia. Ti tingi i capelli per sembrar giovane e ti prendono per una vecchia a cui cedere il posto. È tutto inutile. Adesso ho deciso che se ti tingi i capelli, non ti lascio il posto, se invece li hai bianchi o grigi invece sì. Poi magari a volte passo per maleducato, ma invece dietro c’è un gran ragionamento.

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Tempo

Wednesday 8 June 2011

Stamattina son stato da un mio cliente che vende i telefoni e mentre parlavamo gli è venuto in mente di farmi un regalo, mi ha detto che mi dava 1800 minuti al mese, così, gratis. Il tempo è una cosa preziosa, gli ho detto, grazie, è il regalo più bello del mondo.

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Verde

Friday 3 June 2011

Ieri sera ero su un palco, e mi son ritrovato seduto vicino a un giornalista, direttore di un quotidiano importante, un giornalista che si chiama Antonio Padellaro. Padellaro aveva una camicia verde pastello, dei pantaloni verde scuro e delle scarpe marroni. Io ero lì seduto vicino a lui, avevo la mia camicia grigia, i miei jeans color jeans, e le mie scarpe da ginnastica verdi. Ogni tanto cercavo di intervenire nel dibattito in maniera seria e puntuale, e tutte le volte che toccava a me io cercavo di dir qualcosa, ma non appena Padellaro mi passava il microfono, io lo guardavo, Padellaro, e tutto quel che mi veniva in mente era che Padellaro, secondo me, con la sua camicia verde e i suoi pantaloni verdi, sarebbe stato benissimo con le mie scarpe verdi.

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Nulla

Wednesday 1 June 2011

Stamattina volevo pubblicare almeno qualche estratto del mio intervento al Convegno sul Nulla che si è tenuto domenica 29 maggio al Cisim di Lido Adriano, vicino Ravenna, ma diventerebbe troppo lungo comunque, e se non si legge per intero secondo me perde. Già per intero non è che sia tutto sto granché, ma se lo tagliuzzi ancora secondo me perde. Anche la mia lavatrice perde. Sto aspettando il tecnico, dice che viene tra mezz’ora. Certe volte hai fortuna però, me lo devo dire, certe volte hai proprio fortuna, ti si è rotta la lavatrice, vai a vedere la fattura per vedere se è in garanzia, ti accorgi che la garanzia scade martedì prossimo. Non capita spesso. Di solito è il contrario. Quando capitano queste cose qua poi sei felice per un paio di giorni, sembra che il mondo complotti per renderti la vita migliore (ciao Marchino), se poi è un periodo che le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto, e anche personalmente succede che ti fan tutti i complimenti, e magari escono anche dei pezzi che ti fan piacere, ecco, magari smetti anche di pensare ai terremoti alle malattie ai meteoriti e al fatto che gli atomi dentro son praticamente vuoti (è una roba a cui ultimamente penso sempre più spesso – ma ci pensi? è tutto vuoto, non c’è niente qua intorno, te compreso), smetti anche di pensare che magari niente ha senso, ché tanto, puoi far quello che vuoi, e intanto dopo morirai, e la razza umana si estinguerà, e il sole collasserà su se stesso, e cose così. E invece adesso arriva il tecnico della lavatrice. Hai visto? E tu che non ci credevi più.

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