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Archivio di August, 2011

Lezioni di economia dello starnuto

Wednesday 31 August 2011

No ma vai tranquillo, dicevo, starnutisci pure, vai pure avanti, e lui non la smetteva, gli dicevo È importante quel che stai facendo, e lui starnutiva e mi guardava perplesso, per quanto può guardar perplesso uno che starnutisce senza fine, strizzando gli occhi e lacrimando. Gli dicevo È importante quel che stai facendo, perché secondo me esiste un numero finito di starnuti che sono contemporaneamente emettibili in un dato momento, e tu, dicevo mentre lui continuava, ne stai facendo un buon numero, alleviando così le sofferenze di chissà quante persone. Bravo, sei un benefattore, gli ho detto, dandogli una pacca sulla spalla, mentre lui continuava a starnutire soddisfatto.

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Il rispetto per gli anziani

Tuesday 30 August 2011

Stamattina un bambino tre anni mi ha salutato dicendo Ciao pattumiera.

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Sono una persona orribile /36

Thursday 25 August 2011

Dal giorno in cui sbadatamente ho scoreggiato mentre passavo dietro al ventilatore mi sembra che qui tutti mi vogliano meno bene.

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Scritto in coda alla posta

Wednesday 24 August 2011

Era un po’ che Vittorio Arletti, chiamiamolo così con un nome di comodo, come fanno gli autori quando vogliono nascondere le proprie magagne, era un po’ che Vittorio Arletti, che incidentalmente ha le stesse iniziali delle parole Vostro Autore, era un po’ che lui non scriveva più niente, scriveva pochissimo, lui che un tempo si vantava di scrivere qualcosa, anche una vaccata, tutti i giorni. Dopo un po’ che non scriveva più si era accorto che gli era cresciuta la pancia, una mattina in bagno si era accorto che a momenti non riusciva più neanche a vedersi il pisello, e in quel momento lì, mentre faceva la pipì, aveva deciso che era ora di cambiar regime, si era detto Qua, se non mi rimetto a scriver più spesso, divento un pallone. Poi, a dir la verità, non so come finisce, ma se funziona ve lo dico.

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Dio la benedica, signor Rosewater

Thursday 18 August 2011

Questo libro qui è ancora una volta un libro bellissimo, dicevo. Io non lo so come faccia, dicevo di Vonnegut, non lo so come faccia questo qua a scriver sempre dei libri così belli anche da morto.

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Uova. Una storia vera

Monday 8 August 2011

In autostrada ero dietro un camion carico di uova, si capiva che era carico di uova perché tutto il cassone era decorato da file e file di uova, fotografate viste dall’alto, tutte ben disposte nei loro cartoni, si capiva che era carico di uova perché dietro al camion, in mezzo a tutte quelle uova fotografate, c’era scritto Se mi tamponi facciamo la frittata.

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Vai con gli asceti

Tuesday 2 August 2011

Stamattina son andato a fare colazione al bar. Saranno state le sette e mezza, ero già sveglio da un po’, e di colazioni ne avevo già fatta una, quando mi ero svegliato, poco prima delle sei. Poi, alle sette e mezza, dopo un po’ che ero lì che leggevo Huckleberry Finn, mi è venuta voglia di uscire e di andare a fare colazione al bar. Siamo fatti così, noi asceti, facciamo una colazione e subito dopo ci vien voglia di farne un’altra. Magari ti prendi un caffè di casa con un biscotto, e dopo ti vien voglia di un caffè del bar con un cornetto alla crema; non succede tutti i giorni, ma ogni tanto succede, e cosa fai, certe volte ti dici Massì, andiamo a fare colazione al bar, con il miraggio di quel cornetto traboccante crema, seguito da un bicchierino d’acqua e da un caffè. Mi son vestito e son sceso, e mentre Huckleberry Finn scendeva il fiume Missouri a bordo di una zattera, sono andato al bar. Dentro il bar c’era della musica, c’è sempre della musica dentro i bar, e io stamattina di musica non ne avevo ancora ascoltata, e quando son entrato nel bar ho sentito la prima musica della mattinata. L’ho riconosciuta subito: era Su di noi di Pupo. Ho chiesto alla barista se era il caso, secondo lei, che lei ci facesse ascoltare, a noi asceti, come prima musica della giornata, una canzone di Pupo. Lei mi ha risposto che quando era piccola era innamorata di Pupo, che quando suo padre aveva comprato un armadio nuovo lei lo aveva tappezzato tutto di foto di Pupo, sia fuori che dentro, e che suo padre le aveva fatto una bella ramanzina. Le ho detto che secondo me suo padre era uno che ne capiva, ma lei non ha mica colto, allora mi son rimesso a leggere e sono uscito. Noi asceti siam fatti così.

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I ragazzi di campagna

Monday 1 August 2011

L’altro giorno ero al supermercato che aspettavo al banco dei formaggi, vicino avevo un gruppetto di ragazzi appena maggiorenni che facevano la scorta di viveri, e soprattutto beveraggi, per il fine settimana, forse in montagna. Siccome non c’era indicazione visiva del numero che stavano servendo, ho dovuto togliermi le cuffiette per ascoltare quando toccava a me, avevo il numero 74, ed eravamo appena al 60, e non potendo ascoltare musica, mi son messo ad ascoltare le voci che mi circondavano. Provavo un po’ d’invidia per quei ragazzi che parlavano di assenzio, vodche e sansimoni, ma poi mi son messo a pensare, come un vecchio, che ai miei tempi era diverso, ché quelli eran ragazzi di campagna, e ai miei tempi non eran così.
Ai miei tempi non era così, i ventenni di campagna di adesso portan dei cappelli coi brillantini, o su cui c’è scritto Emporio Qualcosa, si chiamano Michael e Kevin, e per loro Berlusconi è il Presidente del Consiglio da sempre, e per loro è normale così.

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